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Benevento, “Madonna delle Grazie”: ok ai lavori della Basilica
I finanziamenti nel dettaglio

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Un ripescaggio importante, una conferma e due promesse di finanziamento. Ancora una volta è tutt’altro che entusiasmante per il Sannio il responso della “Programmazione triennale Lavori pubblici e Programma annuale del ministero Cultura”, varato con decreto del ministero Alessandro Giuli pubblicato due giorni fa. Nel riparto dei fondi per interventi sul patrimonio archeologico, monumentale, bibliotecario e archivistico, la provincia di Benevento fa capolino raramente.
In positivo si segnala la reintroduzione del restauro della Basilica della Madonna delle Grazie nella lista dei finanziamenti, che ripristina almeno in parte la previsione fissata dal ministero nella Programmazione 2024-2026 rimasta solo sulla carta. La stessa che prevedeva risorse per altre due importanti chiese beneventane come San Domenico e Sant’Anna (chiesa del Carmine), ancora a bocca asciutta nonostante i gravi problemi di manutenzione. Una campagna che il Mattino conduce da due anni per segnalare l’assenza di provvedimenti concreti a tutela del patrimonio storico-artistico del Sannio.
I FONDI
Ma esaminiamo nel dettaglio la griglia controfirmata dal ministro Giuli. Il risultato più importante per Benevento sono i 500mila euro assegnati per il restauro e risanamento conservativo della Basilica della Madonna delle Grazie. La somma è divisa in tre tranche: 200mila euro “cash” nel 2026, altri 300mila, ripartiti tra 2027 e 2028, dovranno trovare conferma nelle successive programmazioni. Come evidenziato nell’edizione di domenica, la Basilica più amata dai sanniti presenta importanti problemi di conservazione, in particolare nella zona prospiciente il sagrato che accoglie le statue di 6 santi sul terrazzino con balaustra decorata. Proprio a causa delle criticità emerse e del mancato finanziamento da parte del ministero, il Comune, proprietario del tempio mariano, si era già mosso inserendo il restauro della Madonna delle Grazie tra le opere da finanziare con i Prius.
Somme che adesso potranno essere impegnate per altri interventi in virtù dell’avvenuto stanziamento ministeriale, che però risulta decisamente meno corposo rispetto al milione e 80mila euro che via del Collegio romano aveva assegnato con la Programmazione 2024-2026. Bisognerà trovare altre provviste finanziarie, invece, per le chiese di San Domenico e per quella del Carmine, detta di Sant’Anna. Il pregevole luogo di culto figurava nella Programmazione 2024-2026 con uno stanziamento di 480mila euro, ma non ve n’è traccia nella Programmazione 2026-2028. E dunque niente interventi di ripristino del tetto che si presenta sconnesso in più punti dai quali penetrano da anni copiose infiltrazioni ben visibili sulle pareti.
Cerreto sannita, sfida tra artigianato e inclusione: nasce la sartoria sociale
A settembre, il Comune e la Curia hanno dovuto trasferire con urgenza una tela settecentesca del Boraglia per metterla al riparo dall’acqua piovana. Criticità significative anche per la chiesa di Sant’Anna su Corso Garibaldi, privata dei 320mila euro che le erano stati attribuiti, sulla carta, con la Programmazione 2024-2026. Ha trovato invece posto tra i finanziamenti della nuova Programmazione triennale il progetto di allestimento dello spazio espositivo con materiali archeologici proposto dalla Soprintendenza nei locali dell’ex carcere San Felice in viale degli Atlantici. Dal ministero arrivano 190mila euro, dei quali 100mila nel 2026. È da 220mila euro lo stanziamento varato per il restauro delle strutture murarie e la manutenzione delle Terme romane dell’antica Caudium a Montesarchio, ma in questo caso i fondi partiranno, se confermati, dal 2027. Stesso discorso per altri due interventi di minore peso inseriti nella Programmazione appena varata.
Il restauro delle superfici architettoniche decorate e dell’organo a canne della chiesa di San Sebastiano a Guardia Sanframondi (21mila euro nel 27). Il restauro e la ricollocazione in situ della lastra tombale del milite angioino Pietro Braherio nell’Abbazia di San Salvatore Telesino potrà contare su 18mila euro il prossimo anno. Fondi, infine, per l’Archivio storico del Comune di Sant’Agata de’ Goti: 15mila euro nel 2026, 63.800 tra un anno. Impietoso, come al solito, per il Sannio il raffronto con le altre province. Sul fronte archeologico, Benevento porta a casa soltanto 2 finanziamenti contro i 6 di Caserta (stessa Soprintendenza), i 5 di Salerno e i 3 di Napoli. Fa peggio soltanto Avellino con 1 stanziamento. Sul versante dei beni architettonici, il Sannio con 3 finanziamenti è superato da Napoli a quota 10, Salerno con 9, Caserta con 7, ed eguagliata da Avellino. Sperequazioni che non trovano giustificazione, almeno in questo caso, nel criterio demografico.
Benevento, “Madonna delle Grazie”: ok ai lavori della Basilica
I finanziamenti nel dettaglio

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Un ripescaggio importante, una conferma e due promesse di finanziamento. Ancora una volta è tutt’altro che entusiasmante per il Sannio il responso della “Programmazione triennale Lavori pubblici e Programma annuale del ministero Cultura”, varato con decreto del ministero Alessandro Giuli pubblicato due giorni fa. Nel riparto dei fondi per interventi sul patrimonio archeologico, monumentale, bibliotecario e archivistico, la provincia di Benevento fa capolino raramente.
In positivo si segnala la reintroduzione del restauro della Basilica della Madonna delle Grazie nella lista dei finanziamenti, che ripristina almeno in parte la previsione fissata dal ministero nella Programmazione 2024-2026 rimasta solo sulla carta. La stessa che prevedeva risorse per altre due importanti chiese beneventane come San Domenico e Sant’Anna (chiesa del Carmine), ancora a bocca asciutta nonostante i gravi problemi di manutenzione. Una campagna che il Mattino conduce da due anni per segnalare l’assenza di provvedimenti concreti a tutela del patrimonio storico-artistico del Sannio.
I FONDI
Ma esaminiamo nel dettaglio la griglia controfirmata dal ministro Giuli. Il risultato più importante per Benevento sono i 500mila euro assegnati per il restauro e risanamento conservativo della Basilica della Madonna delle Grazie. La somma è divisa in tre tranche: 200mila euro “cash” nel 2026, altri 300mila, ripartiti tra 2027 e 2028, dovranno trovare conferma nelle successive programmazioni. Come evidenziato nell’edizione di domenica, la Basilica più amata dai sanniti presenta importanti problemi di conservazione, in particolare nella zona prospiciente il sagrato che accoglie le statue di 6 santi sul terrazzino con balaustra decorata. Proprio a causa delle criticità emerse e del mancato finanziamento da parte del ministero, il Comune, proprietario del tempio mariano, si era già mosso inserendo il restauro della Madonna delle Grazie tra le opere da finanziare con i Prius.
Somme che adesso potranno essere impegnate per altri interventi in virtù dell’avvenuto stanziamento ministeriale, che però risulta decisamente meno corposo rispetto al milione e 80mila euro che via del Collegio romano aveva assegnato con la Programmazione 2024-2026. Bisognerà trovare altre provviste finanziarie, invece, per le chiese di San Domenico e per quella del Carmine, detta di Sant’Anna. Il pregevole luogo di culto figurava nella Programmazione 2024-2026 con uno stanziamento di 480mila euro, ma non ve n’è traccia nella Programmazione 2026-2028. E dunque niente interventi di ripristino del tetto che si presenta sconnesso in più punti dai quali penetrano da anni copiose infiltrazioni ben visibili sulle pareti.
Cerreto sannita, sfida tra artigianato e inclusione: nasce la sartoria sociale
A settembre, il Comune e la Curia hanno dovuto trasferire con urgenza una tela settecentesca del Boraglia per metterla al riparo dall’acqua piovana. Criticità significative anche per la chiesa di Sant’Anna su Corso Garibaldi, privata dei 320mila euro che le erano stati attribuiti, sulla carta, con la Programmazione 2024-2026. Ha trovato invece posto tra i finanziamenti della nuova Programmazione triennale il progetto di allestimento dello spazio espositivo con materiali archeologici proposto dalla Soprintendenza nei locali dell’ex carcere San Felice in viale degli Atlantici. Dal ministero arrivano 190mila euro, dei quali 100mila nel 2026. È da 220mila euro lo stanziamento varato per il restauro delle strutture murarie e la manutenzione delle Terme romane dell’antica Caudium a Montesarchio, ma in questo caso i fondi partiranno, se confermati, dal 2027. Stesso discorso per altri due interventi di minore peso inseriti nella Programmazione appena varata.
Il restauro delle superfici architettoniche decorate e dell’organo a canne della chiesa di San Sebastiano a Guardia Sanframondi (21mila euro nel 27). Il restauro e la ricollocazione in situ della lastra tombale del milite angioino Pietro Braherio nell’Abbazia di San Salvatore Telesino potrà contare su 18mila euro il prossimo anno. Fondi, infine, per l’Archivio storico del Comune di Sant’Agata de’ Goti: 15mila euro nel 2026, 63.800 tra un anno. Impietoso, come al solito, per il Sannio il raffronto con le altre province. Sul fronte archeologico, Benevento porta a casa soltanto 2 finanziamenti contro i 6 di Caserta (stessa Soprintendenza), i 5 di Salerno e i 3 di Napoli. Fa peggio soltanto Avellino con 1 stanziamento. Sul versante dei beni architettonici, il Sannio con 3 finanziamenti è superato da Napoli a quota 10, Salerno con 9, Caserta con 7, ed eguagliata da Avellino. Sperequazioni che non trovano giustificazione, almeno in questo caso, nel criterio demografico.
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