Cerreto sannita, sfida tra artigianato e inclusione: nasce la sartoria sociale

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Cerreto sannita, sfida tra artigianato e inclusione: nasce la sartoria sociale

In prima linea la cooperativa ICare

I protagonisti dell'iniziativa
I protagonisti dell’iniziativa
mercoledì 4 febbraio 2026, 19:31
2 Minuti di Lettura
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Artigianato, sostenibilità e inclusività. Il nuovo progetto della Sartoria Sociale “Ricuce”, promosso dalla cooperativa sociale di comunità iCare e inaugurato nel pomeriggio di ieri nella sede di iCare aCerreto Sannita, s’incastona perfettamente in queste tre aree per diffondere, sempre più, una cultura ambientale e di rigenerazione umana, sociale e dei tessuti. L’obiettivo è ridurre il rifiuto tessile attraverso la raccolta selettiva e il riciclo di abiti usati; creare nuovi prodotti attraverso il cucito creativo e il riciclo; inserire da un punto di vista di percorso formativo delle competenze, e successivamente lavorativo, donne provenienti dal partenariato con la Caritas diocesana e donne vittime di violenza.

«Si tratta di un ulteriore progetto – ha affermato il presidente di iCare don Matteo Prodi nel corso della presentazione – che ci consentirà di crescere e di essere presenti sul territorio.

La cooperativa iCare sta crescendo, giorno dopo giorno, e oltre a una cultura del lavoro e del prendersi cura dell’altro, vuole diffondere sempre più anche il prendersi cura del territorio, del creato, dell’ambiente. Una cultura ambientale che nel riciclo e nel cucito creativo, a partire dall’incontro e dall’incrocio tra le diverse progettualità di iCare e Caritas diocesana, vuole generare rigenerazione umana, sociale e dei tessuti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cerreto sannita, sfida tra artigianato e inclusione: nasce la sartoria sociale

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Artigianato, sostenibilità e inclusività. Il nuovo progetto della Sartoria Sociale “Ricuce”, promosso dalla cooperativa sociale di comunità iCare e inaugurato nel pomeriggio di ieri nella sede di iCare aCerreto Sannita, s’incastona perfettamente in queste tre aree per diffondere, sempre più, una cultura ambientale e di rigenerazione umana, sociale e dei tessuti. L’obiettivo è ridurre il rifiuto tessile attraverso la raccolta selettiva e il riciclo di abiti usati; creare nuovi prodotti attraverso il cucito creativo e il riciclo; inserire da un punto di vista di percorso formativo delle competenze, e successivamente lavorativo, donne provenienti dal partenariato con la Caritas diocesana e donne vittime di violenza.

«Si tratta di un ulteriore progetto – ha affermato il presidente di iCare don Matteo Prodi nel corso della presentazione – che ci consentirà di crescere e di essere presenti sul territorio.

La cooperativa iCare sta crescendo, giorno dopo giorno, e oltre a una cultura del lavoro e del prendersi cura dell’altro, vuole diffondere sempre più anche il prendersi cura del territorio, del creato, dell’ambiente. Una cultura ambientale che nel riciclo e nel cucito creativo, a partire dall’incontro e dall’incrocio tra le diverse progettualità di iCare e Caritas diocesana, vuole generare rigenerazione umana, sociale e dei tessuti».

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