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Benevento, scuole accorpate: c’è l’ok al tavolo con la Regione
Alcune centinaia i partecipanti (gli organizzatori parlano di 500 persone) al mini-corteo partito dal piazzale antistante la Rocca dei Rettori

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L’impegno della Prefettura a proporre un tavolo con Regione ed enti locali per dirimere la querelle “Sant’Angelo a Sasso – Moscati”, e un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara della Lega. Portano a casa qualche primo significativo risultato i promotori della manifestazione che ieri mattina ha visto studenti, famiglie e insegnanti delle due scuole cittadine protestare contro l’accorpamento deciso dalla Regione con la ormai celeberrima delibera licenziata sette giorni fa dalla neo insediata giunta Fico. «Ma andremo avanti a oltranza – hanno messo in guardia gli autori dell’iniziativa – fino a quando questa assurda decisione non verrà ritirata».
LA MANIFESTAZIONE
Alcune centinaia i partecipanti (gli organizzatori parlano di 500 persone) al mini-corteo partito dal piazzale antistante la Rocca dei Rettori e snodatosi per qualche decina di metri fino a Palazzo del Governo. “La Sasso e la Moscati divise a vita” campeggiava sullo striscione bipartisan preparato alla vigilia dagli studenti dei due istituti, ritrovatisi inopinatamente uniti per effetto del giro di vite imposto dal Governo sulle autonomie e concretizzato dall’esecutivo campano con la contestata delibera che ha scelto le due scuole della città per dare seguito al taglio di una autonomia nel Sannio, archiviando la precedente opzione “San Pio di Pietrelcina – Moscati”. Decisione che ha provocato la sollevazione dei due istituti beneventani, entrambi già in reggenza, ubicati ai due capi della città e destinati a dare vita a un unico maxi-comprensivo da oltre 1.600 alunni.
Benevento, aggredisce direttrice delle Poste e agenti: donna arrestata
«Perché?», domandava icastico uno degli striscioni simbolo della protesta. Interrogativo che è stato posto al tavolo prefettizio dai docenti Alessandro Paolo Lombardo, Flavia Antonelli, Caterina Cantone, Margherita Coletta, Agnese Fucci, Pompea Mottola, Paola Orlando, Pasquale Pedicini, Maria Russo e Maria Simiele, ricevuti insieme ad alcuni esponenti sindacali. Il capo di gabinetto Olimpia Cerrata ha preso atto della richiesta dei manifestanti di promuovere quanto prima un Tavolo urgente con l’assessore regionale all’Istruzione Andrea Morniroli, alla presenza dei rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e comunità scolastiche. Istanza che dovrà però incrociare le disponibilità degli attori istituzionali interpellati, che andrà verificata nei prossimi giorni. «Restiamo in stato di agitazione – hanno dichiarato i referenti delle due scuole al termine -. E se non dovessero giungere novità terremo anche uno sciopero».
LA POLEMICA
Richiesta che cade in un clima per niente disteso. Slogan del corteo, del tutto civile e pacifico, è stato il “Mastella, ascolta, la scuola non si tocca”, diventato il refrain più gettonato. A margine della manifestazione, gli organizzatori hanno inoltre stigmatizzato «la grave assenza del sindaco di Benevento e del presidente della Provincia, nonostante il formale invito». Critica alla quale il primo cittadino replica così: «Per cultura istituzionale e formazione politica ho grande rispetto di tutte le manifestazioni e in particolare quelle che muovono dal mondo della scuola. Sollecito però tutti, a prescindere da sigle e formazioni, che tentano la strada in questo caso davvero maldestra della strumentalità o di autopromuoversi per vie semplicistiche o ancora peggio della più incredibile ipocrisia politica, di stare ai fatti. La responsabilità di queste scelte, obbligate, sul dimensionamento scolastico è in capo al Governo di centrodestra. L’assessore Morniroli ha fatto una scelta obbligata in base alla norma che il centrodestra ha imposto. Bisogna dire, a onor del vero, che l’accorpamento “Sant’Angelo a Sasso – Moscati” poco cambia per gli studenti e per gli insegnanti: non si perde nemmeno la dirigenza, perché c’era già in uno degli istituti la reggenza».
Il deputato di Forza Italia Rubano interroga il ministro Valditara: «Il progetto – denuncia – non risponde ai criteri di razionalità previsti dalle linee guida nazionali poiché non tiene conto della prossimità territoriale, non interviene su situazioni di reale sottodimensionamento e rischia di generare una struttura eccessivamente grande e frammentata. Altro elemento critico riguarda la tempistica: l’accorpamento arriverebbe con iscrizioni già aperte».
Presente al corteo il consigliere regionale forzista Fernando Errico: «È una scelta – rivela – fatta sulla carta che non tiene conto delle reali esigenze del territorio e rischia di creare uno squilibrio all’interno della città. Invitiamo chi è chiamato a decidere a rivedere questa impostazione».
Benevento, scuole accorpate: c’è l’ok al tavolo con la Regione
Alcune centinaia i partecipanti (gli organizzatori parlano di 500 persone) al mini-corteo partito dal piazzale antistante la Rocca dei Rettori

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L’impegno della Prefettura a proporre un tavolo con Regione ed enti locali per dirimere la querelle “Sant’Angelo a Sasso – Moscati”, e un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara della Lega. Portano a casa qualche primo significativo risultato i promotori della manifestazione che ieri mattina ha visto studenti, famiglie e insegnanti delle due scuole cittadine protestare contro l’accorpamento deciso dalla Regione con la ormai celeberrima delibera licenziata sette giorni fa dalla neo insediata giunta Fico. «Ma andremo avanti a oltranza – hanno messo in guardia gli autori dell’iniziativa – fino a quando questa assurda decisione non verrà ritirata».
LA MANIFESTAZIONE
Alcune centinaia i partecipanti (gli organizzatori parlano di 500 persone) al mini-corteo partito dal piazzale antistante la Rocca dei Rettori e snodatosi per qualche decina di metri fino a Palazzo del Governo. “La Sasso e la Moscati divise a vita” campeggiava sullo striscione bipartisan preparato alla vigilia dagli studenti dei due istituti, ritrovatisi inopinatamente uniti per effetto del giro di vite imposto dal Governo sulle autonomie e concretizzato dall’esecutivo campano con la contestata delibera che ha scelto le due scuole della città per dare seguito al taglio di una autonomia nel Sannio, archiviando la precedente opzione “San Pio di Pietrelcina – Moscati”. Decisione che ha provocato la sollevazione dei due istituti beneventani, entrambi già in reggenza, ubicati ai due capi della città e destinati a dare vita a un unico maxi-comprensivo da oltre 1.600 alunni.
Benevento, aggredisce direttrice delle Poste e agenti: donna arrestata
«Perché?», domandava icastico uno degli striscioni simbolo della protesta. Interrogativo che è stato posto al tavolo prefettizio dai docenti Alessandro Paolo Lombardo, Flavia Antonelli, Caterina Cantone, Margherita Coletta, Agnese Fucci, Pompea Mottola, Paola Orlando, Pasquale Pedicini, Maria Russo e Maria Simiele, ricevuti insieme ad alcuni esponenti sindacali. Il capo di gabinetto Olimpia Cerrata ha preso atto della richiesta dei manifestanti di promuovere quanto prima un Tavolo urgente con l’assessore regionale all’Istruzione Andrea Morniroli, alla presenza dei rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e comunità scolastiche. Istanza che dovrà però incrociare le disponibilità degli attori istituzionali interpellati, che andrà verificata nei prossimi giorni. «Restiamo in stato di agitazione – hanno dichiarato i referenti delle due scuole al termine -. E se non dovessero giungere novità terremo anche uno sciopero».
LA POLEMICA
Richiesta che cade in un clima per niente disteso. Slogan del corteo, del tutto civile e pacifico, è stato il “Mastella, ascolta, la scuola non si tocca”, diventato il refrain più gettonato. A margine della manifestazione, gli organizzatori hanno inoltre stigmatizzato «la grave assenza del sindaco di Benevento e del presidente della Provincia, nonostante il formale invito». Critica alla quale il primo cittadino replica così: «Per cultura istituzionale e formazione politica ho grande rispetto di tutte le manifestazioni e in particolare quelle che muovono dal mondo della scuola. Sollecito però tutti, a prescindere da sigle e formazioni, che tentano la strada in questo caso davvero maldestra della strumentalità o di autopromuoversi per vie semplicistiche o ancora peggio della più incredibile ipocrisia politica, di stare ai fatti. La responsabilità di queste scelte, obbligate, sul dimensionamento scolastico è in capo al Governo di centrodestra. L’assessore Morniroli ha fatto una scelta obbligata in base alla norma che il centrodestra ha imposto. Bisogna dire, a onor del vero, che l’accorpamento “Sant’Angelo a Sasso – Moscati” poco cambia per gli studenti e per gli insegnanti: non si perde nemmeno la dirigenza, perché c’era già in uno degli istituti la reggenza».
Il deputato di Forza Italia Rubano interroga il ministro Valditara: «Il progetto – denuncia – non risponde ai criteri di razionalità previsti dalle linee guida nazionali poiché non tiene conto della prossimità territoriale, non interviene su situazioni di reale sottodimensionamento e rischia di generare una struttura eccessivamente grande e frammentata. Altro elemento critico riguarda la tempistica: l’accorpamento arriverebbe con iscrizioni già aperte».
Presente al corteo il consigliere regionale forzista Fernando Errico: «È una scelta – rivela – fatta sulla carta che non tiene conto delle reali esigenze del territorio e rischia di creare uno squilibrio all’interno della città. Invitiamo chi è chiamato a decidere a rivedere questa impostazione».
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