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Si è spento oggi a Trieste Nicola Salerno, 69 anni, direttore sportivo che ha legato indissolubilmente il suo nome a una delle pagine più belle della storia del Messina. Fu l’artefice della grande scalata giallorossa dai dilettanti alla Serie B, un percorso straordinario che aprì poi le porte della massima serie.
Salerno arrivò in riva allo Stretto nel 1998, con il Messina di Emanuele Aliotta fresco vincitore del Campionato Nazionale Dilettanti. Fortemente voluto da Ciccio La Rosa, braccio destro del presidente, iniziò a costruire la squadra tassello dopo tassello, dando forma a un progetto ambizioso che, nel giro di appena due anni, portò i giallorossi prima in Serie C1 e subito dopo in Serie B. Un percorso che affondava le sue radici già nella seconda metà del 1995, quando con Aliotta erano state gettate le basi di una visione chiara e coraggiosa.
Salerno seppe scegliere uomini e allenatori giusti, con intuizioni decisive e scelte spesso controcorrente. Aveva già dimostrato il suo valore in Sicilia, lasciando il segno a Licata, ma fu a Messina che la sua opera divenne memorabile. Quattro anni intensi, ricchi di colpi illuminanti: dall’intuizione di portare in giallorosso un bomber come Vittorio Torino, alla grande occasione di pescare EnricoBuonocore, talento estroso e allora in rotta con la Ternana. E poi il colpo Sullo, convinto a preferire la Serie C1 del Messina alla Serie B del Pescara, proprio grazie alla forza di un progetto vincente. Grande fiuto nella scelta di centrocampisti come Coppola, Obbedio, Scaringella, Campolo e Delnevo.
Godeas, Grabbi e tanti altri grandi attaccanti vestirono il giallorosso sotto la sua direzione. Salerno lasciò Messina dopo la salvezza conquistata all’ultima giornata a Crotone, nel campionato di Serie B 2001-2002. Poi l’avvento dei Franza e la rottura.
La sua carriera dopo Messina
Dopo la felice esperienza di Messina, Nicola Salerno prosegue la sua carriera ad alti livelli trasferendosi al Cagliari, con cui centra il secondo posto in Serie B nel campionato 2003-2004 e la promozione in Serie A. Rimane in rossoblù fino al 2006, vivendo anche l’esperienza nella massima serie.
Nel 2006-2007 Saleerno è direttore sportivo del Foggia in Serie C1, sfiorando la promozione in Serie B, svanita solo all’ultimo minuto nella finale play-off di Avellino. Torna quindi al Cagliari in Serie A nella stagione 2007-2008, ma viene sollevato dall’incarico nel febbraio 2008.
Nel 2009 approda alla Salernitana, dove vive una fase complessa ma intensa: si dimette nel febbraio 2011 con il cambio di proprietà, salvo poi rientrare dopo pochi giorni con il ritorno della vecchia dirigenza. L’esperienza si chiude nell’estate 2011, dopo la finale play-off persa contro l’Hellas Verona e la mancata iscrizione del club al campionato successivo.
Segue un breve ritorno a Messina, nel frattempo in Serie D, come consulente dell’area tecnica, prima della nomina a direttore sportivo del Grosseto in Serie B nel novembre 2011.
Nell’estate 2012 torna in Serie A come direttore sportivo del Catania, ritrovando la massima categoria e la piazza etnea a distanza di dieci anni. Nel luglio 2013 rientra per la terza volta al Cagliari, assumendo la responsabilità dell’area tecnica e del calciomercato.
Dal 2014 la sua carriera si apre anche all’estero: è direttore sportivo del Leeds United in Championship e, nella stagione successiva, consulente di mercato del Watford in Premier League.
Nel 2017 firma per il Palermo, ma si dimette dopo pochi mesi con la squadra in zona retrocessione. L’ultima esperienza è a Brescia, dove diventa direttore sportivo nel dicembre 2017, incarico che si conclude nel marzo 2018 con l’esonero da parte della proprietà.
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