[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/04/9339804_04225652_scontri_torino.jpg”]
Torino, la beffa dopo gli scontri: già fuori dal carcere i tre violenti
Le ordinanze della Gip su Askatasuna: solo uno degli attivisti (che ha partecipato all’aggressione del poliziotto) è ai domiciliari. Obbligo della firma per gli altri due

Una vera e propria «guerriglia urbana innescata da un gruppo facinorosi travisati», circa 1500, preceduta da un’azione «evidentemente preordinata e organizzata» da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. Così la gip di Torino Irene Giani nelle tre ordinanze con cui ha convalidato gli arresti e disposto le misure cautelari per i tre manifestanti arrestati dopo gli scontri dello scorso 31 gennaio a Torino. Ma nessuno di loro è rimasto in carcere. Solo il 22enne Angelofrancesco Simionato, originario di Grosseto, parte del gruppo di «almeno 20 persone» che ha «partecipato all’aggressione ai danni dell’agente Alessandro Calista», è finito ai domiciliari. Mentre gli altri due, i torinesi Matteo Campaner e Pietro Desideri, di 34 e 32 anni, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, sono stati sottoposti all’obbligo di firma. Una decisione, quella della gip di Torino, che ha suscitato non poche polemiche.
La polemica
«Già a piede libero, vergogna. Votare sì al referendum è un dovere morale», ha commentato sui social il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. «Come ci si può sentire sicuri con questa giustizia?», ha chiesto l’altro vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, auspicando che «certe decisioni non vengano prese in base a sensibilità politiche». A fargli eco il Sim carabinieri: «È questa la giustizia che i cittadini chiedono? È questa la giustizia che gli operatori in divisa servono? Non è accettabile che chi è già stato identificato, si ritrovi nuovamente in piazza a minacciare la vita di un collega». Una decisione, quella della gip, secondo il segretario del sindacato di polizia Coisp Domenico Pianese, «che rischia di vanificare l’operato delle forze dell’ordine». «Delinquenti del genere si sentono legittimati a devastare, distruggere e picchiare perché godono di un senso di impunità», ha commentato il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni. Mentre Vincenzo Chianese, segretario generale di Equilibrio Sicurezza, ha annunciato la costituzione di parte civile nel processo. Una presa di posizione forte è arrivata dal segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti: «La magistratura non è solo quella che sbaglia. La magistratura è anche quella che prova ad emendare sé stessa quando commette degli errori, ma soprattutto quella che ha pagato forse il prezzo più alto insieme ad altri servitori dello Stato, come quelli delle forze di polizia, che oggi ci vedono su fronti opposti ma solo perché qualcuno vuole metterci su due barricate opposte: così non è e non sarà mai». Intanto la penalista Rachele Selvaggia De Stefanis, che assiste il poliziotto picchiato, ha denunciato «una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti». E mentre andavano avanti le polemiche e il capo della polizia Vittorio Pisani incontrava il personale del V reparto mobile di Torino e le organizzazioni sindacali della polizia, ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sugli scontri, ha respinto lo spettro di una possibile «impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico» o un «abuso eccessivo della forza». «C’è chi ha persino adombrato l’idea che le violenze siano state organizzate, o quantomeno tollerate, dal Governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme», ha spiegato Piantedosi, aggiungendo che si tratta di «un’accusa grave e strumentale, un’insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà». Ma il clima nella città piemontese era già caldo da almeno tre giorni prima degli scontri quando, ha denunciato la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, sono comparse sulla facciata dell’ateneo torinese occupato le scritte “+sbirri morti, +orfani, +vedove» e ancora «+pirati -sbirri».
Venti i giorni di prognosi riportati dall’agente ferito negli scontri che, nella denuncia, ha raccontato di essere stato «aggredito da numerosi soggetti che mi sfilavano il casco e lo scudo, per poi colpirmi ripetutamente».
La decisione
E, tra gli aggressori, riconosciuto grazie alla sua giacca rossa, ci sarebbe il 22enne di Grosseto, arrestato in differita tre ore dopo il pestaggio al quale avrebbe partecipato in seconda linea, spingendo i complici verso l’agente «con chiaro intento di incoraggiamento». Simionato è indagato per resistenza a pubblico ufficiale, «lesioni a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni» e rapina per aver sottratto il casco e lo scudo all’agente (anche se per la gip per quest’ultimo reato non sono «sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato»). Il 22enne ha raccontato una versione diversa da quella che si vede nel video dell’aggressione, dicendo che si stava allontanando. Secondo la gip gli arresti domiciliari sono sufficienti: è giovane, incensurato anche se già denunciato per imbrattamento, spaccio e porto di un coltello, non risulta legato a gruppi antagonisti e, a differenza degli altri dimostranti, si è vestito con «indumenti sgargianti» dimostrando una certa «ingenuità operativa». Non solo Calista, un altro agente ieri ha raccontato al Tg1 di aver «rischiato la vita» sabato. Si tratta del poliziotto alla guida del blindato dato alle fiamme dai manifestanti. «Mi hanno circondato e hanno dato fuoco al mezzo. Si sono avvicinati alla mia portiera e i hanno detto “tu oggi non scendi”».
.nl-optin-notext.nl-optinform .testata-bg {
background: #b22222;
}
.nl-optin-notext.nl-optinform .bg-wrap>div .nl-optin-bg {
opacity: 1;
background: #eee;
}
[analyse_source url=”http://ilmessaggero.it/italia/torino_beffa_scontri_carcere_violenti_askatasuna-9339804.html”]




















