[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/04/9338286_04083820_onecms_1oy0d3z8eplgrl0jymq_1_.jpg”]
Montevergine, al via i lavori: «Obiettivo salvare la Pasqua»
Due mesi per completare i lavori

abbonati premium
Due mesi per completare i lavori. Obiettivo: riaprire la strada a Pasqua. Mentre le celebrazioni della Candelora 2026, lunedì mattina, si svolgevano a valle tra i comuni di Mercogliano e Ospedaletto D’Alpinolo, la ditta incaricata dalla Provincia di Avellino dava il via ai lavori di messa in sicurezza del costone franato il 25 novembre. Una notte buia per Montevergine, che però già col primo intervento di pulizia dal fango, messo in atto dall’ente guidato da Buonopane nelle settimane subito successive al grosso smottamento, aveva visto qualche raggio di sole.
«Sulla frana di Montevergine – riepiloga Buonopane dai tornanti, con le macchine in movimento – abbiamo operato prima per la messa in sicurezza e la gestione del rischio immediato, poi con le dovute verifiche tecniche e la definizione di un progetto esecutivo». Progetto redatto a dicembre e che ha previsto una fase di cantierizzazione, oltre che di un piano speciale, per consentire all’impresa di lavorare in sicurezza, viste le condizioni della strada provinciale che oltre due mesi fa veniva travolta da circa 600 metri cubi di fango e detriti in quattro tornanti. Condizioni alle quali va ad aggiungersi quella climatica sfavorevole. Piogge, saturazione del terreno, gelo e neve incidono, infatti, direttamente sulla sicurezza delle lavorazioni e non consentono di operare senza rischi. Per cui sarà anche il meteo delle prossime settimane a stabilire se i lavori potranno essere ultimati, come da previsioni, entro la Pasqua. Quando si spera di poter permettere ai fedeli, dopo lo stop a Natale e per la Candelora, di raggiungere nuovamente il Santuario in sicurezza.
Sharon Maccanico morta in Nuova Zelanda, l’abbraccio della comunità Picarelli
L’attento studio, in base al tipo di versante sul quale si sta intervenendo, ha portato alla scelta di una palificata in acciaio che assicura resistenza, capacità portante e durabilità nel tempo, ma con diametri più ridotti, minori scavi e una posa più controllata, quindi più sicura e adatta al versante in questione.
«L’intervento – spiegano i tecnici – consiste nella realizzazione di una paratia di 43 micropali dotati di armatura in tubi di acciaio, sormontata successivamente da una piastra in calcestruzzo armato. Prima ancora sarà necessario procedere, nell’area interessata dal dissesto, alla rimozione della pavimentazione stradale e della relativa sottofondazione». Operazione che sta avvenendo in queste ore.
«Ci sono passaggi tecnici obbligati: perforazioni, posa, getti e maturazioni – aggiunge Buonopane -. Stiamo lavorando con una programmazione serrata, ma attenta ai rischi e alla qualità, per ridurre i tempi». Meteo permettendo, i lavori dovrebbero durare due mesi, per consentire la riapertura di una sola corsia della provinciale e dunque il ritorno del traffico veicolare per raggiungere il luogo di culto. Ripristino che consentirà di rimettere in funzione anche l’impianto funicolare che collega Mercogliano a Montevergine, chiuso subito dopo la frana e l’interdizione della strada. E, come annunciato già nelle scorse settimane, l’ente di Palazzo Caracciolo è a lavoro per la redazione di un progetto complessivo di consolidamento e messa in sicurezza dei costoni interessati dal rischio idrogeologico, per procedere all’apertura dell’intero asse stradale.
Il tempo bello che torna sempre dopo la tempesta ha permesso agli operai di allestire il cantiere, come previsto, venerdì scorso. E di mettere in moto i mezzi lunedì. Sotto gli occhi di Mamma Schiavona, mentre nella chiesa dell’Annunziata e San Guglielmo a Mercogliano, oltre a don Vitaliano Della Sala che ha aperto le porte a fedeli, pellegrini e femminielli impossibilitati quest’anno a raggiungere il monte sacro, per la prima volta parlavano dall’altare persone transgender. Intanto gli operai partivano con le operazioni di messa in sicurezza. Dopo aver tolto i new jersey di contenimento, l’avvio della rimozione di circa quindici metri di sede stradale. Un progetto organizzato con celerità da Palazzo Caracciolo che ha stanziato, oltre alle spese relative alla prima pulizia, circa 85mila euro, sommandoli ai 315mila messi a disposizione dalla Protezione Civile della Regione Campania.
Montevergine, al via i lavori: «Obiettivo salvare la Pasqua»
Due mesi per completare i lavori

abbonati premium
Due mesi per completare i lavori. Obiettivo: riaprire la strada a Pasqua. Mentre le celebrazioni della Candelora 2026, lunedì mattina, si svolgevano a valle tra i comuni di Mercogliano e Ospedaletto D’Alpinolo, la ditta incaricata dalla Provincia di Avellino dava il via ai lavori di messa in sicurezza del costone franato il 25 novembre. Una notte buia per Montevergine, che però già col primo intervento di pulizia dal fango, messo in atto dall’ente guidato da Buonopane nelle settimane subito successive al grosso smottamento, aveva visto qualche raggio di sole.
«Sulla frana di Montevergine – riepiloga Buonopane dai tornanti, con le macchine in movimento – abbiamo operato prima per la messa in sicurezza e la gestione del rischio immediato, poi con le dovute verifiche tecniche e la definizione di un progetto esecutivo». Progetto redatto a dicembre e che ha previsto una fase di cantierizzazione, oltre che di un piano speciale, per consentire all’impresa di lavorare in sicurezza, viste le condizioni della strada provinciale che oltre due mesi fa veniva travolta da circa 600 metri cubi di fango e detriti in quattro tornanti. Condizioni alle quali va ad aggiungersi quella climatica sfavorevole. Piogge, saturazione del terreno, gelo e neve incidono, infatti, direttamente sulla sicurezza delle lavorazioni e non consentono di operare senza rischi. Per cui sarà anche il meteo delle prossime settimane a stabilire se i lavori potranno essere ultimati, come da previsioni, entro la Pasqua. Quando si spera di poter permettere ai fedeli, dopo lo stop a Natale e per la Candelora, di raggiungere nuovamente il Santuario in sicurezza.
Sharon Maccanico morta in Nuova Zelanda, l’abbraccio della comunità Picarelli
L’attento studio, in base al tipo di versante sul quale si sta intervenendo, ha portato alla scelta di una palificata in acciaio che assicura resistenza, capacità portante e durabilità nel tempo, ma con diametri più ridotti, minori scavi e una posa più controllata, quindi più sicura e adatta al versante in questione.
«L’intervento – spiegano i tecnici – consiste nella realizzazione di una paratia di 43 micropali dotati di armatura in tubi di acciaio, sormontata successivamente da una piastra in calcestruzzo armato. Prima ancora sarà necessario procedere, nell’area interessata dal dissesto, alla rimozione della pavimentazione stradale e della relativa sottofondazione». Operazione che sta avvenendo in queste ore.
«Ci sono passaggi tecnici obbligati: perforazioni, posa, getti e maturazioni – aggiunge Buonopane -. Stiamo lavorando con una programmazione serrata, ma attenta ai rischi e alla qualità, per ridurre i tempi». Meteo permettendo, i lavori dovrebbero durare due mesi, per consentire la riapertura di una sola corsia della provinciale e dunque il ritorno del traffico veicolare per raggiungere il luogo di culto. Ripristino che consentirà di rimettere in funzione anche l’impianto funicolare che collega Mercogliano a Montevergine, chiuso subito dopo la frana e l’interdizione della strada. E, come annunciato già nelle scorse settimane, l’ente di Palazzo Caracciolo è a lavoro per la redazione di un progetto complessivo di consolidamento e messa in sicurezza dei costoni interessati dal rischio idrogeologico, per procedere all’apertura dell’intero asse stradale.
Il tempo bello che torna sempre dopo la tempesta ha permesso agli operai di allestire il cantiere, come previsto, venerdì scorso. E di mettere in moto i mezzi lunedì. Sotto gli occhi di Mamma Schiavona, mentre nella chiesa dell’Annunziata e San Guglielmo a Mercogliano, oltre a don Vitaliano Della Sala che ha aperto le porte a fedeli, pellegrini e femminielli impossibilitati quest’anno a raggiungere il monte sacro, per la prima volta parlavano dall’altare persone transgender. Intanto gli operai partivano con le operazioni di messa in sicurezza. Dopo aver tolto i new jersey di contenimento, l’avvio della rimozione di circa quindici metri di sede stradale. Un progetto organizzato con celerità da Palazzo Caracciolo che ha stanziato, oltre alle spese relative alla prima pulizia, circa 85mila euro, sommandoli ai 315mila messi a disposizione dalla Protezione Civile della Regione Campania.
[analyse_source url=”http://ilmattino.it/avellino/montevergine_al_via_i_lavori_obiettivo_salvare_la_pasqua-9338286.html”]























