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Mercogliano, Candelora da don Vitaliano: i “femminielli” sull’altare
La tradizionale celebrazione della Candelora si è svolta ieri alle 11

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La tradizionale celebrazione della Candelora si è svolta ieri alle 11 nella chiesa dell’Annunziata di Mercogliano, a causa dell’impossibilità di raggiungere il Santuario di Montevergine, reso inaccessibile dalla frana del 25 novembre. La juta dei femminielli e la comunità Lgbtq+, protagonisti ogni 2 febbraio del pellegrinaggio al Santuario di Montevergine per venerare Mamma Schiavona, considerata da sempre protettrice delle persone omosessuali, quest’anno non hanno potuto raggiungere l’Abbazia, ma non hanno perso la forza d’animo e hanno incontrato il calore e la grande umanità di don Vitaliano Della Sala, parroco della chiesa dell’Annunziata.
La celebrazione ha avuto un forte significato simbolico, durante la quale i passi del Vangelo sono stati letti da rappresentanti delle comunità Lgbtq+. Sul pulpito sono saliti Massimo Saveriano, presidente dell’associazione Per Grazia Ricevuta, insieme a Golden Queen e Last Queen, avvolti dal caldo soffio della parola di Dio. Nella voce di Saveriano hanno preso vita le storie delle persone che non si possono più abbracciare e i sogni che non si possono più realizzare, accompagnate dall’invocazione per il riconoscimento dei diritti della comunità Lgbtq+.
A Mercogliano la Candelora alternativa
«È la chiesa del mio sogno dichiara don Vitaliano , aperta a tutti, accoglie chiunque e non giudica nessuno. Per intenderci è la chiesa di Papa Francesco. Per me la provvidenza ha voluto che a Montevergine non si potesse andare, purtroppo, ed io ho messo a disposizione la chiesa». L’omelia recitata dal parroco ha toccato i cuori dei numerosi presenti, che hanno riempito la chiesa, rispondendo in maniera positiva al grande significato della Candelora e sottolineando il clima di inclusione e solidarietà.
«Tante persone hanno risposto presente, e questo mi dà tanta soddisfazione. La chiesa gremita non è facile da vedere in questi tempi. È stato bello assistere alle letture proclamate dai transessuali, che hanno chiesto di partecipare attivamente alla messa. Magnifico vedere persone messe ai margini in tante situazioni, oggi protagonisti. Non capita spesso, e speriamo che si vedrà sempre di più in tante chiese e realtà laiche», conclude il parroco di Mercogliano e di Capocastello. Centinaia di presenti non hanno potuto volgere lo sguardo altrove, rimanendo inebriati dalle parole di don Vitaliano. Tra le mani tremolanti e il calore del bagliore delle cere accese, il parroco ha impartito la benedizione, mentre la luce illuminava i volti dei presenti. Le parole delle letture e i sussurri delle preghiere hanno trasformato il momento in un’esperienza di unione e inclusione.
Giornata indimenticabile anche per Loredana Rossi, vicepresidente dell’associazione transessuale di Napoli: «Quest’anno non abbiamo potuto raggiungere il Santuario di Montevergine, ma una frana non poteva rovinarci questo giorno speciale. Ringraziamo don Vitaliano, un uomo veramente di chiesa e figlio di Dio. È stato emozionante vedere delle persone transessuali sull’altare, in una chiesa che ci ha abbracciato. In passato le chiese ci escludevano, e grazie a questa giornata voglio continuare a sentirmi parte della comunità cristiana».
Alta Irpinia, sigilli al centro antiviolenza gestito dalla finta psicologa
Il primo cittadino di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, ha partecipato inizialmente alla messa per poi allontanarsi per impegni istituzionali. Il sindaco ha spiegato le ragioni per cui non è stato organizzato alcun evento dall’amministrazione, spiegando che, come forma di rispetto verso le tante famiglie messe in difficoltà dalla chiusura del santuario, si è deciso di non promuovere manifestazioni in loco, limitandosi alla funzione religiosa e a momenti conviviali legati alla tradizione culinaria. «È stata una sensazione strana ha raccontato D’Alessio non salire al Santuario. Sono eventi tradizionali della nostra città. Proprio il 2 febbraio, giorno della Candelora, sono iniziati i lavori presso Montevergine, un segno, forse del destino, che cominciassero proprio nel giorno della luce». A Ospedaletto la tradizione non si è fermata. Percussioni di tammorre e canti popolari hanno animato le strade, trasformando la festa in un momento di condivisione.
Mercogliano, Candelora da don Vitaliano: i “femminielli” sull’altare
La tradizionale celebrazione della Candelora si è svolta ieri alle 11

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La tradizionale celebrazione della Candelora si è svolta ieri alle 11 nella chiesa dell’Annunziata di Mercogliano, a causa dell’impossibilità di raggiungere il Santuario di Montevergine, reso inaccessibile dalla frana del 25 novembre. La juta dei femminielli e la comunità Lgbtq+, protagonisti ogni 2 febbraio del pellegrinaggio al Santuario di Montevergine per venerare Mamma Schiavona, considerata da sempre protettrice delle persone omosessuali, quest’anno non hanno potuto raggiungere l’Abbazia, ma non hanno perso la forza d’animo e hanno incontrato il calore e la grande umanità di don Vitaliano Della Sala, parroco della chiesa dell’Annunziata.
La celebrazione ha avuto un forte significato simbolico, durante la quale i passi del Vangelo sono stati letti da rappresentanti delle comunità Lgbtq+. Sul pulpito sono saliti Massimo Saveriano, presidente dell’associazione Per Grazia Ricevuta, insieme a Golden Queen e Last Queen, avvolti dal caldo soffio della parola di Dio. Nella voce di Saveriano hanno preso vita le storie delle persone che non si possono più abbracciare e i sogni che non si possono più realizzare, accompagnate dall’invocazione per il riconoscimento dei diritti della comunità Lgbtq+.
A Mercogliano la Candelora alternativa
«È la chiesa del mio sogno dichiara don Vitaliano , aperta a tutti, accoglie chiunque e non giudica nessuno. Per intenderci è la chiesa di Papa Francesco. Per me la provvidenza ha voluto che a Montevergine non si potesse andare, purtroppo, ed io ho messo a disposizione la chiesa». L’omelia recitata dal parroco ha toccato i cuori dei numerosi presenti, che hanno riempito la chiesa, rispondendo in maniera positiva al grande significato della Candelora e sottolineando il clima di inclusione e solidarietà.
«Tante persone hanno risposto presente, e questo mi dà tanta soddisfazione. La chiesa gremita non è facile da vedere in questi tempi. È stato bello assistere alle letture proclamate dai transessuali, che hanno chiesto di partecipare attivamente alla messa. Magnifico vedere persone messe ai margini in tante situazioni, oggi protagonisti. Non capita spesso, e speriamo che si vedrà sempre di più in tante chiese e realtà laiche», conclude il parroco di Mercogliano e di Capocastello. Centinaia di presenti non hanno potuto volgere lo sguardo altrove, rimanendo inebriati dalle parole di don Vitaliano. Tra le mani tremolanti e il calore del bagliore delle cere accese, il parroco ha impartito la benedizione, mentre la luce illuminava i volti dei presenti. Le parole delle letture e i sussurri delle preghiere hanno trasformato il momento in un’esperienza di unione e inclusione.
Giornata indimenticabile anche per Loredana Rossi, vicepresidente dell’associazione transessuale di Napoli: «Quest’anno non abbiamo potuto raggiungere il Santuario di Montevergine, ma una frana non poteva rovinarci questo giorno speciale. Ringraziamo don Vitaliano, un uomo veramente di chiesa e figlio di Dio. È stato emozionante vedere delle persone transessuali sull’altare, in una chiesa che ci ha abbracciato. In passato le chiese ci escludevano, e grazie a questa giornata voglio continuare a sentirmi parte della comunità cristiana».
Alta Irpinia, sigilli al centro antiviolenza gestito dalla finta psicologa
Il primo cittadino di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, ha partecipato inizialmente alla messa per poi allontanarsi per impegni istituzionali. Il sindaco ha spiegato le ragioni per cui non è stato organizzato alcun evento dall’amministrazione, spiegando che, come forma di rispetto verso le tante famiglie messe in difficoltà dalla chiusura del santuario, si è deciso di non promuovere manifestazioni in loco, limitandosi alla funzione religiosa e a momenti conviviali legati alla tradizione culinaria. «È stata una sensazione strana ha raccontato D’Alessio non salire al Santuario. Sono eventi tradizionali della nostra città. Proprio il 2 febbraio, giorno della Candelora, sono iniziati i lavori presso Montevergine, un segno, forse del destino, che cominciassero proprio nel giorno della luce». A Ospedaletto la tradizione non si è fermata. Percussioni di tammorre e canti popolari hanno animato le strade, trasformando la festa in un momento di condivisione.
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