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Avellino, caos al concerto di Rea: è ressa per un ingresso
Calca all’esterno dell’Eliseo

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Falsa partenza per la rassegna “Avellino – Cultura in città”. E non parliamo certo del valore artistico di Danilo Rea, confermato dall’esibizione di sabato sera all’Eliseo, quanto dell’approssimazione con cui è stato gestito l’accesso all’evento. Duecento persone in sala, anche di più all’esterno che non hanno potuto assistere allo spettacolo inaugurale.
Un errore di valutazione dell’efficacia della capienza e, a questo punto, anche della gestione degli ingressi. L’accesso all’Eliseo era libero, senza necessità di effettuare una prenotazione o ricevere un biglietto. Così in tanti, avellinesi e non, si sono messi in fila per assistere allo spettacolo gratuito organizzato meritoriamente dal Comune. Peccato che la domanda ha superato di gran lunga l’offerta. Per i prossimi eventi il commissario Perrotta spiega però al Mattino di essere pronta a trovare correttivi: «Valuteremo la possibilità di effettuare delle prenotazioni in modo che chi prenota ha la certezza di poter accedere a questi bellissimi eventi con un cartellone così ricco di artisti di primo livello».
Tradito, di fatto, in questo primo atto, lo spirito della rassegna: quello di offrire a tutti, gratuitamente, spettacoli di buon livello. Il sentore che qualcosa sarebbe andato storto era nell’aria. Abbiamo scelto di percorrere la strada dello spettatore comune, di restare in fila per capire come si sarebbe sviluppato il tutto. E purtroppo la previsione si è rivelata giusta. Qualcosa sarà rivisto per evitare che, anche nel prossimo fine settimana, si ripeta lo stesso copione: sempre all’ Eliseo, sabato 7 febbraio, sono attesi Stefano Di Battista e Nicki Nicolai, mentre domenica ci saranno Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. La prenotazione potrebbe essere un palliativo che sicuramente eviterebbe di rovinare la serata a molti.
Anche ieri il pubblico ha dimostrato la propria correttezza restando rigorosamente in fila, al freddo, per oltre un’ora aspettando il proprio turno. In realtà è la scelta della location che non convince. Se deve essere per “tutti”, è necessario scegliere, quanto meno per i 5 spettacoli con artisti di caratura nazionale, la struttura più funzionale e capiente a disposizione, il Gesualdo, per poi mettere in campo una corretta gestione degli accessi. Se sabato scorso, chi è rimasto fuori si è ritirato in buon ordine, sui social è invece divampata la polemica: «oltre alla beffa del mancato ingresso, anche il danno di un’ora e mezza di fila al freddo!». C’è chi ritiene siano stati eccessivi i posti riservati alle autorità. Chi invece attacca il furbetto di turno per essere riuscito ad eludere la fila. Un discorso più approfondito andrebbe poi fatto sia sulla genesi di questa rassegna, nata per essere sviluppata nel periodo natalizio.
Non va dimenticata la cancellazione del cartellone del Teatro Gesualdo presentato a giugno, seguita poi dalla pubblicazione di un bando, andato deserto, di esternalizzazione delle attività del massimo cittadino. Dati alla mano, viste anche le cifre del botteghino dei due spettacoli di Siani e quelle preventivabili per Salemme, il cartellone ereditato sarebbe stato in grado, nella peggiore delle ipotesi, di ripagare sé stesso, se non di portare utili alle casse comunali.
Al di là di tutte le polemiche e delle questioni oggettive in campo, colpisce la testimonianza di Luis Di Gennaro: «Ho visto due bambine piangere per la delusione» ci racconta il pianista di Mercogliano, amico ed estimatore di Danilo Rea. «Mi hanno ricordato il mio primo concerto di Danilo, visto proprio ad Avellino. Mi ha cambiato la vita. Senza quel concerto non sarei ciò che sono oggi. Chissà se quello di sabato scorso non avrebbe potuto sortire lo stesso effetto su una di quelle bambine». Non lo sapremo mai. Intanto per i prossimi eventi in cartellone sono richiesti interventi.
Avellino, caos al concerto di Rea: è ressa per un ingresso
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Falsa partenza per la rassegna “Avellino – Cultura in città”. E non parliamo certo del valore artistico di Danilo Rea, confermato dall’esibizione di sabato sera all’Eliseo, quanto dell’approssimazione con cui è stato gestito l’accesso all’evento. Duecento persone in sala, anche di più all’esterno che non hanno potuto assistere allo spettacolo inaugurale.
Un errore di valutazione dell’efficacia della capienza e, a questo punto, anche della gestione degli ingressi. L’accesso all’Eliseo era libero, senza necessità di effettuare una prenotazione o ricevere un biglietto. Così in tanti, avellinesi e non, si sono messi in fila per assistere allo spettacolo gratuito organizzato meritoriamente dal Comune. Peccato che la domanda ha superato di gran lunga l’offerta. Per i prossimi eventi il commissario Perrotta spiega però al Mattino di essere pronta a trovare correttivi: «Valuteremo la possibilità di effettuare delle prenotazioni in modo che chi prenota ha la certezza di poter accedere a questi bellissimi eventi con un cartellone così ricco di artisti di primo livello».
Tradito, di fatto, in questo primo atto, lo spirito della rassegna: quello di offrire a tutti, gratuitamente, spettacoli di buon livello. Il sentore che qualcosa sarebbe andato storto era nell’aria. Abbiamo scelto di percorrere la strada dello spettatore comune, di restare in fila per capire come si sarebbe sviluppato il tutto. E purtroppo la previsione si è rivelata giusta. Qualcosa sarà rivisto per evitare che, anche nel prossimo fine settimana, si ripeta lo stesso copione: sempre all’ Eliseo, sabato 7 febbraio, sono attesi Stefano Di Battista e Nicki Nicolai, mentre domenica ci saranno Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. La prenotazione potrebbe essere un palliativo che sicuramente eviterebbe di rovinare la serata a molti.
Anche ieri il pubblico ha dimostrato la propria correttezza restando rigorosamente in fila, al freddo, per oltre un’ora aspettando il proprio turno. In realtà è la scelta della location che non convince. Se deve essere per “tutti”, è necessario scegliere, quanto meno per i 5 spettacoli con artisti di caratura nazionale, la struttura più funzionale e capiente a disposizione, il Gesualdo, per poi mettere in campo una corretta gestione degli accessi. Se sabato scorso, chi è rimasto fuori si è ritirato in buon ordine, sui social è invece divampata la polemica: «oltre alla beffa del mancato ingresso, anche il danno di un’ora e mezza di fila al freddo!». C’è chi ritiene siano stati eccessivi i posti riservati alle autorità. Chi invece attacca il furbetto di turno per essere riuscito ad eludere la fila. Un discorso più approfondito andrebbe poi fatto sia sulla genesi di questa rassegna, nata per essere sviluppata nel periodo natalizio.
Non va dimenticata la cancellazione del cartellone del Teatro Gesualdo presentato a giugno, seguita poi dalla pubblicazione di un bando, andato deserto, di esternalizzazione delle attività del massimo cittadino. Dati alla mano, viste anche le cifre del botteghino dei due spettacoli di Siani e quelle preventivabili per Salemme, il cartellone ereditato sarebbe stato in grado, nella peggiore delle ipotesi, di ripagare sé stesso, se non di portare utili alle casse comunali.
Al di là di tutte le polemiche e delle questioni oggettive in campo, colpisce la testimonianza di Luis Di Gennaro: «Ho visto due bambine piangere per la delusione» ci racconta il pianista di Mercogliano, amico ed estimatore di Danilo Rea. «Mi hanno ricordato il mio primo concerto di Danilo, visto proprio ad Avellino. Mi ha cambiato la vita. Senza quel concerto non sarei ciò che sono oggi. Chissà se quello di sabato scorso non avrebbe potuto sortire lo stesso effetto su una di quelle bambine». Non lo sapremo mai. Intanto per i prossimi eventi in cartellone sono richiesti interventi.
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