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Addio a Giacinto Pelosi, uomo di calcio e di legge: lanciò Bianchi in serie A
«Un uomo perbene, un professionista esemplare»

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Diritto e sport. E tanto studio. Erano le passioni di Giacinto Pelosi che avrebbe compiuto 90 anni il prossimo mese di agosto. È spirato nel corso dell’altra notte all’ospedale Moscati di Avellino dove si trovava ricoverato da alcuni giorni. Fu, tra l’altro, presidente dell’Us Avellino nel corso della stagione agonistica 1983-1984, raccogliendo il testimone dallo storico patron Antonio Sibilia. In quell’anno Pelosi decise di portare Ottavio Bianchi (che nel 1986-1987 consentì al Napoli di conquistare il primo scudetto e la Coppa Italia) sulla panchina dei lupi al posto di Fernando Veneranda. Avvocato di professione, guidò la truppa biancoverde alla salvezza in un campionato che fu contraddistinto da non pochi ostacoli.
Un’esperienza al vertice della società durata solo per quel periodo, ma il legame con i colori biancoverdi e con il mondo del calcio rimasero solidissimi. Basti pensare che fu componente del consiglio di amministrazione della Promocalcio della Lega Nazionale Professionisti, presidente della commissione operazioni estere della Figc e rappresentante di altre commissioni tecniche. Fu infatti componente della Commissione Carte Federali e del Collegio Arbitrale. Quasi dodici anni dopo l’esperienza al timone della società biancoverde, Giacinto Pelosi tornò alla presidenza di un altro sodalizio calcistico. Nella stagione 1995/1996, l’avvocato con la passione per il pallone venne designato presidente del Foggia Calcio, che era impegnato in cadetteria. La truppa rossonera ottenne la dodicesima piazza nella classifica di serie B. La squadra era allenata dalla coppia Delio Rossi-Beniaminio Cancian, che verso la fine della serie venne sostituita da Tarcisio Burgnich.
Morto Giacinto Pelosi, giurista del calcio
Oltre agli incarichi ufficiali nelle squadre del mondo del calcio professionistico e nella federazione, Giacinto Pelosi fu anche docente di corsi dedicati all’antidoping e alla nuova struttura delle organizzazioni sportive. Non si contano i convegni che lo videro protagonista indiscusso nel relazionare sui temi del calcio e dello sport.
Lo studio ha caratterizzato tutto il suo percorso di vita. Una formazione che si irrobustì al liceo Colletta di Avellino con colleghi studenti di primissimo piano. Amava il capoluogo irpino e non era difficile incontrarlo lungo il “salotto buono” di corso Vittorio Emanuele. Era iscritto all’Ordine degli Avvocati di Avellino dal 1962 (quattro anni fa la festa per il mezzo secolo di professione) e vantava anche la tessera di giornalista pubblicista. E di un giornalista di razza, quale era l’ex sindaco di Avellino Antonio Di Nunno, era molto amico. Consigliere della succursale di Avellino della Banca d’Italia, nel corso della sua carriera ha affrontato il diritto con rigore e dedizione, distinguendosi per la capacità di coniugare competenza giuridica e attenzione alla dimensione umana delle vicende che gli venivano affidate. Per clienti e colleghi è stato un punto di riferimento, una figura capace di ascolto e di equilibrio, qualità sempre più rare in un contesto professionale segnato da velocità e pressione costante.
«L’avvocato Pelosi appartiene alla nobile avvocatura avellinese sottolinea il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avellino, Fabio Benigni -. È stato e sarà riferimento per intera l’avvocatura irpina, in modo particolare per le giovani generazioni. A nome mio e dell’Ordine forense esprimo sentite e sincere condoglianze». Diversi i messaggi di cordoglio. Tra cui quello del Touring Club Campania che «saluta con profondo dolore l’avvocato Giacinto Pelosi, console emerito del Touring per Avellino, uomo di rara eleganza morale e di straordinaria umanità. Mantovano di nascita, ma avellinese nel cuore e nella vita, Giacinto Pelosi è stato a tutti gli effetti un avellinese autentico, profondamente legato alla sua terra e alla sua comunità. Console del Touring Club Italiano dal 1985, è stato per tutti noi una presenza preziosa: affabile, disponibile, amabile, un vero gentiluomo d’altri tempi. Il Touring Club Italiano lo ricorda con profonda gratitudine e sincera commozione per l’impegno ultradecennale, appassionato e instancabile, dedicato alla promozione e allo sviluppo turistico e culturale di Avellino e dell’Irpinia, territori che ha amato e servito con dedizione esemplare», concludono dal Touring Club.
«Condoglianze, un onore averti conosciuto grande persona», scrive su Facebook l’ex calciatore biancoverde, Roberto Amodio.
«Un uomo perbene, un professionista esemplare», per Giuseppe Galasso, già sindaco del capoluogo. E lo storico tifoso dei lupi, Antonio Comella, lo ricorda così: «Figura di grande spessore, sia da presidente dell’Us Avellino 1912 sia da componente della Lega Calcio a livello nazionale. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia». L’apprezzamento per l’avvocato-presidente Giacinto Pelosi è sempre stato trasversale e ha travalicato i confini provinciali e regionali. La sua fama di uomo perbene, professionista attento e studioso, lo ha sempre preceduto nel corso della sua esistenza. L’Irpinia perde un pezzo importante della storia contemporanea della provincia, e non solo. Un’altra figura di un’epoca d’oro per Avellino che scompare.
Addio a Giacinto Pelosi, uomo di calcio e di legge: lanciò Bianchi in serie A
«Un uomo perbene, un professionista esemplare»

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Diritto e sport. E tanto studio. Erano le passioni di Giacinto Pelosi che avrebbe compiuto 90 anni il prossimo mese di agosto. È spirato nel corso dell’altra notte all’ospedale Moscati di Avellino dove si trovava ricoverato da alcuni giorni. Fu, tra l’altro, presidente dell’Us Avellino nel corso della stagione agonistica 1983-1984, raccogliendo il testimone dallo storico patron Antonio Sibilia. In quell’anno Pelosi decise di portare Ottavio Bianchi (che nel 1986-1987 consentì al Napoli di conquistare il primo scudetto e la Coppa Italia) sulla panchina dei lupi al posto di Fernando Veneranda. Avvocato di professione, guidò la truppa biancoverde alla salvezza in un campionato che fu contraddistinto da non pochi ostacoli.
Un’esperienza al vertice della società durata solo per quel periodo, ma il legame con i colori biancoverdi e con il mondo del calcio rimasero solidissimi. Basti pensare che fu componente del consiglio di amministrazione della Promocalcio della Lega Nazionale Professionisti, presidente della commissione operazioni estere della Figc e rappresentante di altre commissioni tecniche. Fu infatti componente della Commissione Carte Federali e del Collegio Arbitrale. Quasi dodici anni dopo l’esperienza al timone della società biancoverde, Giacinto Pelosi tornò alla presidenza di un altro sodalizio calcistico. Nella stagione 1995/1996, l’avvocato con la passione per il pallone venne designato presidente del Foggia Calcio, che era impegnato in cadetteria. La truppa rossonera ottenne la dodicesima piazza nella classifica di serie B. La squadra era allenata dalla coppia Delio Rossi-Beniaminio Cancian, che verso la fine della serie venne sostituita da Tarcisio Burgnich.
Morto Giacinto Pelosi, giurista del calcio
Oltre agli incarichi ufficiali nelle squadre del mondo del calcio professionistico e nella federazione, Giacinto Pelosi fu anche docente di corsi dedicati all’antidoping e alla nuova struttura delle organizzazioni sportive. Non si contano i convegni che lo videro protagonista indiscusso nel relazionare sui temi del calcio e dello sport.
Lo studio ha caratterizzato tutto il suo percorso di vita. Una formazione che si irrobustì al liceo Colletta di Avellino con colleghi studenti di primissimo piano. Amava il capoluogo irpino e non era difficile incontrarlo lungo il “salotto buono” di corso Vittorio Emanuele. Era iscritto all’Ordine degli Avvocati di Avellino dal 1962 (quattro anni fa la festa per il mezzo secolo di professione) e vantava anche la tessera di giornalista pubblicista. E di un giornalista di razza, quale era l’ex sindaco di Avellino Antonio Di Nunno, era molto amico. Consigliere della succursale di Avellino della Banca d’Italia, nel corso della sua carriera ha affrontato il diritto con rigore e dedizione, distinguendosi per la capacità di coniugare competenza giuridica e attenzione alla dimensione umana delle vicende che gli venivano affidate. Per clienti e colleghi è stato un punto di riferimento, una figura capace di ascolto e di equilibrio, qualità sempre più rare in un contesto professionale segnato da velocità e pressione costante.
«L’avvocato Pelosi appartiene alla nobile avvocatura avellinese sottolinea il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avellino, Fabio Benigni -. È stato e sarà riferimento per intera l’avvocatura irpina, in modo particolare per le giovani generazioni. A nome mio e dell’Ordine forense esprimo sentite e sincere condoglianze». Diversi i messaggi di cordoglio. Tra cui quello del Touring Club Campania che «saluta con profondo dolore l’avvocato Giacinto Pelosi, console emerito del Touring per Avellino, uomo di rara eleganza morale e di straordinaria umanità. Mantovano di nascita, ma avellinese nel cuore e nella vita, Giacinto Pelosi è stato a tutti gli effetti un avellinese autentico, profondamente legato alla sua terra e alla sua comunità. Console del Touring Club Italiano dal 1985, è stato per tutti noi una presenza preziosa: affabile, disponibile, amabile, un vero gentiluomo d’altri tempi. Il Touring Club Italiano lo ricorda con profonda gratitudine e sincera commozione per l’impegno ultradecennale, appassionato e instancabile, dedicato alla promozione e allo sviluppo turistico e culturale di Avellino e dell’Irpinia, territori che ha amato e servito con dedizione esemplare», concludono dal Touring Club.
«Condoglianze, un onore averti conosciuto grande persona», scrive su Facebook l’ex calciatore biancoverde, Roberto Amodio.
«Un uomo perbene, un professionista esemplare», per Giuseppe Galasso, già sindaco del capoluogo. E lo storico tifoso dei lupi, Antonio Comella, lo ricorda così: «Figura di grande spessore, sia da presidente dell’Us Avellino 1912 sia da componente della Lega Calcio a livello nazionale. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia». L’apprezzamento per l’avvocato-presidente Giacinto Pelosi è sempre stato trasversale e ha travalicato i confini provinciali e regionali. La sua fama di uomo perbene, professionista attento e studioso, lo ha sempre preceduto nel corso della sua esistenza. L’Irpinia perde un pezzo importante della storia contemporanea della provincia, e non solo. Un’altra figura di un’epoca d’oro per Avellino che scompare.
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