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Aziende ad Avellino, in aumento export e occupazione
L’export cresce tre volte in più della media nazionale

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L’export cresce tre volte in più della media nazionale. È la performance delle aziende irpine che vendono sui mercati stranieri le proprie produzioni. Questo spinge anche l’occupazione. Sono infatti in aumento le occasioni di lavoro presso le imprese del territorio. È il quadro del Centro studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. Per le province di Avellino e Benevento i dati restituiscono un quadro complessivamente positivo, con numerose performance superiori alla media nazionale, rimarcano dalla Camera di Commercio Irpinia-Sannio, guidata dal commissario Girolamo Pettrone. Marcata la dinamica dell’export per l’Irpinia, che registra una crescita del 10%, che è equivale appunto tre volte la media italiana.
Di pari passo, l’occupazione aumenta del 3,5%, ben oltre la tendenza nazionale cresce il numero delle istituzioni del Terzo settore (+7,3%) e aumenta il risparmio (+4,2%). Restano invece in difficoltà le start-up innovative (-4,9%) e il credito alle imprese (-6,3%), elementi che segnalano alcune fragilità strutturali su cui intervenire. «Nel complesso, i dati di gennaio 2026 mostrano territori che crescono su export, occupazione e risparmio, ma che devono continuare a lavorare su accesso al credito, sostegno all’innovazione e rafforzamento delle imprese per consolidare questa fase favorevole», segnalano dalla Camera di Commercio Irpinia-Sannio. Positivo per l’anno 2025 anche il saldo tra nuove imprese e realtà che hanno chiuso i battenti nel corso dei dodici mesi.
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La provincia di Avellino registra 1.891 nuove iscrizioni e 1.843 cessazioni, con un saldo positivo di +48 imprese e un tasso di crescita pari allo 0,11%. Nonostante il segno positivo, i tassi di natalità imprenditoriale restano contenuti: 4,5% ad Avellino e 4% a Benevento, valori inferiori sia alla media campana (5,2%) sia a quella nazionale (5,5%), confermando una debole capacità di generare nuova imprenditorialità nelle aree interne. Sul piano settoriale, l’agricoltura continua a rappresentare un pilastro dell’imprenditoria locale dal punto di vista numerico, concentrando circa il 25% delle imprese in Irpinia e il 30,1% nel Sannio, sebbene inserita in un contesto di progressivo ridimensionamento a livello nazionale.
Accanto ai settori tradizionali, emergono segnali positivi nei servizi, in particolare nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e nei servizi finanziari e assicurativi, in linea con le dinamiche nazionali che vedono un rafforzamento dell’economia dei servizi. Il commercio mostra segnali di stabilizzazione, mentre il comparto delle costruzioni evidenzia andamenti differenziati tra i territori. Nel 2025 le imprese artigiane risultano 6.214 in provincia di Avellino, pari al 14,8% del totale. Sotto il profilo della composizione della classe imprenditoriale, permane una forte incidenza delle cariche maschili, sebbene su livelli inferiori rispetto alle medie regionale e nazionale: 68,8%.
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Si conferma inoltre un deciso invecchiamento della base imprenditoriale: gli imprenditori over 50 rappresentano il 48,8%. «I dati Movimprese 2025 restituiscono un quadro di sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale di Irpinia e Sannio, ma confermano con altrettanta chiarezza che la debolezza delle dinamiche di crescita nelle aree interne richiede un’azione pubblica strutturata e di medio periodo» sottolinea il commissario della Camera, Girolamo Pettrone. «Il ritorno a un saldo positivo rappresenta un segnale incoraggiante, che tuttavia non può essere letto come un punto di arrivo: i bassi tassi di natalità d’impresa, l’invecchiamento della base imprenditoriale e la difficoltà di attrarre nuove iniziative economiche impongono scelte coerenti e orientate allo sviluppo».
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L’export cresce tre volte in più della media nazionale

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L’export cresce tre volte in più della media nazionale. È la performance delle aziende irpine che vendono sui mercati stranieri le proprie produzioni. Questo spinge anche l’occupazione. Sono infatti in aumento le occasioni di lavoro presso le imprese del territorio. È il quadro del Centro studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. Per le province di Avellino e Benevento i dati restituiscono un quadro complessivamente positivo, con numerose performance superiori alla media nazionale, rimarcano dalla Camera di Commercio Irpinia-Sannio, guidata dal commissario Girolamo Pettrone. Marcata la dinamica dell’export per l’Irpinia, che registra una crescita del 10%, che è equivale appunto tre volte la media italiana.
Di pari passo, l’occupazione aumenta del 3,5%, ben oltre la tendenza nazionale cresce il numero delle istituzioni del Terzo settore (+7,3%) e aumenta il risparmio (+4,2%). Restano invece in difficoltà le start-up innovative (-4,9%) e il credito alle imprese (-6,3%), elementi che segnalano alcune fragilità strutturali su cui intervenire. «Nel complesso, i dati di gennaio 2026 mostrano territori che crescono su export, occupazione e risparmio, ma che devono continuare a lavorare su accesso al credito, sostegno all’innovazione e rafforzamento delle imprese per consolidare questa fase favorevole», segnalano dalla Camera di Commercio Irpinia-Sannio. Positivo per l’anno 2025 anche il saldo tra nuove imprese e realtà che hanno chiuso i battenti nel corso dei dodici mesi.
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Accanto ai settori tradizionali, emergono segnali positivi nei servizi, in particolare nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e nei servizi finanziari e assicurativi, in linea con le dinamiche nazionali che vedono un rafforzamento dell’economia dei servizi. Il commercio mostra segnali di stabilizzazione, mentre il comparto delle costruzioni evidenzia andamenti differenziati tra i territori. Nel 2025 le imprese artigiane risultano 6.214 in provincia di Avellino, pari al 14,8% del totale. Sotto il profilo della composizione della classe imprenditoriale, permane una forte incidenza delle cariche maschili, sebbene su livelli inferiori rispetto alle medie regionale e nazionale: 68,8%.
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