Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera

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Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera

Febbraio resta nel pieno dell’inverno tra perturbazioni atlantiche, neve a macchia di leopardo e possibili irruzioni gelide da est. Il riscaldamento stratosferico tiene sotto osservazione il vortice polare: la primavera potrebbe arrivare tardi

Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera. Cos'è lo stratwarming
Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera. Cos’è lo stratwarming
di Redazione web
giovedì 5 febbraio 2026, 11:47 – Ultimo agg. 11:48
4 Minuti di Lettura
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L’inverno non ha alcuna intenzione di lasciare spazio alla primavera. Nonostante il calendario ci accompagni verso la fine della stagione meteorologica, febbraio conferma la sua fama di mese instabile e spesso più freddo del previsto. Tra piogge frequenti, vento, neve solo a tratti e nuovi segnali dalla stratosfera, lo scenario resta pienamente invernale.

L’Italia è attualmente esposta a una continua sequenza di perturbazioni atlantiche, cariche di umidità ma povere di aria davvero fredda.

Questo spiega perché la neve, almeno per ora, resti confinata soprattutto alle zone montane, mentre in pianura prevalgono piogge e temperature spesso sopra la media. Al Sud e sulle isole maggiori entrano a più riprese venti miti di scirocco e libeccio, che fanno salire i termometri fino a valori quasi primaverili. In alcune aree di Calabria e Sicilia si raggiungono anche i 20 gradi, un quadro che poco ha a che fare con l’inverno classico.

L’eccezione del Nord-Ovest: neve a quote basse

C’è però una parte del Paese che fa storia a sé. Tra Piemonte e Valle d’Aosta l’inverno riesce ancora a imporsi con maggiore decisione. Qui la conformazione del territorio favorisce il ristagno dell’aria fredda nei bassi strati, creando un vero e proprio “cuscinetto” che resiste alle correnti miti meridionali.

Il risultato è la neve a quote più basse, talvolta fino in pianura, quando le perturbazioni atlantiche riescono a scivolare sopra questo strato freddo. Una dinamica che, per ora, resta limitata al Nord-Ovest.

Fino al 10 febbraio nessuna svolta

Le previsioni meteo indicano una situazione sostanzialmente bloccata almeno fino al 10 febbraio. Le correnti occidentali continueranno a dominare il Mediterraneo, impedendo sia l’arrivo di vere masse d’aria artica sia la formazione di lunghi periodi di alta pressione stabile. Questo vuol dire tempo spesso perturbato, giornate ventose, piogge frequenti e temperature generalmente miti, con poche occasioni per nevicate diffuse in pianura.

Seconda parte di febbraio: possibile cambio di scenario

Uno spiraglio di cambiamento potrebbe aprirsi nella seconda decade del mese. Le correnti gelide continentali, provenienti da Russia e Scandinavia, potrebbero spingersi verso l’Europa centro-orientale, avvicinandosi anche all’Italia. Questo movimento avrebbe un effetto chiave sulla corrente a getto, il fiume d’aria che scorre ad alta quota sull’Atlantico. Se la corrente iniziasse a ondularsi, le perturbazioni atlantiche rallenterebbero e si aprirebbe la porta a irruzioni fredde da nord-est, con neve a quote più basse soprattutto sulle regioni adriatiche.

Vortice polare sotto osservazione

A rendere il quadro ancora più interessante è lo stato del vortice polare, la grande struttura atmosferica che intrappola il freddo sull’Artico. Le ultime analisi mostrano un vortice disturbato, con venti in indebolimento nella stratosfera. Questo ci porta a uno dei temi più discussi del momento: il riscaldamento stratosferico improvviso.

Cos’è il riscaldamento stratosferico e perché conta

Il riscaldamento stratosferico (stratwarming o SSW) è un fenomeno che si verifica quando, sopra il Polo Nord, la stratosfera si scalda rapidamente. Questo processo può indebolire o deformare il vortice polare, aumentando la probabilità che l’aria gelida scenda verso le medie latitudini, quindi anche sull’Europa. Non sempre gli effetti arrivano fino al suolo, ma quando accade possono verificarsi ondate di freddo tardive, nevicate fuori stagione e temperature sotto la media anche a primavera iniziata.

Primavera in ritardo? Ipotesi aperta

Le proiezioni più recenti ipotizzano un possibile disturbo significativo del vortice polare a metà febbraio. In questo scenario, l’Italia si troverebbe in una zona di confine tra aria fredda continentale e correnti atlantiche più temperate. Il risultato potrebbe essere una primavera in ritardo, con condizioni più invernali del normale protratte anche oltre l’inizio astronomico della nuova stagione. Si parla di un possibile slittamento di due o tre settimane, ma al momento il condizionale resta obbligatorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera

Febbraio resta nel pieno dell’inverno tra perturbazioni atlantiche, neve a macchia di leopardo e possibili irruzioni gelide da est. Il riscaldamento stratosferico tiene sotto osservazione il vortice polare: la primavera potrebbe arrivare tardi

Freddo senza fine sull’Italia: vortice polare e riscaldamento stratosferico rinviano la primavera. Cos'è lo stratwarming
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L’inverno non ha alcuna intenzione di lasciare spazio alla primavera. Nonostante il calendario ci accompagni verso la fine della stagione meteorologica, febbraio conferma la sua fama di mese instabile e spesso più freddo del previsto. Tra piogge frequenti, vento, neve solo a tratti e nuovi segnali dalla stratosfera, lo scenario resta pienamente invernale.

L’Italia è attualmente esposta a una continua sequenza di perturbazioni atlantiche, cariche di umidità ma povere di aria davvero fredda.

Questo spiega perché la neve, almeno per ora, resti confinata soprattutto alle zone montane, mentre in pianura prevalgono piogge e temperature spesso sopra la media. Al Sud e sulle isole maggiori entrano a più riprese venti miti di scirocco e libeccio, che fanno salire i termometri fino a valori quasi primaverili. In alcune aree di Calabria e Sicilia si raggiungono anche i 20 gradi, un quadro che poco ha a che fare con l’inverno classico.

L’eccezione del Nord-Ovest: neve a quote basse

C’è però una parte del Paese che fa storia a sé. Tra Piemonte e Valle d’Aosta l’inverno riesce ancora a imporsi con maggiore decisione. Qui la conformazione del territorio favorisce il ristagno dell’aria fredda nei bassi strati, creando un vero e proprio “cuscinetto” che resiste alle correnti miti meridionali.

Il risultato è la neve a quote più basse, talvolta fino in pianura, quando le perturbazioni atlantiche riescono a scivolare sopra questo strato freddo. Una dinamica che, per ora, resta limitata al Nord-Ovest.

Fino al 10 febbraio nessuna svolta

Le previsioni meteo indicano una situazione sostanzialmente bloccata almeno fino al 10 febbraio. Le correnti occidentali continueranno a dominare il Mediterraneo, impedendo sia l’arrivo di vere masse d’aria artica sia la formazione di lunghi periodi di alta pressione stabile. Questo vuol dire tempo spesso perturbato, giornate ventose, piogge frequenti e temperature generalmente miti, con poche occasioni per nevicate diffuse in pianura.

Seconda parte di febbraio: possibile cambio di scenario

Uno spiraglio di cambiamento potrebbe aprirsi nella seconda decade del mese. Le correnti gelide continentali, provenienti da Russia e Scandinavia, potrebbero spingersi verso l’Europa centro-orientale, avvicinandosi anche all’Italia. Questo movimento avrebbe un effetto chiave sulla corrente a getto, il fiume d’aria che scorre ad alta quota sull’Atlantico. Se la corrente iniziasse a ondularsi, le perturbazioni atlantiche rallenterebbero e si aprirebbe la porta a irruzioni fredde da nord-est, con neve a quote più basse soprattutto sulle regioni adriatiche.

Vortice polare sotto osservazione

A rendere il quadro ancora più interessante è lo stato del vortice polare, la grande struttura atmosferica che intrappola il freddo sull’Artico. Le ultime analisi mostrano un vortice disturbato, con venti in indebolimento nella stratosfera. Questo ci porta a uno dei temi più discussi del momento: il riscaldamento stratosferico improvviso.

Cos’è il riscaldamento stratosferico e perché conta

Il riscaldamento stratosferico (stratwarming o SSW) è un fenomeno che si verifica quando, sopra il Polo Nord, la stratosfera si scalda rapidamente. Questo processo può indebolire o deformare il vortice polare, aumentando la probabilità che l’aria gelida scenda verso le medie latitudini, quindi anche sull’Europa. Non sempre gli effetti arrivano fino al suolo, ma quando accade possono verificarsi ondate di freddo tardive, nevicate fuori stagione e temperature sotto la media anche a primavera iniziata.

Primavera in ritardo? Ipotesi aperta

Le proiezioni più recenti ipotizzano un possibile disturbo significativo del vortice polare a metà febbraio. In questo scenario, l’Italia si troverebbe in una zona di confine tra aria fredda continentale e correnti atlantiche più temperate. Il risultato potrebbe essere una primavera in ritardo, con condizioni più invernali del normale protratte anche oltre l’inizio astronomico della nuova stagione. Si parla di un possibile slittamento di due o tre settimane, ma al momento il condizionale resta obbligatorio.

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