PESARO – Ha un orso di peluche che porta sempre con sé e che ha chiamato Urs, cha altro non vuol dire che orso in brasiliano perché brasiliana è sua madre, e non c’è bisogno di trovare nomi originali quando sei abituato ad usare parole difficili che un 12enne non dovrebbe neanche sapere pronunciare, parole come percorso ospedaliero, interventi chirurgici e terapia intensiva. Per un numero spropositato di volte in cui è entrato ed è uscito dai blocchi operatori sempre con Urs vicino come «supporto emotivo», lo dice proprio in questo modo, con la semantica di un uomo appena uscito dagli studi di psicologia, perché poi canta e suona da commuovere, ma anche quando parla si fa sentire dentro ognuno di noi. Davide Falciasecca, 12 anni, che frequenta la seconda media a Pesaro, ha incantato il pubblico e i giudici della 4a puntata delle Blind Auditions di The Voice Kids su Rai 1.   La sua performance ha toccato il cuore di molti, non solo per la qualità della sua voce, ma per la profondità della sua storia personale, per la semplicità con cui parla di cose complesse, del resto gli piace la fisica e l’aerodinamica gli arei e i motori, e la musica certo, quella con cui si è fatto conoscere, con il suo pianoforte e un coraggio che va ben oltre la sua giovane età. Nato con una malformazione, costretto a vivere a stretto contatto di medici fin dalla nascita, quando venne trasportato immediatamente nei reparti di emergenza per sopravvivere, ha poi proseguito quel percorso con quasi trenta interventi chirurgici e diversi passaggi nelle unità di terapia intensiva, accettando quello strano destino che non gli ha impedito di riconoscere l’umanità delle persone che lo hanno aiutato e di poter sviluppare le sue qualità musicali e, anzi, la musica è stata la cura nei momenti più difficili. Come è iniziato Racconta Davide di avere iniziato a cantare a 3 anni, perché «mia madre – dice – cantava in gravidanza». E sua madre canta, come dice lei stessa, «per tirare fuori il dolore con la musica». E in tutto quel via vai di camici bianchi, anestesie e vita che ad ogni passo si sospende nell’attesa di vedere di nuovo, di baciare di nuovo un figlio che non si è mai potuta godere fino in fondo, rimane quell’attimo in cui lo vede uscire dalla sua camera di ospedale con le sue gambe trascinando una valigia così grande che sembra essere stata riempita dal dolore per essere rinchiuso per sempre. Così, con tutto questo mondo dentro, con quella semantica da quasi laureato e qualche intercalare alla Jovanotti dei «ragassi», Davide si è liberato davanti all’Italia televisiva che lo ha ascoltato interpretare “Esseri umani” di Marco Mengoni in un messaggio di amore verso gli uomini, i tanti che ha conosciuto, verso l’umanità, che esiste e resiste, con una nota di speranza a margine, perché ognuno di noi ha dentro la forza per reagire senza lasciarsi travolgere. Lo dice anche il sindaco Andrea Biancani: «Il nostro Davide ha conquistato tutti cantando e suonando al piano con un’intensità rara. Pesaro è fiera di te, Davide. La tua voce è un messaggio di speranza che arriva dritto al cuore».