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Federica Torzullo, il figlio ascoltato dai pm: i suoi racconti sul papà violento e sull’ultima cena prima del delitto
Gli inquirenti hanno voluto capire se il minore abbia percepito tensioni dentro casa, specie la sera dell’8 gennaio, quando ha cenato con i suoi per l’ultima volta

Sabato la sua mamma verrà sepolta. In modo degno, all’interno di una bara, in un cimitero. Il figlio di Federica Torzullo dovrà dirle addio, dopo che suo padre gliel’ha strappata perché non accettava la separazione. E proprio per parlare dei rapporti tra i suoi genitori, ieri pomeriggio il bambino di 10 anni è stato sentito dai pm di Civitavecchia con un’audizione protetta, alla presenza del suo curatore speciale, del tutore legale e di uno psicologo. Gli inquirenti hanno voluto capire se il minore abbia percepito tensioni dentro casa, specie la sera dell’8 gennaio, quando ha cenato con i suoi per l’ultima volta, nella loro villetta di Anguillara Sabazia, e poi il padre lo ha accompagnato a dormire dai nonni materni.
La separazione
Claudio Carlomagno, dopo aver confessato di aver ucciso sua moglie e sotterrato il corpo in una buca profonda due metri, ha spiegato di averlo fatto perché Federica voleva togliergli il bambino, o almeno la quotidianità di vita che aveva con lui. In realtà la 41enne – come hanno ribadito i suoi genitori e sua sorella Stefania – non aveva alcuna intenzione di separare il padre dal figlio. Il piccolo sarebbe rimasto ad abitare nella loro casa e i coniugi si sarebbero alternati sotto quel tetto per stare insieme a lui. Il movente indicato dal killer è dirimente, perché probabilmente la sua difesa si muoverà su questo terreno per far decadere la contestazione del nuovo reato di femminicidio, puntando al riconoscimento dell’omicidio, che in presenza di una sola aggravante (il vincolo parentale) gli eviterebbe una condanna certa all’ergastolo.
Sabato il paese di Anguillara sarà nuovamente in lutto cittadino, a una settimana dai funerali di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, i genitori del killer che si sono tolti la vita il 24 gennaio impiccandosi a una trave del portico della loro villetta. I funerali di Federica si terranno dopodomani alle 14 nella chiesa “Regina Pacis”, la stessa dove si sono celebrate le esequie dei suoceri. La Procura di Civitavecchia – che ha indagato l’uomo per femminicidio e occultamento di cadavere – ha dato il nulla osta alla sepoltura della Torzullo, dopo che i medici legali dell’Università La Sapienza hanno eseguito l’autopsia riscontrando circa 23 lesioni da taglio, l’amputazione di una gamba e bruciature sparse. Il 44enne è in carcere dal 18 gennaio, il giorno in cui è stato ritrovato il corpo della moglie sepolto in una fossa scavata nel terreno adiacente alla sede della sua ditta familiare di movimentazione terra.
L’arma
La Procura continua a ritenere che il delitto sia stato premeditato. Per contestare l’aggravante è tuttavia necessario avere un quadro probatorio certo che possa reggere anche in fase dibattimentale. E al momento le dichiarazioni di Carlomagno, per quanto ritenute menzoniere dagli inquirenti, non sono ancora contestabili nel merito e in assoluto. Ciononostante, iniziano a esserci dei riscontri come ad esempio le dichiarazioni della governante della famiglia che il pomeriggio dell’8 gennaio è entrata nella villetta di via Costantino 9 restandoci diverse ore. La donna di fronte agli inquirenti – che l’hanno ascoltata tre volte – ha spiegato che non c’era nessun coltello nel bidet del bagno dove Federica sarebbe stata uccisa. Era stato Carlomagno a riferire che l’arma usata per colpire la moglie d’impeto, a seguito di una discussione sull’affidamento del figlio, si trovasse nel bidet per disostruire lo scarico. Ma quando lo avrebbe portato lì? La sera tardi o la notte addirittura, considerato che il 44enne il giorno dopo si sveglia alle 6.35 e in 5 minuti dice di aver ammazzato Federica? La domestica era certa che nessun coltello fosse lì per due ragioni: la prima è perché quel bagno lo ha pulito, sanitari compresi e non ci sarebbero stati tubi ostruiti. La seconda perché una lama in bagno avrebbe potuto rappresentare un pericolo per il bambino. L’arma non è stata ancora trovata, ma chissà se fra quanto sequestrato nella villetta dei coniugi possa venir fuori il coltello usato per uccidere la Torzullo. Ancora: l’esame della scatola nera dell’auto dell’indagato sarà utile a chiarire i suoi spostamenti nei giorni precedenti al delitto, avvenuto probabilmente nell’ultima notte in cui marito e moglie condividevano lo stesso tetto. La vittima, in partenza per la Basilicata, al ritorno sarebbe andata a vivere a casa della nonna e questo Carlomagno lo sapeva. Quindi gli spostamenti che il computer di bordo ha registrato e che diranno dove è andato, per quanto tempo e a che ora ha raggiunto diversi luoghi. Si cerca in tale senso anche di capire se l’indagato abbia o meno acquistato o reperito un telo di plastica essendone stati trovati dei frammenti sul corpo martoriato della moglie in sede di autopsia. Poi restano le copie forensi dei due cellulari e la ricostruzione con l’aiuto (stavolta) degli operai della Carlomagno srl dei movimenti del 44enne il 9 gennaio dopo che era stato ad acquistare, il giorno prima, due metri di ghiaia per il cantiere al cimitero di Prima Porta.
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