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Nel 2006 la magistratura italiana dovette rimetter mano a una decina di processi già conclusi perché un serial killer di origine tunisina confessò dal carcere quindici omicidi di anziane donne in paesi diversi della Puglia e della Basilicata. Da questo lungo caso incentrato su una storia vera agghiacciante, il giornalista Pablo Trincia ha tratto una narrazione febbrile
«è un vero caso di malagiustizia di fine anni Novanta – ha spiegato Trincia – cucito insieme in un crossover di podcast che riescono ad entrare nella vicenda. Credo che il lavoro giornalistico non debba essere mai fine a se stesso, ma costruito in maniera rigorosa e avvincente, per essere conosciuta. La storia ti deve appassionare, a tratti persino ossessionare, per riflettere insieme». Il podcast di Pablo Trincia, è diventato uno spettacolo teatrale, «L’uomo sbagliato. Un’inchiesta dal vivo» che, dopo quattro date sold out agli Arcimboldi, a Milano, arriva stasera al Teatro Golden e domani al Metropolitan di Catania.
Nato a Lipsia, da padre italiano e da madre iraniana, Trincia è di fatto milanese, conosciuto per questa forma narrativa che prende a prestito temi e inchieste dalla cronaca. Nel 2021 ha firmato «Veleno» la prima docuserie italiana ispirata da un podcast e da un libro, con cui ha trattato i casi dei «Diavoli del Basso Modenese»; e da fine 2021 è il responsabile creativo di Chora Media.
L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale.
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