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Emeroteca, conti ok. Poste: «Niente sfratto ma canone di affitto»
Tra le condizioni la necessità di aprire i locali alla città: «Presidio culturale da valorizzare»

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Si è aperta con un ringraziamento al Mattino e al direttore Vincenzo Di Vincenzo, per la campagna lanciata sulla salvaguardia dell’emeroteca Tucci, la riunione per l’approvazione del bilancio 2025 dell’ente. Una seduta da cui arrivano diverse buone notizie, come i conti in regola e la conferma di alcuni contributi, altre meno buone – il finanziamento del ministero della Cultura che si è ridotto ulteriormente – più un grido d’allarme: la richiesta, da parte delle Poste italiane, della sottoscrizione di un comodato d’uso quinquennale per l’utilizzo della struttura. Sarebbe la prima volta.
Bisogna ricordare che Poste italiane è proprietaria della sede dove si trova l’emeroteca e da sempre, ovvero da 119 anni, la ospita gratuitamente. La cifra non è alta, 3000 euro l’anno, ma c’è una clausola che preoccupa il presidente Salvatore Maffei: quella che parla di «uno sfratto a tre mesi, da far valere in qualsiasi momento purchè intimato con raccomandata: una richiesta improvvisa e un segnale allarmante, non si era mai verificato» ha spiegato. Può essere la conferma che il rischio di chiusura della Tucci sia concreto, o che ci sia la volontà da parte di alcune realtà, pubbliche o private, di mettere in discussione un bene storico di grande prestigio.
Tucci, Sos emeroteca intellettuali in campo: «Perla da proteggere»
Il verbale
Intanto il collegio dei revisori, composto da Mimmo Carratelli, Marco Lo Basso e Michele Giordano, ha depositato il verbale con cui osserva che l’avanzo di esercizio del 2025 è di 69.866 euro, mentre nell’anno precedente era stato di 44.105. L’incremento, si legge, è dovuto al contributo della Regione Campania presente anche nel 2025 con 50.000 euro e all’una tantum della fondazione Banco di Napoli di 10.000; fra i sostenitori presente anche la Camera di commercio, con un importo di 30.000 euro. Il verbale analizza nello specifico i vari capitoli: le entrate ammontano a 108.882 euro ai quali vanno aggiunti i 44.105 dell’avanzo 2024, per un importo totale di 152987; confrontate con le uscite di 83.120 euro, più l’avanzo di 69.866, viene raggiunto il pareggio di bilancio. Vincenzo Esposito, vicepresidente tesoriere della Tucci, commentando lo stato di salute finanziario dell’emeroteca, ha detto: «L’avanzo registrato è un risultato che conforta a fronte di tante altre difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Nonostante l’ulteriore, sensibile diminuzione del contributo del ministero della Cultura, dai 25.000 euro del 2022 che sono scesi a 7.200 nell’anno appena concluso, abbiamo potuto usufruire del sostegno finanziario della Regione Campania».
Esposito ha annunciato idee per il prossimo anno: «Parteciperemo al bando presentando il progetto di una pubblicazione di alto interesse culturale cercando così di arrivare almeno a 10.000 euro di contributo complessivo per il 2026». Altro aspetto da sottolineare, ha detto ancora, «è il ritorno del contributo della fondazione Banco di Napoli di 10.000 euro: ci auguriamo che possa tornare a essere un’entrata costante».
Le attività
Nella riunione sono state illustrate anche le diverse attività culturali svolte durante il 2025: mostre documentarie e convegni, collaborazioni con università ed enti di ricerca, visite e mattinate di studio, pubblicazioni, malgrado i lavori di ristrutturazione all’edificio di piazza Matteotti abbiano bloccato per qualche mese presentazioni di libri e altre iniziative, in particolar modo quelle che coinvolgono le scuole, tra i fiori all’occhiello della programmazione dell’emeroteca. Ma è stato ribadito più volte che la Tucci è viva, aperta, attiva: «Realizziamo visite dagli anni ’90, le collaborazioni con gli istituti di ricerca e gli studiosi sono continue, il nostro catalogo online è consultato in varie parti del mondo tra cui Giappone, Australia, Stati Uniti e Canada» ha spiegato Maffei.
Alla Biblioteca Nazionale di Napoli omaggio a Gino Doria nel cinquantenario della morte
Rimane il nodo del comodato d’uso, una cifra piccola ma che non era mai stata richiesta da parte delle Poste Italiane: «Le Poste, oggi società per azioni, ritengono evidentemente di poter ignorare i progetti realizzati dal ministero delle Poste su suoli demaniali» ha aggiunto il presidente. Per ora quella di Poste Italiane resta una proposta, ma nella bozza del possibile contratto è inserita una voce poco rassicurante: «È fatta salva la facoltà di recesso del comodatario, da esercitare tramite comunicazione da inviare mediante raccomandata Ar o Pec, con un preavviso di almeno tre mesi».
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Si è aperta con un ringraziamento al Mattino e al direttore Vincenzo Di Vincenzo, per la campagna lanciata sulla salvaguardia dell’emeroteca Tucci, la riunione per l’approvazione del bilancio 2025 dell’ente. Una seduta da cui arrivano diverse buone notizie, come i conti in regola e la conferma di alcuni contributi, altre meno buone – il finanziamento del ministero della Cultura che si è ridotto ulteriormente – più un grido d’allarme: la richiesta, da parte delle Poste italiane, della sottoscrizione di un comodato d’uso quinquennale per l’utilizzo della struttura. Sarebbe la prima volta.
Bisogna ricordare che Poste italiane è proprietaria della sede dove si trova l’emeroteca e da sempre, ovvero da 119 anni, la ospita gratuitamente. La cifra non è alta, 3000 euro l’anno, ma c’è una clausola che preoccupa il presidente Salvatore Maffei: quella che parla di «uno sfratto a tre mesi, da far valere in qualsiasi momento purchè intimato con raccomandata: una richiesta improvvisa e un segnale allarmante, non si era mai verificato» ha spiegato. Può essere la conferma che il rischio di chiusura della Tucci sia concreto, o che ci sia la volontà da parte di alcune realtà, pubbliche o private, di mettere in discussione un bene storico di grande prestigio.
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Il verbale
Intanto il collegio dei revisori, composto da Mimmo Carratelli, Marco Lo Basso e Michele Giordano, ha depositato il verbale con cui osserva che l’avanzo di esercizio del 2025 è di 69.866 euro, mentre nell’anno precedente era stato di 44.105. L’incremento, si legge, è dovuto al contributo della Regione Campania presente anche nel 2025 con 50.000 euro e all’una tantum della fondazione Banco di Napoli di 10.000; fra i sostenitori presente anche la Camera di commercio, con un importo di 30.000 euro. Il verbale analizza nello specifico i vari capitoli: le entrate ammontano a 108.882 euro ai quali vanno aggiunti i 44.105 dell’avanzo 2024, per un importo totale di 152987; confrontate con le uscite di 83.120 euro, più l’avanzo di 69.866, viene raggiunto il pareggio di bilancio. Vincenzo Esposito, vicepresidente tesoriere della Tucci, commentando lo stato di salute finanziario dell’emeroteca, ha detto: «L’avanzo registrato è un risultato che conforta a fronte di tante altre difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Nonostante l’ulteriore, sensibile diminuzione del contributo del ministero della Cultura, dai 25.000 euro del 2022 che sono scesi a 7.200 nell’anno appena concluso, abbiamo potuto usufruire del sostegno finanziario della Regione Campania».
Esposito ha annunciato idee per il prossimo anno: «Parteciperemo al bando presentando il progetto di una pubblicazione di alto interesse culturale cercando così di arrivare almeno a 10.000 euro di contributo complessivo per il 2026». Altro aspetto da sottolineare, ha detto ancora, «è il ritorno del contributo della fondazione Banco di Napoli di 10.000 euro: ci auguriamo che possa tornare a essere un’entrata costante».
Le attività
Nella riunione sono state illustrate anche le diverse attività culturali svolte durante il 2025: mostre documentarie e convegni, collaborazioni con università ed enti di ricerca, visite e mattinate di studio, pubblicazioni, malgrado i lavori di ristrutturazione all’edificio di piazza Matteotti abbiano bloccato per qualche mese presentazioni di libri e altre iniziative, in particolar modo quelle che coinvolgono le scuole, tra i fiori all’occhiello della programmazione dell’emeroteca. Ma è stato ribadito più volte che la Tucci è viva, aperta, attiva: «Realizziamo visite dagli anni ’90, le collaborazioni con gli istituti di ricerca e gli studiosi sono continue, il nostro catalogo online è consultato in varie parti del mondo tra cui Giappone, Australia, Stati Uniti e Canada» ha spiegato Maffei.
Alla Biblioteca Nazionale di Napoli omaggio a Gino Doria nel cinquantenario della morte
Rimane il nodo del comodato d’uso, una cifra piccola ma che non era mai stata richiesta da parte delle Poste Italiane: «Le Poste, oggi società per azioni, ritengono evidentemente di poter ignorare i progetti realizzati dal ministero delle Poste su suoli demaniali» ha aggiunto il presidente. Per ora quella di Poste Italiane resta una proposta, ma nella bozza del possibile contratto è inserita una voce poco rassicurante: «È fatta salva la facoltà di recesso del comodatario, da esercitare tramite comunicazione da inviare mediante raccomandata Ar o Pec, con un preavviso di almeno tre mesi».
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