ROMA. Dopo le polemiche nate nei giorni scorsi sul presunto volto della presidente del consiglio Giorgia Meloni raffigurato sull’angelo della chiesa di San Lorenzo in Lucina dopo il restauro, l’immagine è stata coperta con della vernice, in attesa di un’ulteriore modifica. Nei giorni scorsi il responsabile della comunicazione del Vicariato di Roma, Giulio Albanese, aveva spiegato che sul ripristino dell’opera «ancora non è stata presa una decisione», ma la «decisione sarà condivisa» tra l’ente proprietario della chiesa, il Fondo edifici di culto, la Soprintendenza italiana e lo stesso Vicariato. «A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia mi ha detto di coprirlo e io l’ho cancellato», ha detto il restauratore Bruno Valentinetti. Prima dei restauri, al posto del volto di Meloni c’era un cherubino generico. Un architetto ha postato sui social la foto dell’affresco della basilica di San Lorenzo in Lucina prima del contestato restauro. L’intervento in questione è stato realizzato qualche mese fa da Valentinetti, 83 anni, che si presenta come sacrestano e decoratore volontario della chiesa. Sulla scultura compare l’iscrizione “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV”. «Sono io che ho fatto il restauro e il lavoro è stato concluso qualche mese fa. Quello che vedete però c’era anche 25 anni fa perché io ho restaurato un’opera di 25 anni fa. Sapete cosa vuol dire restaurare? Significa rifare quello che c’era prima quindi 25 anni fa c’era quello che vedete oggi», ha detto Valentinetti assicurando che «c’è stato sempre l’assenso della Sovrintendenza perché il parroco» della Basilica «ha dato comunicazione e ha fatto vedere il mio curriculum». «Ognuno ci vede quello che vuole. Se siete contenti, fatelo. È il volto di un angelo. Se mi sono ispirato a persone viventi? No, sono tutti morti», ha aggiunto. «Ho ricavato il disegno dalla traccia che c’era prima. La somiglianza con Giorgia Meloni? Sono stati fatti altri nomi. C’è anche chi dice che l’altro angelo è Conte», ha detto ridendo. Il parroco: “Lo rifarà come deve essere fatto” E sulla questione puntualizza anche il parroco don Daniele Micheletti. Che spiega: «Valentinetti dice che l’angelo lo aveva fatto come era prima, almeno pensa lui. Se non era così lo rifarà come deve essere».