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Scartato perché “non perfetto”
Il cucciolo è arrivato alla sede dell’organizzazione, a Embu das Artes, in Brasile, a otto settimane. La motivazione era semplice e crudele: una malformazione alla coda, puramente estetica, che lo rendeva inadatto alla vendita come esemplare di razza. Secondo quanto spiegato dalla fondatrice, Rachel Ramos, il cane è stato visitato da un veterinario che ha confermato come la condizione non comprometta in alcun modo la sua salute né la sua mobilità. “Corre, gioca e scodinzola come qualsiasi altro Golden retriever”. Eppure, per chi lo aveva allevato, non era abbastanza.
Le condizioni dell’arrivo
Oltre al rifiuto, c’era stato anche l’abbandono nella cura. Rachel Ramos ha raccontato sui social che il cucciolo è arrivato in rifugio in condizioni igieniche precarie, con il pelo sporco di feci e un forte odore, segni evidenti di trascuratezza. “Non c’è nulla di difettoso in lui”, ha detto la soccorritrice nel video che ha denunciato il caso.
“È un cucciolo sano. L’unico problema è che qualcuno ha deciso di guardarlo come un prodotto, non come un essere vivente”. Il video pubblicato dall’organizzazione su Instagram (@novo.lar.pets) ha indignato. In molti hanno sottolineato come quella che viene definita una “imperfezione” sia, in realtà, solo una caratteristica unica.
Una seconda possibilità, finalmente
Oggi il cucciolo è al sicuro. Sta ricevendo cure, attenzioni e tempo. Non è più definito da una coda diversa, ma da quello che è davvero: un cane pronto ad amare ed essere amato. Rachel continua a monitorarlo in attesa di una famiglia che non cerchi la perfezione, ma la relazione. Perché, come ricordano spesso i volontari, non esistono animali difettosi: esistono solo sguardi incapaci di vedere il loro valore.
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