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Mugnano, la “Villa del Marchese” acquistata dal Comune
Il gioiello del Settecento appartenuto ai Venusio da tempo versa nel degrado

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09:25
Per decenni è stata una presenza silenziosa e ferita, nascosta dietro un cancello sbarrato, divorata dalla vegetazione e dall’incuria. Un luogo conosciuto da tutti, ma compreso da pochi. Villa Venusio, meglio nota come Villa del Marchese, smette oggi di essere un simbolo di abbandono e torna – ufficialmente – ad essere un bene della città.
Con l’acquisto dell’immobile da parte del Comune dalla famiglia Bove, per un importo di 300mila euro, sancito dalla firma dell’atto notarile avvenuto ieri, si chiude una lunga stagione di trattative e degrado. A sottoscrivere il contratto, per l’ente cittadino, il dirigente del settore patrimonio Antonio Carandente.
Il pozzo di Enzechetta e il principe d’Elbeuf segreti di una città sepolta
Il complesso
Dodici stanze, ampi ambienti e una cappella sconsacrata caratterizzano il complesso, autentico gioiello architettonico di epoca settecentesca, appartenuto alla nobile famiglia dei marchesi Venusio, originari della città lucana di Venosa e titolari di possedimenti e riconoscimenti in diverse città del Mezzogiorno, tra cui Napoli, Barletta e Crotone. La famiglia Venusio era nota anche a Matera e vestì più volte l’abito di Malta.
Durante il periodo estivo i marchesi risiedevano nelle loro ville, tra cui quella di Mugnano, dove visse fino alla morte il marchese Raffaele Venusio insieme alla figlia Emma, protagonista di una vicenda entrata nel racconto popolare locale. Emma Venusio sposò Luigi Sbano, barbiere del padre, nonostante – secondo le voci dell’epoca – l’opposizione del marchese. Un matrimonio tormentato, segnato da continui contrasti, tanto da lasciare traccia nella memoria collettiva: ancora oggi, a Mugnano, quando marito e moglie litigano, si usa dire “sembrano la marchesa e suo marito”.
San Gennaro, Totò e gli anni felici di Pupetto di Sirignano
Negli anni, della villa era rimasta solo l’immagine del degrado: mura pericolanti, vegetazione incontrollata, vandalismi e incuria, con l’area antistante spesso trasformata in parcheggio improvvisato. Un abbandono sotto gli occhi di tutti, nonostante l’immobile sia sottoposto a tre vincoli della Soprintendenza dei Beni Architettonici. Situata a pochi passi da piazza Suor Maria Brando, all’incrocio tra via Truvulazziello (o Trullazziello), via Luca Giordano e via Trieste, Villa Venusio aveva perso la sua funzione e identità, ridotta a semplice riferimento urbano. Ma ora inizia una nuova fase. L’idea dell’amministrazione comunale è di trasformare la villa in un palazzo di rappresentanza, un municipio simbolico per cerimonie istituzionali e matrimoni civili, con la cappella sconsacrata destinata a nuova sede delle celebrazioni. Accanto a ciò, è previsto un ampio spazio verde pubblico, aperto alla cittadinanza.
Il recupero
«Il progetto di recupero – spiega il sindaco Luigi Sarnataro – si svilupperà attraverso la candidatura ai finanziamenti previsti dai fondi per la rigenerazione urbana, con un investimento stimato di 1,5 milioni di euro. In questo modo proveremo a restituire a Mugnano un luogo di alta valenza culturale e storica, nonché un piccolo polmone verde nel cuore della città». Villa Venusio, in futuro, non sarà più un simbolo di abbandono. Ma una pagina di storia che torna a vivere, finalmente, come bene comune.
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Per decenni è stata una presenza silenziosa e ferita, nascosta dietro un cancello sbarrato, divorata dalla vegetazione e dall’incuria. Un luogo conosciuto da tutti, ma compreso da pochi. Villa Venusio, meglio nota come Villa del Marchese, smette oggi di essere un simbolo di abbandono e torna – ufficialmente – ad essere un bene della città.
Con l’acquisto dell’immobile da parte del Comune dalla famiglia Bove, per un importo di 300mila euro, sancito dalla firma dell’atto notarile avvenuto ieri, si chiude una lunga stagione di trattative e degrado. A sottoscrivere il contratto, per l’ente cittadino, il dirigente del settore patrimonio Antonio Carandente.
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Dodici stanze, ampi ambienti e una cappella sconsacrata caratterizzano il complesso, autentico gioiello architettonico di epoca settecentesca, appartenuto alla nobile famiglia dei marchesi Venusio, originari della città lucana di Venosa e titolari di possedimenti e riconoscimenti in diverse città del Mezzogiorno, tra cui Napoli, Barletta e Crotone. La famiglia Venusio era nota anche a Matera e vestì più volte l’abito di Malta.
Durante il periodo estivo i marchesi risiedevano nelle loro ville, tra cui quella di Mugnano, dove visse fino alla morte il marchese Raffaele Venusio insieme alla figlia Emma, protagonista di una vicenda entrata nel racconto popolare locale. Emma Venusio sposò Luigi Sbano, barbiere del padre, nonostante – secondo le voci dell’epoca – l’opposizione del marchese. Un matrimonio tormentato, segnato da continui contrasti, tanto da lasciare traccia nella memoria collettiva: ancora oggi, a Mugnano, quando marito e moglie litigano, si usa dire “sembrano la marchesa e suo marito”.
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Negli anni, della villa era rimasta solo l’immagine del degrado: mura pericolanti, vegetazione incontrollata, vandalismi e incuria, con l’area antistante spesso trasformata in parcheggio improvvisato. Un abbandono sotto gli occhi di tutti, nonostante l’immobile sia sottoposto a tre vincoli della Soprintendenza dei Beni Architettonici. Situata a pochi passi da piazza Suor Maria Brando, all’incrocio tra via Truvulazziello (o Trullazziello), via Luca Giordano e via Trieste, Villa Venusio aveva perso la sua funzione e identità, ridotta a semplice riferimento urbano. Ma ora inizia una nuova fase. L’idea dell’amministrazione comunale è di trasformare la villa in un palazzo di rappresentanza, un municipio simbolico per cerimonie istituzionali e matrimoni civili, con la cappella sconsacrata destinata a nuova sede delle celebrazioni. Accanto a ciò, è previsto un ampio spazio verde pubblico, aperto alla cittadinanza.
Il recupero
«Il progetto di recupero – spiega il sindaco Luigi Sarnataro – si svilupperà attraverso la candidatura ai finanziamenti previsti dai fondi per la rigenerazione urbana, con un investimento stimato di 1,5 milioni di euro. In questo modo proveremo a restituire a Mugnano un luogo di alta valenza culturale e storica, nonché un piccolo polmone verde nel cuore della città». Villa Venusio, in futuro, non sarà più un simbolo di abbandono. Ma una pagina di storia che torna a vivere, finalmente, come bene comune.
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