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Furti ai bancomat, emergenza assalti: dieci colpi in due mesi
Colpi a «marmotta» o con l’«ariete», molti falliscono: solo 4 minuti per agire

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La tecnica dell’ariete l’altra notte, a Pozzuoli, ha funzionato: i balordi che hanno sfondato le porte di un istituto di credito in città sono riusciti a trascinare via l’Atm e anche ad assicurarsi una ingente bottino, 300mila euro.
Quello di Pozzuoli è, però, soltanto l’ultimo assalto ai bancomat di Napoli e, soprattutto, della sua provincia. Dati alla mano, secondo i carabinieri, che stanno seguendo da vicino le indagini per la maggior parte dei casi, il record dei furti è nell’area di Napoli nord. Circa una decina i colpi messi a segno tra la metà di dicembre del 2025 e gennaio del nuovo anno. Solo in altri due casi, oltre a quello di Pozzuoli, i ladri sono riusciti a portare via il bottino. Esattamente a Scisciano e a Marigliano.
Pozzuoli, assalto al bancomat nella notte
La curiosità: i due colpi sono avvenuti in due notti consecutive, forse per mano della stessa gang. A Nola e a Giugliano, raid avvenuti entrambi nella stessa nottata tra il 28 e il 29 gennaio scorsi, la «banda della marmotta» – che agisce facendo esplodere gli Atm – hanno causato anche qualche problema ai palazzi circostanti. Il fenomeno, sempre più dilagante, sta diventando un problema di allarme sociale: gli assalti avvengono sempre tra le tre e le quattro del mattino e i forti rumori, derivanti dallo fondamento o dall’esplosione, spaventano i residenti. In più di un caso si sono registrati anche malori da parte di qualche anziano. Per questo motivo il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato nei giorni scorsi un comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica per chiedere una intensificazione dei controlli.
I raid
Sono proprio i controlli di carabinieri e polizia, con pattugliamenti nelle vicinanze degli istituti bancari (che spesso si trovano in zone centrali), ad impedire che i colpi vadano a segno. Investigatori a lavoro, comunque, sui filmati. Nelle prossime settimane potrebbe esserci una svolta. Secondo quanto finora accertato le bande sarebbero diverse. Tutte composte da professionisti, soprattutto quelli che agiscono a «marmotta» inserendo l’esplosivo all’interno del vano dal quale escono i soldi. Non sarebbero solo italiani i responsabili, ma anche dei Paesi dell’Est in particolar modo rumeni e nomadi.
Una delle piste che battono gli investigatori è quella dei furti nei cantieri. È da lì che partono le indagini perché nella maggior parte dei casi è stato accertato che, dopo un furto di un furgone o di una ruspa, avviene sempre un assalto al bancomat.
La cronologia dei colpi è un altro elemento importante per cercare di ricostruire la provenienza degli esecutori. Napoli nord è la meta preferita, questo lascerebbe supporre che è qui che potrebbe esserci una base operativa dei gruppi di assaltatori. Colpi sono avvenuti a Pomigliano, Ottaviano, Marigliano, ancora Pomigliano, Scisciano, Nola, Giugliano, Qualiano, Casalnuovo, Torre del Greco e ieri anche Pozzuoli.
I fallimenti
C’è un’altra costante dei raid: la maggior parte falliscono. I tempi di esecuzione dell’assalto, difatti, sono sempre molto rapidi: al massimo quattro minuti. Se il colpo non va segno in questo lasso di tempo, i ladri desistono perché sanno che i sistemi di allarme scattano subito e che nel giro di poco tempo arriveranno le forze dell’ordine. Ci sono poi le telecamere ad incastrare i responsabili dai dettagli, nonostante i passamontagna e gli abiti scuri. Ma non solo. Spesso le sofisticate misure di sicurezza, come sistemi di inchiostrazione rendono inutilizzabili le banconote (stain technology) o gli esplosivi mal calibrati danneggiano il denaro anziché prelevarlo. Talvolta l’esplosione o la rimozione di un Atm mette in moto un sistema schiumoso o nebbiogeno che mette in fuga i banditi.
Furti ai bancomat, emergenza assalti: dieci colpi in due mesi
Colpi a «marmotta» o con l’«ariete», molti falliscono: solo 4 minuti per agire

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La tecnica dell’ariete l’altra notte, a Pozzuoli, ha funzionato: i balordi che hanno sfondato le porte di un istituto di credito in città sono riusciti a trascinare via l’Atm e anche ad assicurarsi una ingente bottino, 300mila euro.
Quello di Pozzuoli è, però, soltanto l’ultimo assalto ai bancomat di Napoli e, soprattutto, della sua provincia. Dati alla mano, secondo i carabinieri, che stanno seguendo da vicino le indagini per la maggior parte dei casi, il record dei furti è nell’area di Napoli nord. Circa una decina i colpi messi a segno tra la metà di dicembre del 2025 e gennaio del nuovo anno. Solo in altri due casi, oltre a quello di Pozzuoli, i ladri sono riusciti a portare via il bottino. Esattamente a Scisciano e a Marigliano.
Pozzuoli, assalto al bancomat nella notte
La curiosità: i due colpi sono avvenuti in due notti consecutive, forse per mano della stessa gang. A Nola e a Giugliano, raid avvenuti entrambi nella stessa nottata tra il 28 e il 29 gennaio scorsi, la «banda della marmotta» – che agisce facendo esplodere gli Atm – hanno causato anche qualche problema ai palazzi circostanti. Il fenomeno, sempre più dilagante, sta diventando un problema di allarme sociale: gli assalti avvengono sempre tra le tre e le quattro del mattino e i forti rumori, derivanti dallo fondamento o dall’esplosione, spaventano i residenti. In più di un caso si sono registrati anche malori da parte di qualche anziano. Per questo motivo il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato nei giorni scorsi un comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica per chiedere una intensificazione dei controlli.
I raid
Sono proprio i controlli di carabinieri e polizia, con pattugliamenti nelle vicinanze degli istituti bancari (che spesso si trovano in zone centrali), ad impedire che i colpi vadano a segno. Investigatori a lavoro, comunque, sui filmati. Nelle prossime settimane potrebbe esserci una svolta. Secondo quanto finora accertato le bande sarebbero diverse. Tutte composte da professionisti, soprattutto quelli che agiscono a «marmotta» inserendo l’esplosivo all’interno del vano dal quale escono i soldi. Non sarebbero solo italiani i responsabili, ma anche dei Paesi dell’Est in particolar modo rumeni e nomadi.
Una delle piste che battono gli investigatori è quella dei furti nei cantieri. È da lì che partono le indagini perché nella maggior parte dei casi è stato accertato che, dopo un furto di un furgone o di una ruspa, avviene sempre un assalto al bancomat.
La cronologia dei colpi è un altro elemento importante per cercare di ricostruire la provenienza degli esecutori. Napoli nord è la meta preferita, questo lascerebbe supporre che è qui che potrebbe esserci una base operativa dei gruppi di assaltatori. Colpi sono avvenuti a Pomigliano, Ottaviano, Marigliano, ancora Pomigliano, Scisciano, Nola, Giugliano, Qualiano, Casalnuovo, Torre del Greco e ieri anche Pozzuoli.
I fallimenti
C’è un’altra costante dei raid: la maggior parte falliscono. I tempi di esecuzione dell’assalto, difatti, sono sempre molto rapidi: al massimo quattro minuti. Se il colpo non va segno in questo lasso di tempo, i ladri desistono perché sanno che i sistemi di allarme scattano subito e che nel giro di poco tempo arriveranno le forze dell’ordine. Ci sono poi le telecamere ad incastrare i responsabili dai dettagli, nonostante i passamontagna e gli abiti scuri. Ma non solo. Spesso le sofisticate misure di sicurezza, come sistemi di inchiostrazione rendono inutilizzabili le banconote (stain technology) o gli esplosivi mal calibrati danneggiano il denaro anziché prelevarlo. Talvolta l’esplosione o la rimozione di un Atm mette in moto un sistema schiumoso o nebbiogeno che mette in fuga i banditi.
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