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Gros, un trionfo lungo 50 anni. L’oro olimpico più incredibile della Valanga Azzurra

Cinquant’anni fa l’oro olimpico più incredibile della Valanga Azzurra. Sulla neve ghiacciata e con la nebbia, trionfava il 22enne Piero Gros mettendosi alle spalle Gustavo Thoeni e un campionissimo come Ingemar Stenmark. E l’atleta piemontese è stato festeggiato dalla famiglia Venturini, che ogni anno abbina vino e sport. Piero ha calamitato l’attenzione con aneddoti inediti e storie di personaggi di un tempo.
«Quel giorno avevo sciato bene ma non erano le condizioni ideali per me nello slalom» racconta osservando la medaglia d’oro del 1976, «la seconda manche è stata perfetta. Poi la gioia di tutti è stata contagiosa». C’è una foto storica con il maestro dei maestri, Gustav Thoeni, che sorregge il capellone dello sci alpino. «Pensate la sua grandezza» rivela Gros, «io avevo vinto sì, per carità ma lui era un fenomeno. Stenmark? Vi do un dato. Ho vinto 12 gare di Coppa del Mondo, lui 86. A proposito recentemente gli ho fatto uno scherzo».
Quale? «Ero a camminare con la mia compagna nei pressi del Castello di Soave e come è noto lui vive in un palazzo con 86 finestre, il numero dei suoi successi, lo chiamo e gli dico su what’s app guarda qui indicando il castello. La sua risposta? “Grazie, bello”. Insomma tra lui e Thoeni non si chi parlasse meno. Possibilità di medaglia d’oro nello sci alpino? “Paris, Franzoni, Goggia e Brignone ma ci sono altri bravi sciatori. Non siamo favoriti ma se qualcuno sbaglia un dettaglio gli azzurri ci sono per tutti i tipi di medaglia».
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