[analyse_image type=”featured” src=”https://www.ilriformista.it/wp-content/uploads/2026/02/21969062_small-600×315.webp”]
In questi giorni il governo ha confermato l’impegno per il mantenimento dell’operazione Strade Sicure e, in prospettiva, un lieve aumento delle unità e dei mezzi impiegati dall’Esercito. La presidente Meloni ha visitato e ringraziato “sul campo”, a Roma, i militari nel riconfermare l’impegno e il sostegno dell’esecutivo. Manifestazione di supporto e presenza forse unica o quantomeno rara in tutti questi anni. Per altro, la presenza sul posto di qualche blindato leggero “Puma” ha riacceso un po’ di discussione sull’effettiva utilità di tale presenza.
Il governo conferma ‘Strade Sicure’
Una riflessione complessiva si impone. I numeri parlano chiaro. Innumerevoli controlli a persone e veicoli, migliaia di soggetti fermati, arrestati o denunciati, sequestrate armi, veicoli e droga e presenza rilevante dello Stato in contesti particolari come quello della “terra dei fuochi” in Campania. Vigilanza discreta e continuativa h24 su luoghi sensibili, Ambasciate, valichi di frontiera o luoghi di culto ed arte. Tutto ciò sgravando la pressione sulle Forze dell’ordine, che hanno potuto gestire meglio le loro risorse sul territorio. Sono sempre colpito dalla presenza e dalla correttezza dei giovani in uniforme che si vedono per strada e nelle stazioni. Visi puliti, uniformi e mezzi in ordine, atteggiamento discreto e gentile pur con fucile imbracciato e pistola in fondina. Tutto ciò ha un valore per la gente attorno, e lancia un messaggio di presenza dello Stato. Va inoltre riconosciuto all’Esercito un lavoro meticoloso svolto per preparazione dei giovani militari e della loro consapevolezza del servizio.
I militari non si annoiano più
Un discorso a parte è invece quello della sostenibilità, da parte delle Forze Armate, di un impegno come Strade Sicure che è certamente molto gravoso. Questi giovani rappresentano una risorsa pregiata, che dovrebbe essere principalmente spesa per compiti di difesa e addestrativi. Oggi, nelle caserme, non abbiamo più militari annoiati che contano i giorni in attesa del congedo. Il contesto e la percezione sociale delle Forze Armate sono profondamente cambiati nel corso degli ultimi decenni con la professionalizzazione. Il mutato quadro di sicurezza geopolitica fa sì che la tematica del supporto per l’ordine pubblico vada affrontata con un approccio strutturato per il lungo periodo e con risorse adeguate.
I carri blindati Puma riaccendono la discussione
A fronte di queste riflessioni, il veicolo blindato non cambia il senso del messaggio che la missione in argomento porta con sé: serve e va sostenuta con convinzione e risorse adeguate. Le modalità di attuazione, di suddivisione dei compiti con le Forze dell’ordine e il coordinamento generale possono sempre trovare delle correzioni, ma la bontà complessiva del contributo resta. In definitiva, la conferma nel mantenere in vita Strade Sicure dovrebbe essere vista come una decisione necessaria ma, allo stesso tempo, una riflessione attenta sulle modalità di attuazione potrebbe essere utile.
© Riproduzione riservata
Redazione
[analyse_source url=”https://www.ilriformista.it/il-governo-conferma-strade-sicure-e-i-militari-non-si-annoiano-piu-ma-i-carri-blindati-puma-riaccendono-la-discussione-498611/”]
