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Lo studio, il più ampio mai condotto su questo tema, è stato pubblicato su Communications Medicine ed è stato guidato dalla University of Exeter Medical School nell’ambito del progetto GEMINI. I ricercatori hanno analizzato 71 condizioni che frequentemente coesistono – come diabete di tipo 2 e artrosi, oppure malattia renale cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) – utilizzando dati genetici e sanitari provenienti da grandi database internazionali.
Dimagrire aiuta a prevenire
L’ipotesi da cui i ricercatori sono partiti è questa: se due malattie compaiono spesso insieme, potrebbero condividere una causa biologica. Per dimostrarla, il team ha studiato le patologie “a coppie”, riuscendo così a individuare i fattori comuni. Il risultato è netto: l’obesità è coinvolta causalmente in 61 delle 71 condizioni analizzate e rappresenta la causa principale in dieci coppie di malattie che tendono a manifestarsi insieme.
Grazie all’uso di analisi genetiche, i ricercatori sono riusciti anche a quantificare l’impatto della perdita di peso. L’indicatore utilizzato è il Bmi (indice di massa corporea), che definisce obesità valori superiori a 30 e peso normale valori inferiori a 25. A livello di popolazione, una riduzione del Bmi di 4,5 punti potrebbe prevenire, per esempio, 17 casi ogni mille di co-occorrenza tra malattia renale cronica e artrosi, oppure nove casi ogni mille di diabete di tipo 2 associato ad artrosi.
L’importanza della genetica
“Sapevamo da tempo che alcune malattie tendono a presentarsi insieme e che l’obesità aumenta il rischio di molte patologie”, ha spiegato Jack Bowden, professore alla University of Exeter Medical School e coordinatore dello studio. “Questa è la prima ricerca su larga scala che utilizza la genetica per misurare quanto l’obesità contribuisca a far sì che le malattie colpiscano le stesse persone. In alcune combinazioni, è chiaramente la forza trainante”.
Non tutte le coppie di condizioni, però, dipendono dall’obesità. Proprio per questo il gruppo di ricerca sta ora esplorando altri fattori di rischio modificabili e nuovi meccanismi biologici, con l’obiettivo di individuare strategie preventive più mirate.
L’impatto sui sistemi sanitari
Il lavoro potrebbe avere anche un forte impatto sul piano della sanità pubblica. “Nel Regno Unito circa nove milioni di persone convivono con due o più patologie croniche”, ha sottolineato Jane Masoli, geriatria clinica e responsabile regionale NIHR per l’invecchiamento. “Capire come prevenire l’accumulo di malattie è una priorità nazionale. I nostri risultati rafforzano la necessità di affrontare l’obesità attraverso programmi di salute pubblica e confermano l’importanza di una gestione del peso lungo tutto l’arco della vita”.
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