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Gli scontri di sabato a Torino dimostrano, ancora una volta, quanto sia difficile affrontare apertamente una certa realtà. Volli lo ha fatto molto bene sul Riformista. Il Pd parla di strumentalizzazione di alcuni esponenti della destra, ma sono parole che fanno quantomeno sorridere. Il partito è alleato di chi per anni ha tollerato l’occupazione illegale dell’edificio di corso Regina Margherita. Quel piccolo gruppo di estremisti che da anni compie reati in Val di Susa, che si è riappropriato di locali sottrattigli dall’Autorità giudiziaria rompendo i sigilli sotto gli occhi di una polizia indifferente, che ha occupato l’Università di Torino provocando danni seri alle strutture e impedendo alla maggioranza degli studenti di seguire corsi lautamente pagati, ha dimostrato nel tempo di disporre di risorse finanziarie tutt’altro che trascurabili. Come sono stati sostenuti i costi dei “compagni” arrivati anche da altri continenti? Come sono stati finanziati gli acquisti di mezzi paramilitari utilizzati da anni?
Eppure, questo manipolo di giovani non è che la punta dell’iceberg. Negli ultimi anni, proteste e presìdi, come quelli che hanno cacciato i giovani dall’UGEI dal Campus Einaudi, hanno visto membri di Askatasuna operare nell’Università di Torino. La vicinanza di alcuni settori accademici e studenteschi non è trascurabile. Pericolosi sono personaggi come Alessandro Barbero, storico di fama nazionale, che ha tenuto una lezione e partecipato a iniziative presso Askatasuna nell’ambito del festival culturale Altri mondi/Altri modi, sostenendo pubblicamente che i centri sociali sono «una ricchezza delle nostre città».
Senza dimenticare che D’Alema lo scorso settembre partecipava alla grande parata militare di Pechino accanto ai peggiori dittatori del pianeta, mentre da anni lavora «per combattere i muri e la militarizzazione occidentale». D’Alema contesta il «dualismo» tra «democrazie e autocrazie», senza ammettere che le seconde sono in realtà dittature vere e proprie; regimi che, pretende, «non combattono nessuno». La loro, secondo lui, sarebbe soltanto una guerra economica. La storia, evidentemente, non gli ha insegnato nulla.
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Redazione
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