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Il ritardo nella diagnosi
Il cancro negli animali da compagnia segue un andamento simile a quello osservato negli esseri umani: l’aumento dell’aspettativa di vita porta con sé un incremento delle patologie croniche. Nei cani, le neoplasie rappresentano oggi una delle principali cause di malattia, soprattutto in età adulta e geriatrica.
Nonostante ciò, molti tumori vengono individuati in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche si riducono e l’impatto sulla qualità della vita dell’animale diventa più pesante. Una diagnosi tardiva che, nella maggior parte dei casi, non dipende dall’assenza di sintomi, ma dalla loro sottovalutazione. Proprio oggi, 4 febbraio, Giornata mondiale contro il cancro, AniCura richiama l’attenzione su questo problema, condividendo indicazioni concrete per riconoscere i campanelli d’allarme e intervenire in tempo.
I tumori più diffusi nei cani
Nel cane, le forme tumorali più frequenti restano i tumori mammari, i linfomi, i tumori della pelle – come mastocitomi e melanomi – gli osteosarcomi, che colpiscono l’osso, e gli emangiosarcomi, particolarmente aggressivi. Nei gatti, invece, si riscontrano soprattutto linfomi, tumori mammari e carcinomi a cellule squamose. La comparsa della malattia non è casuale e, in molti casi, è legata anche a una predisposizione genetica ben precisa. “Alcune razze mostrano una maggiore predisposizione a sviluppare determinati tipi di cancro. Ad esempio, i Golden retriever e i Boxer presentano un’incidenza più elevata di linfomi, emangiosarcomi e mastocitomi, mentre razze di grande taglia come il San Bernardo o l’Alano sono maggiormente predisposti agli osteosarcomi”, spiega la dottoressa Paola Valenti, medico veterinario specialista in Oncologia dell’AniCura Clinica Veterinaria Malpensa.
Non solo genetica: ambiente e stile di vita contano
Accanto alla predisposizione di razza, entrano in gioco altri fattori determinanti. La sterilizzazione precoce delle femmine, ad esempio, riduce in modo significativo il rischio di sviluppare tumori mammari, che restano tra i più comuni nelle cagne non sterilizzate. Anche l’ambiente e lo stile di vita hanno un peso rilevante: l’esposizione prolungata al sole può aumentare il rischio di tumori cutanei negli animali dal pelo chiaro o con ampie zone di pelle esposta. Obesità, sedentarietà ed esposizione a sostanze chimiche o inquinanti sono ulteriori elementi che possono favorire l’insorgenza della malattia.
Come riconoscere il cancro
Il vero punto critico resta il riconoscimento precoce dei sintomi. Molti proprietari tendono a interpretare i cambiamenti nel comportamento o nell’aspetto fisico del proprio animale come una normale conseguenza dell’età che avanza. Un errore che può costare caro. “Molti proprietari tendono a normalizzare cambiamenti nel comportamento o nella salute dei loro animali come parte dell’invecchiamento. Tuttavia, sintomi come perdita di appetito, rapido dimagrimento, masse o gonfiori addominali, ferite che non guariscono o stanchezza eccessiva possono essere indicatori di cancro e meritano sempre una valutazione veterinaria. Una diagnosi tempestiva ci permette di offrire più opzioni terapeutiche e, soprattutto, di preservare la qualità della vita dell’animale per più tempo”, avverte Valenti.
Prevenzione e controlli: cosa possono fare i proprietari
Sebbene non tutti i tumori siano prevenibili, esistono misure concrete che possono ridurre il rischio e favorire una diagnosi anticipata. I veterinari raccomandano controlli annuali regolari, che dovrebbero diventare semestrali negli animali sopra i sette-otto anni. La vigilanza domestica è altrettanto importante: osservare il corpo dell’animale, individuare eventuali masse, gonfiori o alterazioni cutanee può fare la differenza. Un’alimentazione bilanciata, il mantenimento di un peso adeguato e un’attività fisica costante contribuiscono a ridurre i fattori di rischio. Nei soggetti più esposti, è utile limitare l’esposizione al sole e ricorrere, se necessario, a una protezione solare veterinaria. Negli animali anziani, infine, gli screening periodici – analisi del sangue ed esami complementari – consentono di intercettare precocemente eventuali alterazioni.
Terapie sempre più avanzate, con un obiettivo chiaro
La buona notizia arriva dai progressi della medicina veterinaria. Oggi l’oncologia può contare su un’ampia gamma di trattamenti: chirurgia, chemioterapia, radioterapia e immunoterapia vengono scelti e combinati in base al tipo di tumore, allo stadio della malattia e alle condizioni generali dell’animale. Al centro di ogni decisione resta però la qualità della vita. I protocolli terapeutici vengono personalizzati per garantire il massimo beneficio con il minimo impatto sul benessere quotidiano. “Il nostro obiettivo è sempre quello di offrire la migliore cura possibile, rispettando il benessere dell’animale e lavorando in stretta collaborazione con i proprietari per trovare l’approccio più adeguato a ogni caso”.
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