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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilanciato la campagna di richiamo degli airbag Takata già avviate dalle case costruttrici, invitando gli automobilisti a controllare se il proprio veicolo è dotato di questo prodotto, considerato rischioso, per procedere alla sostituzione immediata e gratuita. Perché gli airbag Takata sono stati richiamati La Takata Corporation è stato un costruttore di componentistica per automotive con sede in Giappone che ha fornito airbag per circa 4 milioni di veicoli, 1,6 milioni dei quali ancora in circolazione. Gli airbag che ha prodotto contengono un gas propellente a base di nitrato di ammonio e possono deteriorarsi nel tempo sia a causa dell’invecchiamento sia di fattori climatici come il calore e l’umidità. Gli airbag Takata difettosi potrebbero rompersi in caso di incidente che ne comporti l’attivazione, e in caso di rottura frammenti metallici potrebbero essere proiettati all’interno dell’abitacolo, causando potenzialmente lesioni gravi o mortali agli occupanti del veicolo. “La mancata sostituzione del componente difettoso (in linea generale, modulo airbag il cui generatore di gas è basato sul propellente nitrato di ammonio stabilizzato, senza dessiccante) – spiega il Ministero dei Trasporti – espone a un rischio significativo di lesioni gravi o anche fatali, particolarmente per i veicoli più datati o utilizzati in contesti climatici caratterizzati da forte umidità, alte temperature e/o forte escursione termica”. I marchi coinvolti A oggi sono decine le case automobilistiche che hanno confermato di avere installato sui loro veicoli airbag Tanaka, tra cui Audi, Bmw, Citroën, Ferrari, Ford, Honda, Jaguar, Jeep, Peugeot e Volkswagen. Il periodo in cui i marchi hanno utilizzato airbag Tanaka risale agli anni compresi tra il 2010 e il 2018, pur variando a seconda dei costruttori. Come controllare il proprio veicolo Chi non ha già ricevuto una notifica dal costruttore può verificare se il proprio veicolo selezionando questo link relativo alla marca e inserendo il numero di telaio (VIN – Vehicle Identification Number). Il portale apposito, messo a punto con UNRAE, indicherà se il veicolo risulta o meno coinvolto nelle campagne di richiamo e nel caso di coinvolgimento specificherà il tipo di misura a cui è sottoposto il veicolo: “Richiamo” o “Richiamo con Stop Drive”. In quest’ultimo caso l’auto o il veicolo commerciale non può marciare.
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