Milano-Cortina 2026: le Olimpiadi non sono solo gare e sport ma anche cultura. Ci sono infatti molte iniziative da seguire e mostre da vedere legate proprio al tema olimpico, alla neve, alla montagna. Cominciamo da Cortina. Qui, nello spazio in quota del Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri, approda la mostra “Cortina di stelle” di Fulvio Morella che unisce arte, sport e inclusione, aspettando le Paralimpiadi. Si tratta del capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi. La mostra, curata da Sabino Maria Frassà, si potrà visitare fino al 5 aprile tutti i giorni negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi (dalle 9 alle 17). Il percorso espositivo, che intreccia 36 tra opere d’arte e cimeli storici, pone al centro opere multisensoriali che inglobano il braille, trasformando questo linguaggio tattile in esperienza artistica e strumento per abbattere le barriere percettive e concettuali. Anche in Valtellina non mancano le iniziative culturali legate al momento olimpico: le gare toccheranno Bormio e Livigno, ma anche le altre località della valle si sono organizzate per partecipare all’iniziativa e condividere i valori dello sport e lo spirito internazionale dell’evento. Dall’8 al 20 febbraio, a Bormio, il cinema racconta la montagna: nelle sale del Plinius verrà propiettata una rassegna in collaborazione con il Trento Film Festival e il Sondrio Festival. Parte della rassegna si tiene anche al Centro Visitatori di Valfurva. Qui tra l’altro si trova anche l’installazione di Snowsound, che invita a esplorare paesaggi sonori elettronici. Snowsound, in realtà, è uno spettacolo allestito in piazza Cavour a Bormio che fonde archivi olimpici e linguaggi contemporanei: in particolare il 12 e il 18 febbraio artisti internazionali sonorizzano dal vivo clip d’epoca degli sport invernali. Non mancano installazioni anche a Livigno, protagonista insieme a Bormio dei Giochi: nel centro benessere Aquagranda si può visitare la mostra “Tracce bianche” dedicata agli atleti valtellinesi che hanno partecipato alle Olimpiadi, con raffigurazioni artistiche e oggetti usati dai campioni. A Sondrio invece fino all’8 febbraio al Palazzo Pretorio c’è una mostra itinerante che espone immagini delle torce e dei bracieri olimpici, sia invernali che estivi. Mentre al Museo Valtellinese di Storia e Arte torna protagonista la neve con un’esposizione che riunisce opere dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri provenienti da musei, collezioni private e istituzioni. “Vette. Storie di sport e montagne” è invece il titolo della mostra inaugurata il 27 gennaio al Palazzo Besta di Teglio: è incentrata sul rapporto tra sport, territorio alpino e società, con manifesti, cimeli olimpici e materiali etnografici. Oggetti di vita montana, fotografie d’archivio, attrezzature sportive e cimeli olimpici sono anche gli ingredienti di “Oro bianco – Una storia di sport di comunità”, mostra in Valfurva (visitabile fino al 30 marzo) che racconta il legame stretto tra Alta Valtellina e sport invernali. Ed è proprio dai successi di una indimenticabile campionessa di casa, Deborah Compagnoni, di Santa Caterina Valfurva, che parte un’altra iniziativa organizzata a Madesimo: si tratta della mostra dedicata agli atleti valtellinesi e atleti azzurri che hanno conquistato una medaglia alle Olimpiadi: oltre alla Compagnoni ci sono Arianna Fontana, Elisabetta Biavaschi e Italo Pedroncelli. Sempre a Madesimo dal 31 gennaio al 7 marzo è in programma “Voci olimpiche – Incontri ad alta quota”: un ciclo di incontri con campioni olimpici e paralimpici. Da non perdere poi una visita allo storico “Museo dello sci e della montagna” dell’Aprica: si possono ammirare i primi modelli di sci in legno fino ai moderni sci da gara, con pezzi storici come sci del 1890 e oggetti appartenuti a Zeno Colò. Tra i progetti culturali più significativi connessi con i Giochi Olimpici c’è “Mountain Echoes”: l’artista multidisciplinare Yuval Avital ha percorso per alcuni mesi la Valtellina dotato di microfoni, macchina fotografica e videocamera, raccogliendo centinaia di registrazioni della realtà valtellinese: suoni della natura, dell’artigianato e della produzione, voci degli abitanti di ogni età e professione. Il risultato è la realizzazione di tre sculture di grande formato, al cui interno altoparlanti diffondono un’opera sonora polifonica. In primavera poi, l’eco della montagna risuonerà in città: l’intera installazione sarà raccolta a Milano. Non poteva mancare all’appello il Muse. Il Museo delle Scienze di Trento e la sede territoriale del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo entrano a far parte del palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 con un articolato programma di mostre, installazioni multimediali, videomapping, incontri e attività. Il Muse propone la mostra “Oltre il traguardo. La scienza che muove lo sport” dedicata al contributo della ricerca scientifica e della tecnologia alla preparazione di atlete e atleti. Tra i pezzi di maggior interesse, in mostra si trovano la bicicletta Colnago Y1Rs gialla usata da Tadej Pogačar per l’ultima tappa del Tour de France 2025 e la sua maglia gialla, la medaglia d’oro conquistata in staffetta con Alex Zanardi alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016 da Vittorio Podestà e la sua handbike, e il Kayak K1 con cui nel Daniele Molmenti ha vinto l’oro Olimpico a Londra 2012. In Val di Fiemme, al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, si può visitare l’installazione immersiva “Un suono in estinzione” progetto ideato da Sergio Maggioni che unisce arte e ricerca scientifica per raccontare, attraverso il suono, la fusione dei ghiacciai alpini. Montagne e campioni si intersecano anche al passo del Ghisallo, luogo mitico per il ciclismo: il 28 febbraio proprio al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo inaugura la mostra “Montagne da leggenda. Storie di campioni” visitabile fino al 5 aprile. Si tratta di un percorso espositivo per luoghi e per immagini che mette in dialogo le grandi salite e discese del ciclismo con le montagne protagoniste dei Giochi. Non mancano esposizioni a tema anche in città, ovviamente a Milano. Al Castello Sforzesco è in corso la mostra “L’Italia sulla neve”: attraverso i periodici illustrati, la grafica pubblicitaria, cartoline, dépliant, opuscoli e manifesti, si fa una riflessione sulla diffusione della cultura degli sport invernali e sulla montagna come destinazione privilegiata del turismo sportivo in Italia. Un’altra mostra milanese, a cura della Regione Lombardia, s’inaugura il 18 febbraio al Palazzo Pirelli: “Maestose montagne lombarde: un viaggio tra cime e meraviglie”, articolata in sette sezioni a tema. Infine, per godere della magia della neve in tutte le sue forme, non bisogna perdersi il lavoro di Gisella Motta, fotogiornalista, grandissima appassionata di montagna e di sci, sempre in giro a immortalare la neve. Si chiama, non a caso “Forme bianche. Suggestioni di acqua e tempo” la sua mostra allestita in uno dei comprensori sciistici più alti e più grandi d’Europa, quello di Val Thorens-Orelle, collegato al carosello francese di Les Trois Vallée, e visitabile fino al 3 marzo. Gisella celebra il bianco in suggestive immagini di forme di neve che rivelano disegni e creazioni sempre nuove, volute e modellate dal vento, dal gelo, dal sole. Forme bianche, appunto, irripetibili.