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Il Corpo musicale di San Pellegrino, convivenza di suoni e generazioni
LA FESTA. Nata nel 1906 come «bandino», è un punto di riferimento per tutta
la valle. Ha un repertorio variegato e compie 120 anni. Il ruolo centrale della scuola per allievi, con 20 iscritti.
C’è un filo invisibile che attraversa più di un secolo di storia, lega generazioni diverse e continua a risuonare nelle strade e nelle piazze della Valle Brembana. È fatto di musica, di impegno e di una passione che non ha mai smesso di rinnovarsi. Il Corpo musicale di San Pellegrino Terme festeggia quest’anno i suoi 120 anni di attività, un traguardo raro e prezioso (anche) nel panorama dell’associazionismo locale. Le origini risalgono al 1906, quando un piccolo gruppo di giovani del paese si ritrovava per suonare insieme: era il «bandino», come veniva chiamato allora.
Il primo statuto
«Abbiamo trovato alcuni documenti e il primo statuto a cavallo tra il 1906 e il 1907 – racconta Francesco Salaroli, presidente del Corpo musicale e trombettista da 35 anni -. Da lì in poi la banda ha mantenuto una certa continuità, con l’unica vera interruzione durante le due Guerre mondiali, quando molti erano al fronte. Dal 1947 è stato un crescendo di attività, grazie anche a maestri di grande valore e insegnanti del Conservatorio di Bergamo, che hanno fatto crescere il livello musicale». Negli anni Sessanta e Settanta arrivano invece i premi e i riconoscimenti in concorsi, anche internazionali.
Oggi il gruppo conta oltre 40 musicisti, «anche se poi non sempre siamo tutti presenti», ammette. «È un numero che ci permette di restare autonomi – sottolinea – mentre molte bande della zona, negli anni, si sono dovute unire o hanno abbandonato l’attività. Qualcuno chiude per mancanza di organico, altri perché non è semplice rispettare tutti gli adempimenti
«Nei nostri concerti suoniamo di tutto: dai classici, alle opere come l’”Aida” fino ai brani dei Queen, degli Abba e dei Coldplay»
burocratici». Un risultato non scontato, che fa della banda di San Pellegrino un punto di riferimento per tutta la vallata. Presenti, al suo interno, le sezioni tipiche della banda: ottoni, ance, flauti e percussioni. Il repertorio è ampio e trasversale. «Nei nostri concerti suoniamo di tutto: dai classici, alle opere come l’”Aida” fino ai brani dei Queen, degli Abba e dei Coldplay», dice. Negli anni la banda ha proposto anche concerti tematici, come quello dedicato alla Grande guerra o quello organizzato con musiche storiche e un narratore, lo scorso gennaio, per celebrare il 120° anniversario. Accanto alle prove settimanali, all’attività concertistica e ai servizi civili e religiosi, un ruolo centrale è occupato dalla scuola per gli allievi. Attualmente sono oltre 20 gli iscritti, dai bambini delle elementari agli adulti che si avvicinano allo strumento per la prima volta. Le lezioni sono seguite da maestri di grande esperienza, alcuni con carriere professionali di livello nazionale e internazionale.
Non solo musica
Ma banda non è solo musica: «Nel gruppo convivono età molto diverse – dice il presidente – ed è una ricchezza. Le persone più anziane sono quelle con più esperienza e tirano il gruppo, i giovani quelli che portano idee e novità». È un «luogo» dove si impara a suonare («La musica è bellissima, apre la mente», puntualizza), ma anche a stare insieme, condividendo prove, concerti, trasferte e momenti di socialità. E con questi visioni, percorsi ed esperienze.
Il 2026 sarà un anno ricco di iniziative per celebrare i 120 anni. Si stanno immaginando concerti speciali, collaborazioni con altre bande, possibili raduni e gemellaggi, e magari anche un grande evento conclusivo a dicembre. «Siamo ancora in fase di definizione – conclude – ma l’idea è di rendere questo anniversario un momento davvero significativo per la banda e per tutta la comunità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA FESTA. Nata nel 1906 come «bandino», è un punto di riferimento per tutta
la valle. Ha un repertorio variegato e compie 120 anni. Il ruolo centrale della scuola per allievi, con 20 iscritti.
C’è un filo invisibile che attraversa più di un secolo di storia, lega generazioni diverse e continua a risuonare nelle strade e nelle piazze della Valle Brembana. È fatto di musica, di impegno e di una passione che non ha mai smesso di rinnovarsi. Il Corpo musicale di San Pellegrino Terme festeggia quest’anno i suoi 120 anni di attività, un traguardo raro e prezioso (anche) nel panorama dell’associazionismo locale. Le origini risalgono al 1906, quando un piccolo gruppo di giovani del paese si ritrovava per suonare insieme: era il «bandino», come veniva chiamato allora.
Il primo statuto
«Abbiamo trovato alcuni documenti e il primo statuto a cavallo tra il 1906 e il 1907 – racconta Francesco Salaroli, presidente del Corpo musicale e trombettista da 35 anni -. Da lì in poi la banda ha mantenuto una certa continuità, con l’unica vera interruzione durante le due Guerre mondiali, quando molti erano al fronte. Dal 1947 è stato un crescendo di attività, grazie anche a maestri di grande valore e insegnanti del Conservatorio di Bergamo, che hanno fatto crescere il livello musicale». Negli anni Sessanta e Settanta arrivano invece i premi e i riconoscimenti in concorsi, anche internazionali.
Oggi il gruppo conta oltre 40 musicisti, «anche se poi non sempre siamo tutti presenti», ammette. «È un numero che ci permette di restare autonomi – sottolinea – mentre molte bande della zona, negli anni, si sono dovute unire o hanno abbandonato l’attività. Qualcuno chiude per mancanza di organico, altri perché non è semplice rispettare tutti gli adempimenti
«Nei nostri concerti suoniamo di tutto: dai classici, alle opere come l’”Aida” fino ai brani dei Queen, degli Abba e dei Coldplay»
burocratici». Un risultato non scontato, che fa della banda di San Pellegrino un punto di riferimento per tutta la vallata. Presenti, al suo interno, le sezioni tipiche della banda: ottoni, ance, flauti e percussioni. Il repertorio è ampio e trasversale. «Nei nostri concerti suoniamo di tutto: dai classici, alle opere come l’”Aida” fino ai brani dei Queen, degli Abba e dei Coldplay», dice. Negli anni la banda ha proposto anche concerti tematici, come quello dedicato alla Grande guerra o quello organizzato con musiche storiche e un narratore, lo scorso gennaio, per celebrare il 120° anniversario. Accanto alle prove settimanali, all’attività concertistica e ai servizi civili e religiosi, un ruolo centrale è occupato dalla scuola per gli allievi. Attualmente sono oltre 20 gli iscritti, dai bambini delle elementari agli adulti che si avvicinano allo strumento per la prima volta. Le lezioni sono seguite da maestri di grande esperienza, alcuni con carriere professionali di livello nazionale e internazionale.
Non solo musica
Ma banda non è solo musica: «Nel gruppo convivono età molto diverse – dice il presidente – ed è una ricchezza. Le persone più anziane sono quelle con più esperienza e tirano il gruppo, i giovani quelli che portano idee e novità». È un «luogo» dove si impara a suonare («La musica è bellissima, apre la mente», puntualizza), ma anche a stare insieme, condividendo prove, concerti, trasferte e momenti di socialità. E con questi visioni, percorsi ed esperienze.
Il 2026 sarà un anno ricco di iniziative per celebrare i 120 anni. Si stanno immaginando concerti speciali, collaborazioni con altre bande, possibili raduni e gemellaggi, e magari anche un grande evento conclusivo a dicembre. «Siamo ancora in fase di definizione – conclude – ma l’idea è di rendere questo anniversario un momento davvero significativo per la banda e per tutta la comunità».
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