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Crisi a Castellammare, la trincea del sindaco dem sfiduciato: piano per restare in sella
Dopo l’arrivo della commissione d’accesso a giorni anche la missione dell’Antimafia

Elly Schlein
abbonati premium
I fari della commissione Antimafia che si accendono su Castellammare: per i prossimi giorni è stata già programmata una visita dei parlamentari nella cittadina amministrata dal centrosinistra. Ma sino a quando? Con l’arrivo della commissione d’accesso, l’altro giorno, il Pd ha deciso di staccare la spina alla giunta Vicinanza ma il sindaco non ne vuole sapere di mollare. «Sarebbe una ammissione di colpevolezza», dice ai suoi. Ma il Pd è deciso: per domani pomeriggio i vertici regionali del partito (il segretario regionale Piero De Luca, la presidente Teresa Armato e Francesco Dinacci, commissario proprio di Castellammare e segretario in pectore) hanno convocato i 4 consiglieri dem, di cui tre decisi a non mollare.
Ma o lo fanno, questo sarà il diktat, o sono fuori dal partito. Situazione intricata quella dell’ex roccaforte rossa dove da anni non c’è sindaco che riesca a terminare il mandato. E dopo la vittoria di Luigi Vicinanza la scorsa primavera si pensava di aver imboccato una nuova rotta. E invece di mezzo c’è prima un’inchiesta della magistratura sui rapporti con i clan di due consiglieri e poi l’arrivo della commissione d’accesso. Da qui l’addio del Pd e l’idea di far cadere il sindaco entro una settimana ed andare al voto entro la Primavera. E offrire Castellammare, è il piano segreto che si sussurra, ad un candidato grillino. Ma la trincea di Vicinanza ora è proprio questa: resistere sino al prossimo week end sperando che la morsa del Pd si allenti e la barca ritorni in rotta.
Crisi a Castellammare, il Pd: «Serve una svolta»
Lo scontro
«Abbiamo affrontato la vicenda con grande attenzione e con rispetto per la figura del lavoro del sindaco Vicinanza che ha messo in campo da quando si è insediato. Ci sono condizioni di contesto critiche che stiamo valutando, stiamo realizzando insieme ai nostri consiglieri comunali il percorso da fare seguendo la strada migliore», spiega ieri il segretario regionale dem Piero De Luca secondo cui «ad oggi vengono meno le condizioni politiche per cose così importanti e lavoriamo per capire qual è la soluzione migliore nell’interesse dei cittadini. In questo contesto è complesso e complicato immaginare che il Pd possa continuare in queste modalità a sostenere l’esperienza amministrativa». Percorso diverso rispetto alla vicina Torre Annunziata, guidata da un sindaco dem, dove pure si è appena insediata una commissione d’accesso e un’inchiesta dei magistrati per infiltrazioni. Perché lì il Pd non ha staccato la spina come Castellammare? «Valuteremo anche lì», aggiunge Piero De Luca.
Il diretto interessato non vuole però lasciare. E ieri arrivano anche un documento a suo sostegno della civiche della sua maggioranza: «Noi, consiglieri comunali delle liste civiche, confermiamo il nostro pieno sostegno al sindaco. Affrontiamo con serenità l’arrivo della Commissione d’accesso, certi che il suo lavoro aiuterà a fare chiarezza e a rafforzare la trasparenza», scrivono in un documento. «Il passo indietro nessuno lo ha mai chiesto esplicitamente. I comunicati di Pd e M5S sono arrivati l’altra sera, secondo me troppo tardi. Non c’è stato mai un vero tavolo di discussione politica su questo tema, se avessimo discusso in altri modi e nelle forme giuste probabilmente avremmo trovato una soluzione politica», spiega Vicinanza che spera in una visita della Schlein a Castellammare: «Si renderebbe conto di persona di quanto sia difficile e complesso, ma a tratti persino entusiasmante, governare una città media del Mezzogiorno d’Italia e di misurare con mano la fatica del cambiamento». Non ci sarà questa visita a Castellammare, terreno ormai considerato infuocato per i Dem che pure ci avevano puntato tutte le energie. A cominciare dalla Schlein arrivata nella ex roccaforte rossa, fresca di elezione a segretaria Pd, per festeggiare l’iscrizione al partito di un gruppo di operai Fincantieri. Era il maggio 2023 ma sembra un secolo fa. Ma Luigi Vicinanza non molla e spera che i consiglieri dem rimangono sulle loro posizioni e non decidano di dire addio allo scranno dopo il vertice di domani al Pd di Napoli.
Crisi a Castellammare, Gennaro Sangiuliano: «Una faida interna ai dem, la città merita rispetto»
«Finché c’è la maggioranza che mi sostiene io continuo nel mio mandato nell’interesse della città. Il 15 gennaio scorso l’ho detto ai cittadini in una sala affollatissima: io ho l’impegno di governare Castellammare dove l’instabilità amministrativa è un favore alla camorra», spiega Vicinanza. Poi aggiunge: «Mi avessero convinto che le mie dimissioni avessero rappresentato un colpo alla camorra non ci avrei messo un attimo a dimettermi, lo avrei fatto immediatamente. Ma non sarebbe così»».
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Dopo l’arrivo della commissione d’accesso a giorni anche la missione dell’Antimafia

Elly Schlein
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Ma o lo fanno, questo sarà il diktat, o sono fuori dal partito. Situazione intricata quella dell’ex roccaforte rossa dove da anni non c’è sindaco che riesca a terminare il mandato. E dopo la vittoria di Luigi Vicinanza la scorsa primavera si pensava di aver imboccato una nuova rotta. E invece di mezzo c’è prima un’inchiesta della magistratura sui rapporti con i clan di due consiglieri e poi l’arrivo della commissione d’accesso. Da qui l’addio del Pd e l’idea di far cadere il sindaco entro una settimana ed andare al voto entro la Primavera. E offrire Castellammare, è il piano segreto che si sussurra, ad un candidato grillino. Ma la trincea di Vicinanza ora è proprio questa: resistere sino al prossimo week end sperando che la morsa del Pd si allenti e la barca ritorni in rotta.
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Lo scontro
«Abbiamo affrontato la vicenda con grande attenzione e con rispetto per la figura del lavoro del sindaco Vicinanza che ha messo in campo da quando si è insediato. Ci sono condizioni di contesto critiche che stiamo valutando, stiamo realizzando insieme ai nostri consiglieri comunali il percorso da fare seguendo la strada migliore», spiega ieri il segretario regionale dem Piero De Luca secondo cui «ad oggi vengono meno le condizioni politiche per cose così importanti e lavoriamo per capire qual è la soluzione migliore nell’interesse dei cittadini. In questo contesto è complesso e complicato immaginare che il Pd possa continuare in queste modalità a sostenere l’esperienza amministrativa». Percorso diverso rispetto alla vicina Torre Annunziata, guidata da un sindaco dem, dove pure si è appena insediata una commissione d’accesso e un’inchiesta dei magistrati per infiltrazioni. Perché lì il Pd non ha staccato la spina come Castellammare? «Valuteremo anche lì», aggiunge Piero De Luca.
Il diretto interessato non vuole però lasciare. E ieri arrivano anche un documento a suo sostegno della civiche della sua maggioranza: «Noi, consiglieri comunali delle liste civiche, confermiamo il nostro pieno sostegno al sindaco. Affrontiamo con serenità l’arrivo della Commissione d’accesso, certi che il suo lavoro aiuterà a fare chiarezza e a rafforzare la trasparenza», scrivono in un documento. «Il passo indietro nessuno lo ha mai chiesto esplicitamente. I comunicati di Pd e M5S sono arrivati l’altra sera, secondo me troppo tardi. Non c’è stato mai un vero tavolo di discussione politica su questo tema, se avessimo discusso in altri modi e nelle forme giuste probabilmente avremmo trovato una soluzione politica», spiega Vicinanza che spera in una visita della Schlein a Castellammare: «Si renderebbe conto di persona di quanto sia difficile e complesso, ma a tratti persino entusiasmante, governare una città media del Mezzogiorno d’Italia e di misurare con mano la fatica del cambiamento». Non ci sarà questa visita a Castellammare, terreno ormai considerato infuocato per i Dem che pure ci avevano puntato tutte le energie. A cominciare dalla Schlein arrivata nella ex roccaforte rossa, fresca di elezione a segretaria Pd, per festeggiare l’iscrizione al partito di un gruppo di operai Fincantieri. Era il maggio 2023 ma sembra un secolo fa. Ma Luigi Vicinanza non molla e spera che i consiglieri dem rimangono sulle loro posizioni e non decidano di dire addio allo scranno dopo il vertice di domani al Pd di Napoli.
Crisi a Castellammare, Gennaro Sangiuliano: «Una faida interna ai dem, la città merita rispetto»
«Finché c’è la maggioranza che mi sostiene io continuo nel mio mandato nell’interesse della città. Il 15 gennaio scorso l’ho detto ai cittadini in una sala affollatissima: io ho l’impegno di governare Castellammare dove l’instabilità amministrativa è un favore alla camorra», spiega Vicinanza. Poi aggiunge: «Mi avessero convinto che le mie dimissioni avessero rappresentato un colpo alla camorra non ci avrei messo un attimo a dimettermi, lo avrei fatto immediatamente. Ma non sarebbe così»».
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