Il laboratorio permanente della responsabilità: la staffetta dei giovani contro l’odio e l&rsquo

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Oltre le pietre della storia, Ferramonti di Tarsia vive come un laboratorio permanente di responsabilità civile. Quello che fu il più grande campo di internamento fascista per ebrei in Italia è oggi un Museo Internazionale che rifiuta la staticità del ricordo e sceglie la via della ricerca, del confronto e della formazione civile. Con il programma 2026 Storia, Memoria e Responsabilità, in calendario dal 23 gennaio al 21 marzo, il sito si conferma luogo vivo per la comunità, le associazioni, le scuole e il mondo accademico.

Il culmine delle attività si è tenuto martedì scorso, nella solenne ricorrenza del Giorno della Memoria, con una cerimonia intensa che ha trasformato il ricordo in presenza tangibile. La deposizione della corona al Monumento dedicato agli ex internati ha aperto una giornata in cui la memoria si è fatta impegno pubblico. Organizzata dal Comune di Tarsia in stretta sinergia con la Prefettura di Cosenza, la cerimonia ha raggiunto il suo momento più rilevante con l’intervento della prefetta Rosa Maria Padovano, che ha consegnato quattro medaglie d’onore ai familiari di cittadini della provincia di Cosenza deportati e internati nei campi nazisti. Un gesto che restituisce identità a storie troppo spesso sommerse e riafferma il valore civile di una memoria che non si limita alla celebrazione. Le massime autorità civili e militari, accolte dal sindaco Roberto Ameruso, hanno preso parte all’incontro che ha visto anche il contributo scientifico della direttrice del Museo, Teresina Ciliberti. Nel suo intervento la studiosa ha chiarito il nesso profondo tra storia, memoria e responsabilità: «La memoria senza storia, in un contesto come questo, non ha senso. Perciò parliamo di memoria storica, che si illumina solo attraverso l’esercizio della responsabilità: responsabilità storica ed etica, personale e collettiva».

Mentre le note del violino del maestro Andrea Micieli ricordavano che “dove il silenzio ha gridato, oggi la musica ricorda”, è stata presentata la nuova linea editoriale I Quaderni del Museo. Il momento più emozionante della mattinata è stato dedicato alla presentazione del quarto volume della collana Tiqqun ‘Olam, dedicato a Markus Babad, internato a Ferramonti dal 1940 e rimasto fino al 1945, quando il campo si trasformò in Displaced Persons Camp amministrato dagli Alleati. L’opera, curata da Teresina Ciliberti e Laura Gottlob, rappresenta una delle pubblicazioni più preziose del Museo, vero scrigno di memoria. Il volume restituisce la statura morale di un ingegnere ebreo capace di esercitare una leadership etica nel campo, trasformando la prigionia in dignità. La presenza dei figli, Mair e Sara Babad, ha unito il rigore della ricerca alla forza della testimonianza diretta. «Mio padre parlava poco del periodo di internamento, ma nel 1977 volle tornare a rivedere i luoghi dove aveva vissuto la privazione della libertà. Non trovò nulla. Ritornò poi su invito dell’UNICAL nel 2000», ha ricordato Mair, che insieme alla sorella residente in Israele ha contribuito a ricomporre documenti, fotografie e lettere originali ora esposti in una grande teca e donati al Museo di Ferramonti.

Programma fino a marzo, meta per scuole e Università

Ma l’impegno di Ferramonti non si esaurisce con la cerimonia del 27 gennaio. Il programma prosegue fino a marzo con incontri, visite guidate e attività  con richieste da tutte le parti del mondo. Moltissime le delegazioni studentesche, emozionate e desiderose di conoscere una storia che finora avevano incontrato solo sui libri. Un viaggio reso più accessibile dal rinnovo dell’accordo strategico con Trenitalia, che garantisce alle scuole agevolazioni fino al 70% per raggiungere i luoghi della Rete Italiana della Memoria. Un’opportunità concreta per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza diretta di luoghi che, come Ferramonti, continuano a interrogare il presente.

Il 26 gennaio si è svolto l’incontro con lo storico dell’UniCal Carlo Spartaco Capogreco, a partire dal suo ultimo libro “I Campi di Salò”, in dialogo con la direttrice Teresina Ciliberti. Alla cerimonia il 27 gennaio hanno partecipato la scuola dell’Infanzia di Corigliano-Rossano, gli Istituti di Spezzano Albanese e  Spezzano della Sila e il Liceo Classico di San Giovanni in Fiore. Ieri l’incontro con studentesse e studenti dell’UniCz, oggi con l’IIS L. della Valle, domani con la scuola media di Tarsia, il 2 febbraio con la primaria dell’Ic L. Montalcini di Spezzano.

Qui la memoria non è un rito stanco, ma un esercizio critico di coscienza che pulsa, vivo, nel nostro tempo. Ferramonti continua a ricordarci che la storia non è un archivio immobile, ma una responsabilità che attraversa le generazioni. Ogni documento recuperato, ogni testimonianza restituita, ogni giovane che varca questi cancelli aggiunge un frammento a un impegno che non può essere delegato, perché è nelle mani di ciascuno di noi che il passato trova la sua continuità e il suo futuro.

La solenne cerimonia al Quirinale, gli interventi di Mattarella e Segre

«Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza. Significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura e complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso». A ribadirlo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 27 gennaio, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale. La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha portato la sua testimonianza intervistata da quattro studenti.

I giovani ricordano la Shoah: ecco le scuole premiate

Il richiamo del presidente Mattarella alla democrazia e alla responsabilità della memoria trova riscontro nel lavoro del Ministero dell’Istruzione e del Merito che, assieme all’Unione delle Comunità ebraiche italiane, ha promosso la XXIV edizione del concorso “I giovani ricordano la Shoah”. Nel Giorno della Memoria sono state premiate al Quirinale le scuole vincitrici, riconoscendo l’impegno degli studenti nel raccontare la Shoah con linguaggi contemporanei e consapevoli, alla presenza del presidente Mattarella, del ministro Giuseppe Valditara, e della presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni.

Ecco le scuole premiate:

Scuola primaria “Pietro Scuderi” dell’Istituto Comprensivo “Santo Calì” – Linguaglossa (CT), vincitrice ex aequo con l’opera “La scelta”. Scuola primaria “Dante Alighieri” dell’Istituto Comprensivo n.4 “Annalena Tonelli” – Forlì, vincitrice ex aequo con l’opera “Camelia e la casa dei ricordi”. Scuola secondaria di primo grado “Giovanni Pascoli” dell’Istituto Comprensivo “Andrea Zanzotto” – Caneva e Polcenigo (PN), con l’opera “Cuori (colmi di dolore) – Alberi (che hanno prodotto memoria)”. Istituto di Istruzione Superiore Tecnica e Professionale “Luigi Bucci” – Faenza (RA), con l’opera “Il ritmo spezzato: eco nelle macerie del futuro”.

Scuola primaria del Convitto Nazionale “G.B. Vico” – Chieti, con l’opera “La storia strappa, la memoria ricuce”. Scuola primaria di Gabbiana dell’Istituto Comprensivo “Marcaria” – Sabbioneta (MN), con l’opera “I piccoli pensatori – ep. 1 Ricordando la Shoah”. Scuola primaria del Convitto Nazionale “Canopoleno” – Sassari, con l’opera “La scelta giusta”. Scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni”, Scuola secondaria di primo grado “Michael Pacher”, Scuola secondaria di primo grado “Oswald Von Wolkenstein” – Bressanone (BZ), con l’opera “Bressanone ricorda la Shoah”. CPIA “Montagna” di Bologna – Centro per l’istruzione per gli adulti, con l’opera “Memoria della Shoah: cercando l’antidoto”. Scuola secondaria di primo grado “Locchi” dell’Istituto Comprensivo “Locchi Perco” – Gorizia, con l’opera “Testimoni della memoria”. Scuola secondaria di primo grado “Perrando” dell’Istituto Comprensivo di Sassello (SV), con l’opera “I nidi degli uccelli”. Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Pontificio “Sant’Apollinare” Istituto Paritario – Roma, con l’opera “Per non dimenticare Giuliana Fiorentino Tedeschi”. Istituto professionale di Stato “Giuseppe Medici” – Legnago (VR), con l’opera “Meminisse iuvabit”. Istituto di Istruzione Superiore “E. Fermi – G. Filangieri” – Formia (LT), con l’opera “Eco dei silenzi”. Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Lercara Friddi” – Lercara Friddi (PA), con l’opera “Dialogo immaginario con Laura Fermi e Rita Levi Montalcini”.

A questo percorso si affianca il Viaggio della Memoria 2026, che ha coinvolto delegazioni studentesche provenienti da tutta Italia in un itinerario attraverso i luoghi simbolo della deportazione: Roma, Fossoli, Milano, Cracovia, Auschwitz. Per la prima volta, il programma ha inserito laboratori didattici ospitati al Museo Ebraico della Galizia, dedicati ai segni, ai suoni e ai cammini della memoria. Un’esperienza che ha trasformato la visita in un esercizio attivo di consapevolezza invitando gli studenti a interrogare la storia con responsabilità. Per la ricorrenza del Giorno della Memoria, il MIM ha inoltre promosso anche una visita guidata online ad Auschwitz-Birkenau per ampliare la partecipazione delle scuole.

Un insieme di iniziative che conferma la centralità della memoria nella formazione delle nuove generazioni.

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