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Crisi a Castellammare, Gennaro Sangiuliano: «Una faida interna ai dem, la città merita rispetto»
L’ex ministro: «È giusto e corretto che si faccia chiarezza dalle inchieste sta emergendo un quadro deleterio»

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«Quel che sta accadendo a Castellammare è di una gravità inaudita», incalza subito Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura ed attuale capogruppo Fdi in consiglio regionale che interviene sulla vicenda che sta scuotendo Castellammare: una guerra intestina nel Pd che sta mettendo ko il sindaco di centrosinistra eletto da pochi mesi.
Che idea si è fatto?
«C’è una faida interna al Pd di dimensioni paradossali: il segretario regionale e un eurodeputato chiedono le dimissioni del sindaco che lo stesso Pd ha voluto in quel posto. Sullo sfondo c’è l’ombra sinistra delle presunte infiltrazioni della camorra nell’amministrazione comunale. Cito testualmente Sandro Ruotolo prendendolo dalle agenzie di stampa: “Questa amministrazione non è mai stata un argine alla camorra”. Un’affermazione gravissima. E ci sono due pezzi del Pd su posizioni antitetiche».
Quindi era necessaria la commissione d’accesso?
«Io ringrazio il prefetto per aver acceso i fari su quell’amministrazione. Ora bisogna essere operativi al massimo».
Secondo lei cosa è accaduto a Castellammare in questi ultimi mesi?
«La magistratura, che fa bene il suo lavoro, sta mettendo a nudo un contesto deleterio. Sto a quello che leggo sui giornali ma, come mi ha fatto notare l’avvocato De Angelis coordinatore di Fdi, quando si fanno 14 liste, senza il filtro dei partiti tradizionali che sono una garanzia, si raccatta di tutto. Ma il Pd ed il centrosinistra, pur di vincere, l’ha fatto ed ora queste sono le conseguenze. La spaccatura interna al Pd qui come altrove in Campania si consuma sulla pelle dei cittadini. Stupefacente poi è la lacerazione politica interna al Pd con un sindaco, voluto dai dem, che non vuole dimettersi e che viene duramente attaccato dagli esponenti nazionali del suo partito di riferimento. Una situazione grottesca e tragica per Castellammare che non merita tutto ciò: ha una grande storia, io stesso da ministro della Cultura mi adoperai per la riapertura del suo bellissimo museo. E nominai nella mia squadra di consiglieri una studiosa di livello europeo, un’accademica straordinaria come Emma Giammattei. Perché lì ci sono energie giovanili e intellettuali che meritano rispetto e soprattutto una amministrazione all’altezza».
Cosa dovrebbe fare ora la politica per riportare tutto nei binari della normalità?
«Ci lamentiamo del fatto che gli elettori non vanno a votare, leggo dotte analisi al riguardo, ma si fa ben poco per ridare credibilità alla politica. A Castellammare dovemmo stare a parlare dei trasporti pubblici inesistenti, del lavoro per i giovani e soprattutto di sanità. E, invece, il Pd ci inchioda a discutere di queste miserie umane. Rispetto le idee di tutti ma sulla legalità non ci possono essere compromessi».
Ora cosa farà il centrodestra? All’orizzonte ci sono elezioni comunali a stretto giro: quale sarà la vostra offerta politica nella ex Stalingrado d’Italia?
«Il centrodestra non sarà mai un accrocco elettorale, è una coalizione basata su valori e ideali comuni, fra i quali c’è la legalità e l’affermazione delle identità. Castellammare merita molto di più».
Crisi a Castellammare, Gennaro Sangiuliano: «Una faida interna ai dem, la città merita rispetto»
L’ex ministro: «È giusto e corretto che si faccia chiarezza dalle inchieste sta emergendo un quadro deleterio»

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«Quel che sta accadendo a Castellammare è di una gravità inaudita», incalza subito Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura ed attuale capogruppo Fdi in consiglio regionale che interviene sulla vicenda che sta scuotendo Castellammare: una guerra intestina nel Pd che sta mettendo ko il sindaco di centrosinistra eletto da pochi mesi.
Che idea si è fatto?
«C’è una faida interna al Pd di dimensioni paradossali: il segretario regionale e un eurodeputato chiedono le dimissioni del sindaco che lo stesso Pd ha voluto in quel posto. Sullo sfondo c’è l’ombra sinistra delle presunte infiltrazioni della camorra nell’amministrazione comunale. Cito testualmente Sandro Ruotolo prendendolo dalle agenzie di stampa: “Questa amministrazione non è mai stata un argine alla camorra”. Un’affermazione gravissima. E ci sono due pezzi del Pd su posizioni antitetiche».
Quindi era necessaria la commissione d’accesso?
«Io ringrazio il prefetto per aver acceso i fari su quell’amministrazione. Ora bisogna essere operativi al massimo».
Secondo lei cosa è accaduto a Castellammare in questi ultimi mesi?
«La magistratura, che fa bene il suo lavoro, sta mettendo a nudo un contesto deleterio. Sto a quello che leggo sui giornali ma, come mi ha fatto notare l’avvocato De Angelis coordinatore di Fdi, quando si fanno 14 liste, senza il filtro dei partiti tradizionali che sono una garanzia, si raccatta di tutto. Ma il Pd ed il centrosinistra, pur di vincere, l’ha fatto ed ora queste sono le conseguenze. La spaccatura interna al Pd qui come altrove in Campania si consuma sulla pelle dei cittadini. Stupefacente poi è la lacerazione politica interna al Pd con un sindaco, voluto dai dem, che non vuole dimettersi e che viene duramente attaccato dagli esponenti nazionali del suo partito di riferimento. Una situazione grottesca e tragica per Castellammare che non merita tutto ciò: ha una grande storia, io stesso da ministro della Cultura mi adoperai per la riapertura del suo bellissimo museo. E nominai nella mia squadra di consiglieri una studiosa di livello europeo, un’accademica straordinaria come Emma Giammattei. Perché lì ci sono energie giovanili e intellettuali che meritano rispetto e soprattutto una amministrazione all’altezza».
Cosa dovrebbe fare ora la politica per riportare tutto nei binari della normalità?
«Ci lamentiamo del fatto che gli elettori non vanno a votare, leggo dotte analisi al riguardo, ma si fa ben poco per ridare credibilità alla politica. A Castellammare dovemmo stare a parlare dei trasporti pubblici inesistenti, del lavoro per i giovani e soprattutto di sanità. E, invece, il Pd ci inchioda a discutere di queste miserie umane. Rispetto le idee di tutti ma sulla legalità non ci possono essere compromessi».
Ora cosa farà il centrodestra? All’orizzonte ci sono elezioni comunali a stretto giro: quale sarà la vostra offerta politica nella ex Stalingrado d’Italia?
«Il centrodestra non sarà mai un accrocco elettorale, è una coalizione basata su valori e ideali comuni, fra i quali c’è la legalità e l’affermazione delle identità. Castellammare merita molto di più».
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