Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»

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Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»

Lo studio giapponese pubblicato sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health riaccende il dibattito

Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»
Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»
3 Minuti di Lettura
mercoledì 4 febbraio 2026, 22:05

Può l’acqua gassata avere un ruolo nel controllo del peso? L’interrogativo è tornato d’attualità dopo la pubblicazione di uno studio giapponese sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha riportato l’attenzione su un tema spesso discusso ma difficilmente chiarito fino in fondo. A fare il punto è Matteo Bassetti, che invita a evitare sia entusiasmi eccessivi sia inutili allarmismi.

Alla base dello studio c’è il lavoro del ricercatore Akira Takahashi, che ha analizzato il possibile effetto dell’anidride carbonica disciolta nell’acqua frizzante su alcuni processi legati al metabolismo del glucosio.

L’ipotesi è che le bollicine possano influenzare, seppur in modo molto limitato, alcune dinamiche metaboliche.

Il valore dell’acqua frizzante

Secondo Bassetti, il valore dell’acqua frizzante non sta in presunti effetti “miracolosi”, ma in una serie di vantaggi pratici che, nel loro insieme, possono risultare utili. Tra questi: un potenziale aiuto nel controllo del peso, un lieve impatto sulla gestione del glucosio, un maggiore senso di pienezza, la riduzione del consumo di bevande zuccherate, una migliore adesione all’idratazione quotidiana, un possibile supporto alla digestione e, non ultimo, un costo contenuto con benefici ambientali.

«È importante essere chiari», sottolinea Bassetti al Corriere. «Bere acqua frizzante non fa dimagrire automaticamente. Però può inserirsi bene in uno stile di vita sano, come piccolo elemento di supporto». Il riferimento allo studio giapponese riguarda un parallelismo con i meccanismi osservati durante la dialisi, dove la presenza di CO₂ nei circuiti influisce sugli scambi metabolici. «È plausibile che, bevendo acqua gassata, si produca un effetto simile ma estremamente ridotto. Parliamo di differenze minime, non di cambiamenti clinicamente rilevanti».

L’impatto sulla sazietà

Più tangibile, secondo l’esperto, è l’impatto sulla sazietà. La presenza di gas tende a dilatare lo stomaco, aumentando la sensazione di pienezza. «In alcune persone bere acqua frizzante prima dei pasti può aiutare a mangiare un po’ meno. Non è una regola universale, ma può funzionare».

Un altro aspetto cruciale è quello comportamentale. Rendere l’acqua più “appetibile” può favorire l’abbandono delle bibite zuccherate. «Scegliere acqua frizzante al posto di una soda significa evitare grandi quantità di zuccheri. Anche le versioni senza zucchero non sono ideali se consumate abitualmente». Le bollicine, in questo senso, permettono di migliorare l’esperienza senza aggiungere calorie.

Dal punto di vista dell’idratazione, il principio è semplice: se una persona beve di più grazie all’acqua frizzante, l’effetto è positivo. In alcuni casi, inoltre, l’anidride carbonica può stimolare la motilità intestinale e facilitare la digestione.

C’è poi il tema ambientale ed economico. «Utilizzare gasatori domestici e acqua del rubinetto — che in molte zone d’Italia è di ottima qualità — consente di risparmiare e ridurre l’uso della plastica». Una scelta pratica e sostenibile, con una precisazione importante: «Chi soffre di reflusso gastroesofageo, ulcera o disturbi intestinali come il colon irritabile dovrebbe limitarne il consumo, perché le bollicine possono accentuare i sintomi».

La conclusione resta improntata al buon senso: l’acqua, anche nella sua versione frizzante, è uno strumento semplice che può offrire benefici concreti. Senza mode né estremismi. A volte, la soluzione migliore è anche la più essenziale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»

Lo studio giapponese pubblicato sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health riaccende il dibattito

Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»
Bere acqua frizzante può favorire la perdita di peso e il metabolismo del glucosio. Bassetti: «Ecco i motivi per preferirla»
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mercoledì 4 febbraio 2026, 22:05

Può l’acqua gassata avere un ruolo nel controllo del peso? L’interrogativo è tornato d’attualità dopo la pubblicazione di uno studio giapponese sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha riportato l’attenzione su un tema spesso discusso ma difficilmente chiarito fino in fondo. A fare il punto è Matteo Bassetti, che invita a evitare sia entusiasmi eccessivi sia inutili allarmismi.

Alla base dello studio c’è il lavoro del ricercatore Akira Takahashi, che ha analizzato il possibile effetto dell’anidride carbonica disciolta nell’acqua frizzante su alcuni processi legati al metabolismo del glucosio.

L’ipotesi è che le bollicine possano influenzare, seppur in modo molto limitato, alcune dinamiche metaboliche.

Il valore dell’acqua frizzante

Secondo Bassetti, il valore dell’acqua frizzante non sta in presunti effetti “miracolosi”, ma in una serie di vantaggi pratici che, nel loro insieme, possono risultare utili. Tra questi: un potenziale aiuto nel controllo del peso, un lieve impatto sulla gestione del glucosio, un maggiore senso di pienezza, la riduzione del consumo di bevande zuccherate, una migliore adesione all’idratazione quotidiana, un possibile supporto alla digestione e, non ultimo, un costo contenuto con benefici ambientali.

«È importante essere chiari», sottolinea Bassetti al Corriere. «Bere acqua frizzante non fa dimagrire automaticamente. Però può inserirsi bene in uno stile di vita sano, come piccolo elemento di supporto». Il riferimento allo studio giapponese riguarda un parallelismo con i meccanismi osservati durante la dialisi, dove la presenza di CO₂ nei circuiti influisce sugli scambi metabolici. «È plausibile che, bevendo acqua gassata, si produca un effetto simile ma estremamente ridotto. Parliamo di differenze minime, non di cambiamenti clinicamente rilevanti».

L’impatto sulla sazietà

Più tangibile, secondo l’esperto, è l’impatto sulla sazietà. La presenza di gas tende a dilatare lo stomaco, aumentando la sensazione di pienezza. «In alcune persone bere acqua frizzante prima dei pasti può aiutare a mangiare un po’ meno. Non è una regola universale, ma può funzionare».

Un altro aspetto cruciale è quello comportamentale. Rendere l’acqua più “appetibile” può favorire l’abbandono delle bibite zuccherate. «Scegliere acqua frizzante al posto di una soda significa evitare grandi quantità di zuccheri. Anche le versioni senza zucchero non sono ideali se consumate abitualmente». Le bollicine, in questo senso, permettono di migliorare l’esperienza senza aggiungere calorie.

Dal punto di vista dell’idratazione, il principio è semplice: se una persona beve di più grazie all’acqua frizzante, l’effetto è positivo. In alcuni casi, inoltre, l’anidride carbonica può stimolare la motilità intestinale e facilitare la digestione.

C’è poi il tema ambientale ed economico. «Utilizzare gasatori domestici e acqua del rubinetto — che in molte zone d’Italia è di ottima qualità — consente di risparmiare e ridurre l’uso della plastica». Una scelta pratica e sostenibile, con una precisazione importante: «Chi soffre di reflusso gastroesofageo, ulcera o disturbi intestinali come il colon irritabile dovrebbe limitarne il consumo, perché le bollicine possono accentuare i sintomi».

La conclusione resta improntata al buon senso: l’acqua, anche nella sua versione frizzante, è uno strumento semplice che può offrire benefici concreti. Senza mode né estremismi. A volte, la soluzione migliore è anche la più essenziale.

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