[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/04/9337965_04111215_nicolo_baldan_studente_treno_biglietto_non_convalidato_multa_papetti_controllore_buon_senso.jpg”]
Uno studente in treno, un biglietto non convalidato, la multa. Papetti: «Nel manuale del controllore manca il capitolo ‘buon senso’»
La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti
mercoledì 4 febbraio 2026di Roberto Papetti

Gentile direttore, sono Nicolò Baldan, uno studente dell’Università di Padova di 19 anni e utilizzo regolarmente il treno per spostarmi. Fino a poco tempo fa ero in possesso di un abbonamento trimestrale, scaduto da poco; in questo periodo, dovendo recarmi a Padova per sostenere alcuni esami, ho continuato a viaggiare acquistando regolarmente i biglietti. La mattina del fatto mi sono recato alla stazione di Padova e, per la prima volta, ho utilizzato i totem elettronici per acquistare un biglietto per uno specifico treno regionale: partenza alle ore 10.10, arrivo a Mira-Mirano alle ore 10.34. L’acquisto è avvenuto alle 9.51, quindi pochi minuti prima della partenza. Ho messo il biglietto in tasca, sono salito sul treno e, durante il viaggio, l’ho mostrato regolarmente al controllore. Con mia sorpresa, mi è stata contestata la mancata convalida del biglietto e mi è stata imposta una multa di 30 euro, nonostante il titolo di viaggio fosse stato regolarmente pagato (3,15 euro). Sul biglietto non risultava indicato il numero del treno acquistato, ma soltanto la tariffa chilometrica di 20 km, corrispondente alla tratta Padova-Mira. Mi è stato spiegato che il biglietto, pur essendo stato acquistato per un treno specifico, doveva comunque essere convalidato tramite un altro dispositivo elettronico, presente solo in stazione e non a bordo del treno. Nel tentativo di rimediare immediatamente alla situazione, ho chiesto se fosse possibile acquistare un nuovo biglietto direttamente a bordo del treno, anche considerando che quello già acquistato non sarebbe stato riutilizzabile. Mi è stato però risposto che la sanzione doveva essere comunque pagata e che, in caso di rifiuto, sarebbe stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per l’identificazione.
Il controllore mi ha fatto notare che sull’ultima riga del biglietto era indicata la dicitura “da convalidare entro quattro ore”. Tuttavia, resta un dubbio difficile da ignorare: chi può immaginare di dover convalidare un biglietto dopo aver scelto e pagato un treno preciso tramite un totem elettronico? E chi può intuire che quel biglietto non sia associato al regionale selezionato? Se vogliamo davvero andare verso un modello di trasporto pubblico più efficace e attrattivo, forse è necessario ripensare l’approccio. Un servizio pubblico dovrebbe tutelare chi acquista il biglietto e sbaglia in buona fede e non trattare allo stesso modo uno studente che paga regolarmente e chi, invece, viaggia sempre senza titolo di viaggio.
Nicolò Baldan
La risposta del direttore del GazzettinoRoberto Papetti
Caro lettore, difficile non condividere la sua riflessione. Il controllore che l’ha multata ha certamente fatto il suo dovere, applicando con rigore il regolamento ed esigendo il pagamento della sanzione prevista. Un comportamento, come si dice, da manuale. Purtroppo però, come talvolta succede, nel manuale su cui si è esercitato il nostro controllore mancava un capitolo fondamentale: quello dedicato al buon senso. E al senso del suo ruolo.
Mi pare evidente, dal suo racconto, che lei non aveva alcuna intenzione di viaggiare gratis e di non pagare il biglietto, tanto è vero che l’aveva regolarmente acquistato. E si è proposto comunque di farlo nuovamente non appena le è stato segnalato l’errore. Non solo: essendo un biglietto chilometrico valido per soli 20km, sarebbe stato ben difficile, data la ridotta distanza, utilizzarlo ulteriormente su un altro treno nell’arco delle 4 ore di validità previste.
Eppure, anche di fronte all’evidenza che non c’era alcuna volontà di truffare la società ferroviaria e di viaggiare a scrocco, non c’è stata alcuna possibilità: il controllore è stato irremovibile. Lei ha sbagliato e deve pagare. Il manuale parla chiaro. Anzi, se si rifiuta di farlo verrà pure identificato dalle forze dell’ordine. Possiamo solo sperare che tanta intransigenza venga applicata anche nei confronti dei tanti abituali frequentatori dei servizi pubblici che il biglietto non si dimenticano mai di vidimarlo. Perché proprio non sanno cosa sia. Non ne hanno mai comprato uno in vita loro.
Ultimo aggiornamento: 11:12
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Uno studente in treno, un biglietto non convalidato, la multa. Papetti: «Nel manuale del controllore manca il capitolo ‘buon senso’»
La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti
mercoledì 4 febbraio 2026di Roberto Papetti

Gentile direttore, sono Nicolò Baldan, uno studente dell’Università di Padova di 19 anni e utilizzo regolarmente il treno per spostarmi. Fino a poco tempo fa ero in possesso di un abbonamento trimestrale, scaduto da poco; in questo periodo, dovendo recarmi a Padova per sostenere alcuni esami, ho continuato a viaggiare acquistando regolarmente i biglietti. La mattina del fatto mi sono recato alla stazione di Padova e, per la prima volta, ho utilizzato i totem elettronici per acquistare un biglietto per uno specifico treno regionale: partenza alle ore 10.10, arrivo a Mira-Mirano alle ore 10.34. L’acquisto è avvenuto alle 9.51, quindi pochi minuti prima della partenza. Ho messo il biglietto in tasca, sono salito sul treno e, durante il viaggio, l’ho mostrato regolarmente al controllore. Con mia sorpresa, mi è stata contestata la mancata convalida del biglietto e mi è stata imposta una multa di 30 euro, nonostante il titolo di viaggio fosse stato regolarmente pagato (3,15 euro). Sul biglietto non risultava indicato il numero del treno acquistato, ma soltanto la tariffa chilometrica di 20 km, corrispondente alla tratta Padova-Mira. Mi è stato spiegato che il biglietto, pur essendo stato acquistato per un treno specifico, doveva comunque essere convalidato tramite un altro dispositivo elettronico, presente solo in stazione e non a bordo del treno. Nel tentativo di rimediare immediatamente alla situazione, ho chiesto se fosse possibile acquistare un nuovo biglietto direttamente a bordo del treno, anche considerando che quello già acquistato non sarebbe stato riutilizzabile. Mi è stato però risposto che la sanzione doveva essere comunque pagata e che, in caso di rifiuto, sarebbe stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per l’identificazione.
Il controllore mi ha fatto notare che sull’ultima riga del biglietto era indicata la dicitura “da convalidare entro quattro ore”. Tuttavia, resta un dubbio difficile da ignorare: chi può immaginare di dover convalidare un biglietto dopo aver scelto e pagato un treno preciso tramite un totem elettronico? E chi può intuire che quel biglietto non sia associato al regionale selezionato? Se vogliamo davvero andare verso un modello di trasporto pubblico più efficace e attrattivo, forse è necessario ripensare l’approccio. Un servizio pubblico dovrebbe tutelare chi acquista il biglietto e sbaglia in buona fede e non trattare allo stesso modo uno studente che paga regolarmente e chi, invece, viaggia sempre senza titolo di viaggio.
Nicolò Baldan
La risposta del direttore del GazzettinoRoberto Papetti
Caro lettore, difficile non condividere la sua riflessione. Il controllore che l’ha multata ha certamente fatto il suo dovere, applicando con rigore il regolamento ed esigendo il pagamento della sanzione prevista. Un comportamento, come si dice, da manuale. Purtroppo però, come talvolta succede, nel manuale su cui si è esercitato il nostro controllore mancava un capitolo fondamentale: quello dedicato al buon senso. E al senso del suo ruolo.
Mi pare evidente, dal suo racconto, che lei non aveva alcuna intenzione di viaggiare gratis e di non pagare il biglietto, tanto è vero che l’aveva regolarmente acquistato. E si è proposto comunque di farlo nuovamente non appena le è stato segnalato l’errore. Non solo: essendo un biglietto chilometrico valido per soli 20km, sarebbe stato ben difficile, data la ridotta distanza, utilizzarlo ulteriormente su un altro treno nell’arco delle 4 ore di validità previste.
Eppure, anche di fronte all’evidenza che non c’era alcuna volontà di truffare la società ferroviaria e di viaggiare a scrocco, non c’è stata alcuna possibilità: il controllore è stato irremovibile. Lei ha sbagliato e deve pagare. Il manuale parla chiaro. Anzi, se si rifiuta di farlo verrà pure identificato dalle forze dell’ordine. Possiamo solo sperare che tanta intransigenza venga applicata anche nei confronti dei tanti abituali frequentatori dei servizi pubblici che il biglietto non si dimenticano mai di vidimarlo. Perché proprio non sanno cosa sia. Non ne hanno mai comprato uno in vita loro.
Ultimo aggiornamento: 11:12
© RIPRODUZIONE RISERVATA
[analyse_source url=”http://ilgazzettino.it/lettere_al_direttore/nicolo_baldan_studente_treno_biglietto_non_convalidato_multa_papetti_controllore_buon_senso-9337965.html”]











