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Garlasco, niente incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi: la decisione del gip
La giudice ha respinto l’istanza spiegando che manca il presupposto che un’eventuale perizia “terza” sui pc, se venisse effettuata nel processo, richiederebbe più di 60 giorni per le analisi

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Non ci sarà nessun incidente probatorio per effettuare verifiche sui computer di Alberto Stasi e di Chiara Poggi. Questa la decisione del gip di Pavia. Nel provvedimento, da quanto si è saputo, la giudice fa presente che quelle analisi – richieste dai legali del 37enne – sono già oggetto di una consulenza nelle indagini della Procura, compresi gli accertamenti sul pc di Stasi e in particolare sulla sera del 12 agosto, il giorno prima del delitto. Analisi dei consulenti dei pm, poi, sono state disposte anche sul pc di Chiara. La giudice ha respinto l’istanza spiegando che manca il presupposto che un’eventuale perizia ‘terza’ sui pc, se venisse effettuata nel processo, richiederebbe più di 60 giorni per le analisi. Presupposto tecnico procedurale per il quale possono essere disposti gli incidenti probatori in fase di indagini.
L’ordinanza
Nell’ordinanza viene spiegato che la Procura di Pavia, lo scorso 20 gennaio, ha dato incarico al proprio consulente di effettuare accertamenti informatici anche sulla copia forense del pc di Stasi, in relazione alla sera del 12 agosto 2007.
Oltre che su quella del pc di Chiara. Lo stesso consulente tecnico dei pm ha fatto sapere che l’attività di analisi sulle due copie forensi non supera i 60 giorni. E la gip ha deciso di respingere l’istanza difensiva per la carenza del presupposto che quell’accertamento peritale bloccherebbe un processo per più di due mesi. Nei giorni scorsi gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, avevano dato conto di una loro consulenza sul pc di Stasi «dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara», quando il fidanzato si allontanò per una decina di minuti, «aveva fatto accesso proprio alla cartella» in cui l’ex bocconiano aveva «catalogato, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca». Un esito inedito, secondo i legali, per loro legato al movente dell’omicidio.
«Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia», hanno risposto gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis. E hanno spiegato che puntano ad estendere «l’analisi forense», ossia le loro consulenze, «al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse». Se un incidente probatorio «deve essere promosso alla luce delle nuove indagini» su Sempio, hanno proseguito, «è proprio su questo computer» che va fatto «e non certo su quello di Stasi». L’ipotesi al vaglio nelle nuove indagini è che qualcuno possa aver visto un filmato intimo dei due giovani sul pc della studentessa. La difesa di Sempio, dal canto suo, coi legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, è interessata al fatto che possano venire fuori dagli accertamenti informatici elementi sul movente di Stasi o che rafforzino l’assenza di responsabilità del 37enne. Dal provvedimento del gip risulta che i pm hanno disposto le analisi su entrambi i pc.
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