Garlasco, «Chiara Poggi trovò i file porno di Stasi la sera prima del delitto»: le 7mila foto nella cartella militare, ecco cosa vide….

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Garlasco, «Chiara Poggi trovò i file porno di Stasi la sera prima del delitto»: le 7mila foto nella cartella “militare”, ecco cosa vide. Le nuove analisi della famiglia della vittima

Negli ultimi giorni c’è chi ha sostenuto invece che la vittima lavorò alla tesi dell’allora fidanzato

Garlasco, «Chiara Poggi trovò i file porno di Stasi la sera prima del delitto»: le 7mila foto nella cartella "militare", ecco cosa vide. Le nuove analisi della famiglia della vittima
di Claudia Guasco
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venerdì 16 gennaio 2026, 13:30 – Ultimo aggiornamento: 19 gennaio, 16:51
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Il movente è uno dei punti cruciali dell’omicidio di Chiara Poggi. E sulla presunta lite tra la vittima e Alberto Stasi, condannato a sedici anni, per le foto hard trovate sul computer del fidanzato è da sempre battaglia tra le parti. Che prosegue con l’ultimo «ulteriore approfondimento informatico» svolto dai legali della famiglia Poggi, «dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara ha fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati – per genere – i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca». Una risposta alle ricostruzioni su cui si è insistito negli ultimi giorni, in base alle quali la ragazza avrebbe lavorato solo alla tesi del fidanzato, senza imbattersi in immagini compromettenti.

Incidente probatorio

A ribadire invece l’ipotesi che Chiara abbia visionato quelle cartelle sono le analisi sulle copie forensi del computer effettuate con nuovi software, rivelano gli avvocati Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni. «Secondo quanto evidenziato da più parti, l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale a una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi.

Come abbiamo più volte denunciato si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione», la premessa dei legali. «Per questo motivo abbiamo ritenuto di fare chiarezza anche sulle false notizie diffuse in questi mesi sollecitando un ulteriore approfondimento informatico, dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi» nella quale erano stati raggruppati file a contenuto pornografico. «Qualora la Procura di Pavia lo riterrà opportuno, questo dato potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante apposito incidente probatorio, come già successo per l’Estathè rinvenuto sulla scena del delitto e risultato a sua volta riferibile ad Alberto Stasi». Concludono gli avvocati: «Da parte nostra continueremo ad approfondire celermente ogni ulteriore elemento utile ad una ricostruzione ancor più dettagliata dei fatti, nell’interesse della verità e della giustizia».

I file

I dati del pc dell’allora fidanzato erano già disponibili nel processo di Appello bis del 2014, quando i consulenti della Procura di Milano riuscirono a decodificare quei minuti cruciali di attività al computer. Scrivono i giudici nelle motivazioni di condanna: «È poi emerso che tutti i giorni Stasi, prima di applicarsi alla stesura della tesi, visionava immagini pornografiche secondo un copione piuttosto ripetitivo. Anche tali abitudini avrebbero potuto suscitare domande, o provocare discussioni, anche con una fidanzata di “larghe vedute”». Dalla perizia super partes degli informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti, incaricati di analizzare i dispositivi elettronici nel processo di primo grado del 2009 che finì con l’assoluzione del ragazzo, è emerso che la sera del 12 agosto 2007, Chiara ha lavorato al pc del fidanzato tra le 22.09 e le 22.14, tuttavia senza mai aprire i file pornografici contenuti in una sottocartella chiamata «militare». Secondo i due esperti Roberto Porta e Daniele Occhetti, mentre Stasi tornava a casa per accudire il cane, la vittima ha inserito nel pc una chiavetta usb, ha trasferito 287 foto della vacanza a Londra e ne ha visionate alcune, comprese innocue immagini di un cagnolino. Nei cinque minuti successivi, affermano, non ci sono tracce tecniche che dimostrino l’apertura dei file compromettenti.

Il deposito ai pm

Ora nel nuovo «approfondimento informatico» effettuato dai consulenti della famiglia Poggi, tra cui Paolo Reale, sono stati usati «dei programmi nuovi, dei nuovi software, che hanno consentito, attraverso le analisi sulla copia forense» del pc di Alberto Stasi, «di acquisire un dato di assoluta certezza», ossia che, quando lui si allontanò «quella sera» del 12 agosto 2007 «per 10 minuti», Chiara «aprì quella cartella chiamata “militare” coi file pornografici catalogati» dall’ex bocconiano, spiega l’avvocato Tizzoni. Come riferisce, è sempre «rimasto un dubbio» sul fatto che la studentessa avesse aperto quella cartella, con «settemila foto catalogate per generi e anche immagini amatoriali realizzate da Stasi». Adesso con le nuove analisi informatiche dei consulenti Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, si è acquisita «la certezza» che Chiara abbia potuto vedere quella sera, prima di essere uccisa, «l’anteprima» di quelle immagini, mentre nel corso dei processi a carico di Stasi era sempre stato «un tema controverso». Questa nuova consulenza sarà depositata ai pm di Pavia, che hanno riaperto le indagini su Andrea Sempio, quindi i legali dei Poggi chiederanno alla Procura che proponga istanza al gip di incidente probatorio per effettuare, con un perito terzo, quelle stesse analisi sul materiale informatico e cristallizzarle come prova.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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