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Il momento emozionante dell’accensione del braciere
Monza, 4 febbraio 2026 – Quando la fiamma ha toccato il braciere, in piazza Trento e Trieste, Monza si è fermata per un istante. Poi è esplosa in un a pplauso liberatorio. Migliaia di persone, strette attorno al palco, hanno salutato l’accensione del fuoco olimpico come un momento storico, capace di trasformare una sera di pioggia in una festa collettiva.
A compiere il gesto simbolico, oggi, sono stati tre campioni legati a questo territorio: Igor Cassina, di Meda, oro alla sbarra ad Atene 2004; Arianna Errigo, nata a Monza e portabandiera azzurra a Parigi 2024; Marta Pagnini, ginnasta ritmica, toscana ma monzese d’adozione. Insieme hanno acceso il braciere, scatenando l’urlo incontenibile della folla.
I ragazzi di Pizzaut
“Un’emozione unica, state rendendo magico questo momento”, le parole di Cassina. “Sono nata qui e qui sono salita per la prima volta su una pedana”, aggiunge Errigo, visibilmente emozionata. “Monza è nel mio cuore”, confessa Pagnini. Per arrivare a quell’istante, la fiamma aveva attraversato quattro chilometri di città, partita alle 18.42 da Lissone. Diciassette tedofori si sono alternati lungo un percorso simbolico: da via Boito alla Villa Reale al centro storico, passando per vie sempre gremite. Alla Reggia, Nico Acampora e i ragazzi di PizzAuthanno portato un messaggio di inclusione, tra i momenti più intensi del pomeriggio.
Una pagina di storia
Il testimone è poi passato a due leggende: il caratese Filippo Tortu, campione olimpico nella staffetta, e il monzese Gianni Bugno, icona del ciclismo mondiale, hanno attraversato viale Regina Margherita. In piazza Duomo, tremila bandierine hanno accompagnato l’attesa, nonostante la pioggia. Intanto, il villaggio olimpico animava piazza Trento e Trieste con installazioni, giochi e tecnologia di Coca Cola, Eni e Powerade.
Sul palco, atleti e istituzioni hanno sottolineato il valore educativo dello sport. L’assessora allo Sport Viviana Guidetti ha ricordato il coinvolgimento di scuole e associazioni. Alle 20.15, gli ultimi passi dei tedofori sono apparsi sul maxischermo. Poi la fiamma è diventata fuoco. Non solo una tappa verso Milano-Cortina 2026, ma una pagina di storia monzese.
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