Garlasco, «Chiara Poggi aggredita in cucina, Stasi era lì»: i consulenti della famiglia Poggi riscrivono la dinamica dell’omicidio. La…

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Garlasco, «Chiara Poggi aggredita in cucina, Stasi era lì»: i consulenti della famiglia Poggi riscrivono la dinamica dell’omicidio. La prova nel Dna sulla cannuccia

A ridisegnare «l’azione omicidiaria» sono i consulenti della famiglia Poggi che hanno ultimato una serie di accertamenti nella villetta

Garlasco, «Chiara Poggi aggredita in cucina, Stasi era lì»: i consulenti della famiglia Poggi riscrivono la dinamica dell'omicidio. La prova nel Dna sulla cannuccia
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martedì 13 gennaio 2026, 07:53 – Ultimo aggiornamento: 14 gennaio, 09:33
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Chiara Poggi sarebbe stata aggredita in cucina e non all’ingresso della villetta di Garlasco, come invece sostenuto fino ad oggi. Proprio lì, dove nella spazzatura dell’ultima colazione della giovane vittima è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi.  A ridisegnare «l’azione omicidiaria» sono i consulenti della famiglia Poggi che hanno ultimato una serie di accertamenti nella villetta di via Pascoli. Lo scrive il Corriere della Sera. 

La nuova dinamica dell’omicidio

I periti hanno ricostruito la possibile dinamica del delitto. «Per noi — spiega Redaelli — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi». È proprio questo lo spunto da cui muove la strategia del pool difensivo dei Poggi che non crede all’ipotesi di un colpevole diverso dal fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva a 16 anni.

L’avvocato Gian Luigi Tizzoni non ha mai fatto mistero nel ritenere che la nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio non porti da nessuna parte. 

La spazzatura

E’ stata proprio la nuova inchiesta di Pavia a offrire un nuovo indizio che li ha spinti a riesaminare la scena del crimine. Nel corso dell’incidente probatorio è stata esaminata anche la spazzatura in casa Poggi mai analizzata prima. Ed è così salato fuori il Dna di Alberto Stasi sulla cannuccia dell’Estathé. «Se i giudici che lo hanno condannato a suo tempo avessero avuto quel Dna avrebbero potuto produrre una motivazione ancora più forte alla condanna», chiosa Redaelli.

Le Iene condannate per diffamazione

Intanto è di ieri la notizia che l’autore Riccardo Festinese e il giornalista Alessandro De Giuseppe sono stati condannati in primo grado per diffamazione nei confronti della famiglia Cappa, parenti di Chiara Poggi, per un servizio del programma “Le Iene”, andato in onda nel maggio 2022. La condanna risale a fine ottobre ma la notizia è emersa solo domaneica sera quando il programma di Mediaset è tornato a parlare del caso Garlasco con due «testimonianze completamente nuove»  che riaccendono i riflettori sul ruolo della cugina e della zia di Chiara Poggi.

I due nuovi testimoni

Due «testimonianze completamente nuove», mai raccolte prima, di una donna e un uomo che non si conoscono ma che sostengono di aver assistito direttamente a al passaggio di Mariarosa Cappa, in un caso, e di una delle figlie, nell’altro, la mattina del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco (Pavia). Due testimonianze che – se veritiere e confermate – potrebbero dare sostanza alla testimonianza dell’operaio Marco Muschitta, che aveva detto di aver visto uscire, quella mattina, da via Pascoli, dove si trova la casa dei Poggi, una ragazza bionda in bici. Deposizione che poi era stata dichiarata inattendibile dagli inquirenti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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