Garlasco, nuove analisi sugli oggetti indossati da Chiara Poggi: dal braccialetto alla catenina riscontri ritenuti rilevanti

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Garlasco, nuove analisi sugli oggetti indossati da Chiara Poggi: dal braccialetto alla catenina riscontri ritenuti rilevanti

Garlasco, nuove analisi sugli oggetti indossati da Chiara Poggi: dal braccialetto alla catenina riscontri ritenuti rilevanti
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sabato 10 gennaio 2026, 10:03

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Dopo quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua ad aessere al centro delle cronache italiane. Sono state infatti completate le nuove analisi sugli oggetti che la giovane indossava la mattina del 13 agosto 2007, e secondo i consulenti della famiglia sarebbero emersi riscontri ritenuti rilevanti.

Gli oggetti che indossava Chiara

Al centro degli accertamenti ci sono gioielli e accessori personali: una catenina con ciondolo a forma di dente di squalo, alcuni braccialetti — uno con inciso il nome “Chiara” —, un orologio, una cavigliera e gli orecchini. Uno di questi era ancora al lobo quando il corpo venne ritrovato sulle scale della villetta, l’altro fu rinvenuto sulla scena del delitto, probabilmente perso durante l’aggressione.

Parte di questi reperti era già stata esaminata nel 2007 dai carabinieri del RIS di Parma, ma non tutti furono sottoposti a prelievi o analisi approfondite. Alcuni oggetti, pur presentando tracce, non vennero mai realmente studiati. Ora, per la prima volta, l’intero lotto è stato analizzato nell’ambito di una consulenza tecnica richiesta dalla famiglia Poggi.

A confermare la chiusura delle verifiche è Dario Redaelli, esperto di analisi della scena del crimine e consulente dei familiari che ha commentato così a Fanpage: «Le analisi sono terminate e abbiamo ottenuto i riscontri che stavamo cercando. ». I risultati, spiega, potranno essere utilizzati in un’eventuale richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, affinché i giudici possano valutare anche questi nuovi dati.

Redaelli chiarisce inoltre che il lavoro svolto non è collegato ad altre piste investigative emerse negli ultimi mesi: l’obiettivo è esclusivamente la possibile riapertura del procedimento a carico di Stasi.

I dettagli degli accertamenti non vengono resi noti, ma il consulente ribadisce che spetterà a un giudice stabilire la reale portata degli elementi raccolti.

Gli oggetti analizzati sono stati conservati per anni e restituiti alla famiglia Poggi nel 2010, in condizioni integre. Come ricordato dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni in una intervista all’Agi: «Stiamo facendo molte cose tra le quali anche analizzare gli oggetti restituiti nel 2010 ai familiari. I giudici del primo processo d’appello all’epoca ce li negarono». Oggi, però, quei reperti tornano al centro dell’attenzione.

Il lavoro dei consulenti non si ferma qui. Parallelamente proseguono anche altri accertamenti, tra cui quelli sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, segno che la strategia difensiva dei familiari si muove su più livelli. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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