Oliva:se gli scontri di torino offendono la coscienza civile,la fretta nel dare una risposta offende

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meloni schlein scontri torino 12

“SE GLI SCONTRI DI TORINO OFFENDONO LA COSCIENZA CIVILE, LA FRETTA NEL DARE UNA RISPOSTA LEGISLATIVA OFFENDE IL BUON SENSO” – GIANNI OLIVA: “LA SICUREZZA È OSTAGGIO DELLA COMUNICAZIONE POLITICA, CON IL “BUONISMO” DILATORIO DELLA SINISTRA E L’ESIBIZIONE MUSCOLARE DELLA DESTRA: IL RISULTATO È CHE LE PERIFERIE, LE STAZIONI, GLI AUTOBUS ERANO INSICURI AI TEMPI DEI “BUONI” TANTO QUANTO SONO INSICURI OGGI NEL TEMPO DEI “DURI” – LA LEGISLAZIONE NON PUÒ AFFIDARSI ALLA FRENESIA CREATIVA DI QUALCHE FUNZIONARIO MINISTERIALE, E IL CONFRONTO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SU TEMI SENSIBILI…”

 

Gianni Oliva per la Stampa – Estratti

 

SCONTRI DI TORINO MELONI SCHLEIN

Siamo tutti sconcertati per i video sugli scontri di Torino, tutti convinti che non reggano né i riferimenti storici agli anni Settanta, né il ricorso a “coperture” pseudoideologiche. Queste violenze teppistiche (con la stessa matrice, e forse con gli stessi protagonisti, del letame negli uffici de La Stampa) vanno fermate prima che un poliziotto venga ucciso a sprangate o, all’opposto, prima che qualcuno inventi un reparto speciale dal grilletto facile. 

 

 

(…)

 

Ma la legislazione non può affidarsi alla frenesia creativa di qualche funzionario ministeriale, soprattutto quando si muove sul crinale stretto tra costituzionalità e incostituzionalità: e il confronto tra maggioranza e opposizione su temi tanto sensibili non può risolversi in una seduta parlamentare dai tempi contingentati.

 

scontri al corteo di askatasuna a torino

Se gli scontri del quartiere Vanchiglia offendono la coscienza civile, la fretta nel dare una risposta legislativa offende il buon senso. La sicurezza è da troppo tempo ostaggio della comunicazione politica, con il “buonismo” dilatorio della Sinistra e l’esibizione muscolare della Destra: il risultato è che le periferie, le stazioni, gli autobus erano insicuri ai tempi dei “buoni” tanto quanto sono insicuri oggi nel tempo dei “duri”.

 

Gianni Oliva

Il dibattito di questi giorni fa capire perché: l’accelerazione imposta dal governo sull’approvazione di nuovi pacchetti è il coriandolo propagandistico di chi scambia l’inasprimento delle pene (che non serve) con la certezza delle pene (che servirebbe eccome); l’invito ad una presa di posizione unitaria tra maggioranza e opposizione (del tutto auspicabile) è l’esca per suscitare un rifiuto su cui marciare nella polemica; la distinzione tra le decine di migliaia di manifestanti pacifici e le devastazioni di una minoranza incappucciata (a sua volta del tutto evidente) è usata da qualcuno come alibi per eludere il problema.

 

Una classe dirigente matura, in un contesto come questo, chiederebbe ad un gruppo di giuristi e costituzionalisti di elaborare un progetto organico, poi si confronterebbe sul piano politico, troverebbe una sintesi unitaria e offrirebbe ai cittadini una risposta esauriente. Così, invece, si offriranno gli alibi dei muscoli o del garantismo, con un testo approssimativo che partirà azzoppato ma potrà riempire i giornali di dichiarazioni al veleno. È un modo per esaltare la curva Sud del rispettivo elettorato, non per risolvere le vergogne della guerriglia urbana.

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 8torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 21torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 20Gianni Olivatorino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 23torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 9torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 22scontri al corteo di askatasuna a torino

 

Gianni Oliva per la Stampa – Estratti

 

SCONTRI DI TORINO MELONI SCHLEIN

Siamo tutti sconcertati per i video sugli scontri di Torino, tutti convinti che non reggano né i riferimenti storici agli anni Settanta, né il ricorso a “coperture” pseudoideologiche. Queste violenze teppistiche (con la stessa matrice, e forse con gli stessi protagonisti, del letame negli uffici de La Stampa) vanno fermate prima che un poliziotto venga ucciso a sprangate o, all’opposto, prima che qualcuno inventi un reparto speciale dal grilletto facile. 

 

 

(…)

 

Ma la legislazione non può affidarsi alla frenesia creativa di qualche funzionario ministeriale, soprattutto quando si muove sul crinale stretto tra costituzionalità e incostituzionalità: e il confronto tra maggioranza e opposizione su temi tanto sensibili non può risolversi in una seduta parlamentare dai tempi contingentati.

 

scontri al corteo di askatasuna a torino

Se gli scontri del quartiere Vanchiglia offendono la coscienza civile, la fretta nel dare una risposta legislativa offende il buon senso. La sicurezza è da troppo tempo ostaggio della comunicazione politica, con il “buonismo” dilatorio della Sinistra e l’esibizione muscolare della Destra: il risultato è che le periferie, le stazioni, gli autobus erano insicuri ai tempi dei “buoni” tanto quanto sono insicuri oggi nel tempo dei “duri”.

 

Gianni Oliva

Il dibattito di questi giorni fa capire perché: l’accelerazione imposta dal governo sull’approvazione di nuovi pacchetti è il coriandolo propagandistico di chi scambia l’inasprimento delle pene (che non serve) con la certezza delle pene (che servirebbe eccome); l’invito ad una presa di posizione unitaria tra maggioranza e opposizione (del tutto auspicabile) è l’esca per suscitare un rifiuto su cui marciare nella polemica; la distinzione tra le decine di migliaia di manifestanti pacifici e le devastazioni di una minoranza incappucciata (a sua volta del tutto evidente) è usata da qualcuno come alibi per eludere il problema.

 

Una classe dirigente matura, in un contesto come questo, chiederebbe ad un gruppo di giuristi e costituzionalisti di elaborare un progetto organico, poi si confronterebbe sul piano politico, troverebbe una sintesi unitaria e offrirebbe ai cittadini una risposta esauriente. Così, invece, si offriranno gli alibi dei muscoli o del garantismo, con un testo approssimativo che partirà azzoppato ma potrà riempire i giornali di dichiarazioni al veleno. È un modo per esaltare la curva Sud del rispettivo elettorato, non per risolvere le vergogne della guerriglia urbana.

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 8torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 21torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 20Gianni Olivatorino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 23torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 9torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 22scontri al corteo di askatasuna a torino

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT – SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON “ICE” E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E’ AGGIUNTA LA RIMONTA DEL “NO” AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E’ MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI – COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE “LA STAMPA” E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? – RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL’ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT – CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L’AFFRESCO DELL’ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO – LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D’AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO – CHI HA PAGATO L’EX MILITANTE DELL’MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL “RITOCCO” MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI “SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI”. QUALI? – IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D’AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO…

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT – IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” – FORSE LA RISPOSTA ALL’”HARAKIRI CATODICO” DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN’INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO – DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” – “REPORT” TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL’EREDITA’ DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA…

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E’ UN PO’ SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE – IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A “DRITTO E ROVESCIO” CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT – CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER “ECCEZIONALE”, “FANTASTICA”, “PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE “BELLISSIMA”? – BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? – CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI – CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ”CRIMINALITÀ” DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ”NO” ALL’UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN “NO” AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP… 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

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