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America’s Cup 2027, 15mila assunti per il grande evento: «È sprint nei cantieri»
La messa in posa della scogliera è iniziata a fine novembre e già è li al suo posto

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4 febbraio, 08:46
Il vento spazza con fredde folate l’area del cantiere dell’America’s Cup sulla colmata a mare. Tanto che salsedine e polvere si appiccicano addosso. Ma il vento agita anche il mare che fa affiorare la scogliera a protezione dell’area dove verranno montati gli hangar per le barche della Coppa America di vela e da dove poi verranno calate nel golfo di Bagnoli.
La messa in posa della scogliera è iniziata a fine novembre e già è li al suo posto. Di fronte al pezzo di colmata, quello centrale, dove ci sarà la base operativa dei team. Trecento gli operai al lavoro, cinque le gru in azione, poi escavatori, pale meccaniche e una movimentazione di camion che scaricano materiale al ritmo di 2500 tonnellate al giorno. Insomma, Bagnoli è tutto un rincorrersi di cose e di uomini che si muovono in tuta gialla e casco bianco. Rispetto al sopralluogo aperto alla stampa di inizio anno è già tutto cambiato e sono passate appena cinque settimane. Le opere sono quelle ampiamente previste e annunciate con annesso cronoprogramma. Il Mattino ieri è entrato nell’area del cantiere dove stanno tutti con la clessidra in mano perché il tempo è prezioso ed è scattato il conto alla rovescia: in estate arriveranno i primi equipaggi e tutto dovrà essere pronto.
C’è un cronoprogramma per le opere pedissequamente da seguire al minuto. E ci sono gli studi di quanto può valere la Coppa America per Napoli. Diego Nepi Molinares – direttore generale di “Sport e Salute” società del Mef – ha valutato in termini di Pil per Napoli un incremento pari a 1,2 miliardi. «Più di quanto fatto a Barcellona». Significa posti di lavoro che si valutano in 15mila tra indotto o direttamente collegati alla Coppa America. Del resto, il team di Emirates New Zealand detentore del trofeo esattamente a marzo dell’anno scorso già cercava professionisti qualificati per implementare i loro staff. Cercavano e cercano a Napoli ingegneri meccatronici e offrono stipendi che vanno dai 38mila agli 80mila euro l’anno. L’annuncio fu messo su Linkedin piattaforma web specializzata nell’accogliere le richieste e le offerte di lavoro. I meccatronici, per la cronaca, si occupano di progettazione, realizzazione e installazione di sistemi che combinano meccanica, elettronica e informatica. La competizione velica porterà i città nel 2027 quando ci saranno le regate per il trofeo nel Golfo almeno un milione e mezzo di turisti che alimenteranno il mercato del lavoro nell’accoglienza e nella ristorazione oltre che per la logistica, sicurezza, trasporti e servizi locali. Quindi una manifestazione che porterò posti di lavoro temporanei ma la stima è che almeno 2000 nuovi occupati resteranno in questi settori in maniera permanente.
Le opere
La scogliera affiorata a pelo d’acqua è il fronte primario per bloccare le mareggiate sarà rinforzata con 7000 scogli fabbricati in loco. Sulla colmata già ne sono accatastati qualche migliaio. Si fabbricano sempre a Bagnoli. Ci sono dei cassoni che vengono riempiti di cemento al ritmo di 60 al giorno, di notte si consolidano e poi vengono messi a mare o a deposito. E hanno una particolarità: hanno delle canalature dove il mare vi entra ed esce. Una misura per consentire alla fauna marina, cioè ai pesci, di poter comunque fruire di quello specchio acqueo e colonizzarlo attraversando le canalature. Di fianco al pontile in via di demolizione, quello centrale è stata creata una piattaforma dove le navi che dragano i fondali appoggiano le sabbie inquinate che stanno sotto al mare. Da li poi vengono spostate di qualche centinaio di metri apposite vasche di per lavarlo e depurarlo da eventuali agenti inquinanti. La sostanza è che le opere di risanamento del mare e degli arenili sono state anticipate di 4 anni. Una buona notizia perché nel 2028 – quando la Coppa America lascerà Napoli – quel pezzo di arenile e di mare sarà a disposizione dei napoletani.
America’s Cup, Napoli piace attesi altri tre team: c’è anche l’Australia
La sicurezza
Intanto il Prefetto Michele di Bari su Bagnoli ha convocato una riunione a Palazzo di governo dove hanno partecipato rappresentanti di alcune associazioni preoccupate dei lavori che si stanno facendo a Bagnoli. Anche ieri – erano tra i 12 e i 15 – hanno manifestato a piazza Bagnoli. «Penso – dice il Prefetto – che ci possa essere una cabina di regia nella quale possano intervenire i cittadini per una serie di questioni che possano essere anche sviluppate con suggerimenti che vengono dal territorio». Alla riunione, oltre alle associazioni presenti anche Dino Falconio sub commissario di Bagnoli e la vicesindaca Laura Lieto. Il Prefetto dunque arbitro terzo di di un tavolo che sarà riconvocato. Nella consapevolezza «che il sindaco Manfredi – dice Di Bari – è sempre pronto all’ascolto». Una delle questioni è «Il rumoroso passaggio – dice il Prefetto – di camion di notte per allestire la zona dell’America’s Cup e sarà oggetto di approfondimento perché in effetti vengono dal territorio lamentele».
America’s Cup 2027, 15mila assunti per il grande evento: «È sprint nei cantieri»
La messa in posa della scogliera è iniziata a fine novembre e già è li al suo posto

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Il vento spazza con fredde folate l’area del cantiere dell’America’s Cup sulla colmata a mare. Tanto che salsedine e polvere si appiccicano addosso. Ma il vento agita anche il mare che fa affiorare la scogliera a protezione dell’area dove verranno montati gli hangar per le barche della Coppa America di vela e da dove poi verranno calate nel golfo di Bagnoli.
La messa in posa della scogliera è iniziata a fine novembre e già è li al suo posto. Di fronte al pezzo di colmata, quello centrale, dove ci sarà la base operativa dei team. Trecento gli operai al lavoro, cinque le gru in azione, poi escavatori, pale meccaniche e una movimentazione di camion che scaricano materiale al ritmo di 2500 tonnellate al giorno. Insomma, Bagnoli è tutto un rincorrersi di cose e di uomini che si muovono in tuta gialla e casco bianco. Rispetto al sopralluogo aperto alla stampa di inizio anno è già tutto cambiato e sono passate appena cinque settimane. Le opere sono quelle ampiamente previste e annunciate con annesso cronoprogramma. Il Mattino ieri è entrato nell’area del cantiere dove stanno tutti con la clessidra in mano perché il tempo è prezioso ed è scattato il conto alla rovescia: in estate arriveranno i primi equipaggi e tutto dovrà essere pronto.
C’è un cronoprogramma per le opere pedissequamente da seguire al minuto. E ci sono gli studi di quanto può valere la Coppa America per Napoli. Diego Nepi Molinares – direttore generale di “Sport e Salute” società del Mef – ha valutato in termini di Pil per Napoli un incremento pari a 1,2 miliardi. «Più di quanto fatto a Barcellona». Significa posti di lavoro che si valutano in 15mila tra indotto o direttamente collegati alla Coppa America. Del resto, il team di Emirates New Zealand detentore del trofeo esattamente a marzo dell’anno scorso già cercava professionisti qualificati per implementare i loro staff. Cercavano e cercano a Napoli ingegneri meccatronici e offrono stipendi che vanno dai 38mila agli 80mila euro l’anno. L’annuncio fu messo su Linkedin piattaforma web specializzata nell’accogliere le richieste e le offerte di lavoro. I meccatronici, per la cronaca, si occupano di progettazione, realizzazione e installazione di sistemi che combinano meccanica, elettronica e informatica. La competizione velica porterà i città nel 2027 quando ci saranno le regate per il trofeo nel Golfo almeno un milione e mezzo di turisti che alimenteranno il mercato del lavoro nell’accoglienza e nella ristorazione oltre che per la logistica, sicurezza, trasporti e servizi locali. Quindi una manifestazione che porterò posti di lavoro temporanei ma la stima è che almeno 2000 nuovi occupati resteranno in questi settori in maniera permanente.
Le opere
La scogliera affiorata a pelo d’acqua è il fronte primario per bloccare le mareggiate sarà rinforzata con 7000 scogli fabbricati in loco. Sulla colmata già ne sono accatastati qualche migliaio. Si fabbricano sempre a Bagnoli. Ci sono dei cassoni che vengono riempiti di cemento al ritmo di 60 al giorno, di notte si consolidano e poi vengono messi a mare o a deposito. E hanno una particolarità: hanno delle canalature dove il mare vi entra ed esce. Una misura per consentire alla fauna marina, cioè ai pesci, di poter comunque fruire di quello specchio acqueo e colonizzarlo attraversando le canalature. Di fianco al pontile in via di demolizione, quello centrale è stata creata una piattaforma dove le navi che dragano i fondali appoggiano le sabbie inquinate che stanno sotto al mare. Da li poi vengono spostate di qualche centinaio di metri apposite vasche di per lavarlo e depurarlo da eventuali agenti inquinanti. La sostanza è che le opere di risanamento del mare e degli arenili sono state anticipate di 4 anni. Una buona notizia perché nel 2028 – quando la Coppa America lascerà Napoli – quel pezzo di arenile e di mare sarà a disposizione dei napoletani.
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La sicurezza
Intanto il Prefetto Michele di Bari su Bagnoli ha convocato una riunione a Palazzo di governo dove hanno partecipato rappresentanti di alcune associazioni preoccupate dei lavori che si stanno facendo a Bagnoli. Anche ieri – erano tra i 12 e i 15 – hanno manifestato a piazza Bagnoli. «Penso – dice il Prefetto – che ci possa essere una cabina di regia nella quale possano intervenire i cittadini per una serie di questioni che possano essere anche sviluppate con suggerimenti che vengono dal territorio». Alla riunione, oltre alle associazioni presenti anche Dino Falconio sub commissario di Bagnoli e la vicesindaca Laura Lieto. Il Prefetto dunque arbitro terzo di di un tavolo che sarà riconvocato. Nella consapevolezza «che il sindaco Manfredi – dice Di Bari – è sempre pronto all’ascolto». Una delle questioni è «Il rumoroso passaggio – dice il Prefetto – di camion di notte per allestire la zona dell’America’s Cup e sarà oggetto di approfondimento perché in effetti vengono dal territorio lamentele».
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