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Una luce accesa da 90 anni su libri, giornali e rotocalchi: «Gioiello salvato da Croce»
A Palazzo vaccaro dal 1936 le raccolte custodiscono un patrimonio di memoria collettiva

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«A Napoli c’è, nel Palazzo delle Poste, una Emeroteca assai ben fornita , che rese anche a me buoni servizi quando scrissi la mia Storia d’Italia dopo il 1871. Era sussidiata dal Ministero dell’Istruzione, ma dal 1949 non riceve nulla, e per ciò languisce. Ti prego vivamente di accogliere la preghiera per questo intervento benefico». Firmato Benedetto Croce . Era l’ottobre del 1951, il destinatario della «preghiera» era il capo dello Stato, nonché amico di lunga data di Croce, Luigi Einaudi. La risposta non si fece attendere, arrivò solo una settimana dopo: Einaudi informò Croce che il Ministero aveva disposto un «sussidio straordinario» di 200mila lire cui se ne aggiunsero altrettante per «l’acquisto di materiale librario». Nella storia millenaria di Napoli, l’Emeroteca Tucci occupa gli ultimi 120 anni.
Un tesoro napoletano
A settembre, saranno 90 anni che l’istituzione voluta dai giornalisti corrispondenti nel 1907 occupa il Palazzo delle Poste progettato dall’architetto bolognese Giuseppe Vaccaro , inaugurato dal fascismo il 30 settembre del 1936.
Tucci, Sos emeroteca intellettuali in campo: «Perla da proteggere»
L’attuale sede dell’Emeroteca nacque allora, trasferita dalla precedente sede di Palazzo Gravina. Nella giornata dell’inaugurazione, a fare gli onori di casa al ministro Antonio Stefano Benni fu il segretario del Sindacato interprovinciale dei giornalisti, Luigi Silvio Amoroso. E scriveva «il Mattino»: «Il segretario ha fatto da guida nella preziosa emeroteca, unica in Italia». Parole non casuali, già 90 anni fa: «preziosa emeroteca, unica in Italia».
Tra le perle della nostra città, c’è anche l’Emeroteca. All’inaugurazione della nuova sede a Palazzo Vaccaro, le erano stati già destinati «cinque saloni vastissimi arredati con gusto d’arte» scriveva Carlo Claverini, cronista del Mattino. Nel tempo, però, frequenti gli assalti alla sede ei tagli dei fondi pubblici a un’istituzione che ha quasi cinquantamila libri, tra cui preziosi cinquecentine e testi rarissimi, ma anche trecentomila volumi di periodici, introvabili altrove, a partire da collezioni del 1648. Nel 2001, la Regione sospese i finanziamenti, poi ripristinati dal presidente Vincenzo De Luca 10 anni fa. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi De Magistris ipotizzò un dimezzamento dei già miseri diecimila euro annuali, poi scongiurato. Ci volle l’intervento dell’allora ministro Walter Veltroni, poi, per evitare la sottrazione degli allora 14 dipendenti delle Poste applicate all’Emeroteca, oggi ridotto a uno solo. E 25 anni fa, una paventata vendita di Palazzo Vaccaro mise a rischio la sede dell’Emeroteca. Fu scongiurata. Oggi, la Società delle Poste pensa a un contratto di comodato d’uso, ipotizzando un possibile sfratto futuro. Da anni visite guidate di scuole e istituzioni, impegno di ricerca con ben 36 pubblicazioni storiche, disponibilità di documenti e libri rari, giornali consultabili da studiosi e ricercatori, acquisizione di libri e documenti di grande valore storico: un’istituzione preziosa, tutta napoletana. Su cui, da 56 anni, l’impegno di Salvatore Maffei , memoria storica del nostro giornalismo, è stato fondamentale. Un presidente dell’Emeroteca, appassionato e colto. Poste e giornalismo, binomio indissolubile dalla fondazione dell’Emeroteca. Un patrimonio che tutta la città dovrebbe difendere.
Una luce accesa da 90 anni su libri, giornali e rotocalchi: «Gioiello salvato da Croce»
A Palazzo vaccaro dal 1936 le raccolte custodiscono un patrimonio di memoria collettiva

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«A Napoli c’è, nel Palazzo delle Poste, una Emeroteca assai ben fornita , che rese anche a me buoni servizi quando scrissi la mia Storia d’Italia dopo il 1871. Era sussidiata dal Ministero dell’Istruzione, ma dal 1949 non riceve nulla, e per ciò languisce. Ti prego vivamente di accogliere la preghiera per questo intervento benefico». Firmato Benedetto Croce . Era l’ottobre del 1951, il destinatario della «preghiera» era il capo dello Stato, nonché amico di lunga data di Croce, Luigi Einaudi. La risposta non si fece attendere, arrivò solo una settimana dopo: Einaudi informò Croce che il Ministero aveva disposto un «sussidio straordinario» di 200mila lire cui se ne aggiunsero altrettante per «l’acquisto di materiale librario». Nella storia millenaria di Napoli, l’Emeroteca Tucci occupa gli ultimi 120 anni.
Un tesoro napoletano
A settembre, saranno 90 anni che l’istituzione voluta dai giornalisti corrispondenti nel 1907 occupa il Palazzo delle Poste progettato dall’architetto bolognese Giuseppe Vaccaro , inaugurato dal fascismo il 30 settembre del 1936.
Tucci, Sos emeroteca intellettuali in campo: «Perla da proteggere»
L’attuale sede dell’Emeroteca nacque allora, trasferita dalla precedente sede di Palazzo Gravina. Nella giornata dell’inaugurazione, a fare gli onori di casa al ministro Antonio Stefano Benni fu il segretario del Sindacato interprovinciale dei giornalisti, Luigi Silvio Amoroso. E scriveva «il Mattino»: «Il segretario ha fatto da guida nella preziosa emeroteca, unica in Italia». Parole non casuali, già 90 anni fa: «preziosa emeroteca, unica in Italia».
Tra le perle della nostra città, c’è anche l’Emeroteca. All’inaugurazione della nuova sede a Palazzo Vaccaro, le erano stati già destinati «cinque saloni vastissimi arredati con gusto d’arte» scriveva Carlo Claverini, cronista del Mattino. Nel tempo, però, frequenti gli assalti alla sede ei tagli dei fondi pubblici a un’istituzione che ha quasi cinquantamila libri, tra cui preziosi cinquecentine e testi rarissimi, ma anche trecentomila volumi di periodici, introvabili altrove, a partire da collezioni del 1648. Nel 2001, la Regione sospese i finanziamenti, poi ripristinati dal presidente Vincenzo De Luca 10 anni fa. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi De Magistris ipotizzò un dimezzamento dei già miseri diecimila euro annuali, poi scongiurato. Ci volle l’intervento dell’allora ministro Walter Veltroni, poi, per evitare la sottrazione degli allora 14 dipendenti delle Poste applicate all’Emeroteca, oggi ridotto a uno solo. E 25 anni fa, una paventata vendita di Palazzo Vaccaro mise a rischio la sede dell’Emeroteca. Fu scongiurata. Oggi, la Società delle Poste pensa a un contratto di comodato d’uso, ipotizzando un possibile sfratto futuro. Da anni visite guidate di scuole e istituzioni, impegno di ricerca con ben 36 pubblicazioni storiche, disponibilità di documenti e libri rari, giornali consultabili da studiosi e ricercatori, acquisizione di libri e documenti di grande valore storico: un’istituzione preziosa, tutta napoletana. Su cui, da 56 anni, l’impegno di Salvatore Maffei , memoria storica del nostro giornalismo, è stato fondamentale. Un presidente dell’Emeroteca, appassionato e colto. Poste e giornalismo, binomio indissolubile dalla fondazione dell’Emeroteca. Un patrimonio che tutta la città dovrebbe difendere.
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