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Napoli, il dramma dell’anoressia nel libro del direttore sportivo Giorgio Perinetti
La storia della figlia Emanuela nel testo presentato al Tennis Napoli

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19:26
Il dramma di sua figlia Emanuela, morta a 33 anni divorata dell’anoressia, raccontato nel libro “Quello che non ho visto arrivare”, Cairo editore. Il direttore sportivo Giorgio Perinetti al Tennis Club Napoli, accolto dal presidente Riccardo Villari, ha presentato il testo scritto con il giornalista Michele Pennetti denso di ricordi ed emozioni. Un libro «per non dimenticare Emanuela e per un’esigenza, quella di fare una riflessione con i genitori e fare una speranza a ragazzi e ragazze che soffrono di questa malattia. Emanuela non ce l’ha fatta ma alla fine affidandosi alla medicina e all’amore delle persone ce la si può fare. Ringrazio Elisabetta che è stata vicina a mia figlia come una familiare», spiega Perinetti riferendosi alla moglie dell’allenatore Antonio Conte, presente in sala. Visibilmente commosso racconta di un pranzo di Ferragosto a Napoli in cui la figlia gli disse che la sua condizione di salute precaria era dovuta ad una forma di tumore allo stomaco. «Un castello di bugie che è caduto man mano. Da genitore mi sono fatto mille domande. Volevo ricoverarla quando me ne sono reso conto ma ha rifiutato ed essendo maggiorenne poteva farlo. Mi sono sentito impotente», prosegue Perinetti.

Napoli, il dramma dell’anoressia nel libro del direttore sportivo Giorgio Perinetti
La storia della figlia Emanuela nel testo presentato al Tennis Napoli

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Il dramma di sua figlia Emanuela, morta a 33 anni divorata dell’anoressia, raccontato nel libro “Quello che non ho visto arrivare”, Cairo editore. Il direttore sportivo Giorgio Perinetti al Tennis Club Napoli, accolto dal presidente Riccardo Villari, ha presentato il testo scritto con il giornalista Michele Pennetti denso di ricordi ed emozioni. Un libro «per non dimenticare Emanuela e per un’esigenza, quella di fare una riflessione con i genitori e fare una speranza a ragazzi e ragazze che soffrono di questa malattia. Emanuela non ce l’ha fatta ma alla fine affidandosi alla medicina e all’amore delle persone ce la si può fare. Ringrazio Elisabetta che è stata vicina a mia figlia come una familiare», spiega Perinetti riferendosi alla moglie dell’allenatore Antonio Conte, presente in sala. Visibilmente commosso racconta di un pranzo di Ferragosto a Napoli in cui la figlia gli disse che la sua condizione di salute precaria era dovuta ad una forma di tumore allo stomaco. «Un castello di bugie che è caduto man mano. Da genitore mi sono fatto mille domande. Volevo ricoverarla quando me ne sono reso conto ma ha rifiutato ed essendo maggiorenne poteva farlo. Mi sono sentito impotente», prosegue Perinetti.

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