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Marano, ladri acrobati: lo sfogo di una vittima dell’ennesimo furto in casa. «Le denunce non bastano più»
Il lungo sfogo di Alessandra dopo l’ennesimo colpo dei banditi

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16:14
«Non è normale dover temere che la propria casa venga violata da ladri che si arrampicano sulle tubature come acrobati o entrano dalla porta principale – scrive Alessandra – Non è normale pensare di mettere grate ai balconi, nemmeno al terzo piano. Non è normale ringraziare il destino perché i figli, per caso, non erano in casa».
È l’ennesimo furto a Marano. In sei mesi, quattro famiglie dello stesso condominio sono state derubate. Una scia di colpi che lascia dietro di sé non solo oggetti rubati, ma paura, rabbia e un senso totale di abbandono. C’è chi parla di presenze sospette, di “pali” che osservano, studiano, colpiscono, e ladri che si arrampicano ai balconi. E, intanto, la gente vive barricata, con l’ansia addosso.
«Le denunce non bastano più – racconta ancora la vittima – non siamo più padroni delle nostre case, né della nostra tranquillità». Una città di circa 60mila abitanti, reduce da commissariamenti e degrado, dove si litiga di politica e sui social mentre la sicurezza reale scompare. «Non accetto la paura – conclude – non possiamo aspettare che ci scappi il morto per muovere un dito». Marano continua a essere chiamata “città”, ma ai cittadini, oggi, resta solo la paura di chiudere la porta di casa.
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«Non è normale dover temere che la propria casa venga violata da ladri che si arrampicano sulle tubature come acrobati o entrano dalla porta principale – scrive Alessandra – Non è normale pensare di mettere grate ai balconi, nemmeno al terzo piano. Non è normale ringraziare il destino perché i figli, per caso, non erano in casa».
È l’ennesimo furto a Marano. In sei mesi, quattro famiglie dello stesso condominio sono state derubate. Una scia di colpi che lascia dietro di sé non solo oggetti rubati, ma paura, rabbia e un senso totale di abbandono. C’è chi parla di presenze sospette, di “pali” che osservano, studiano, colpiscono, e ladri che si arrampicano ai balconi. E, intanto, la gente vive barricata, con l’ansia addosso.
«Le denunce non bastano più – racconta ancora la vittima – non siamo più padroni delle nostre case, né della nostra tranquillità». Una città di circa 60mila abitanti, reduce da commissariamenti e degrado, dove si litiga di politica e sui social mentre la sicurezza reale scompare. «Non accetto la paura – conclude – non possiamo aspettare che ci scappi il morto per muovere un dito». Marano continua a essere chiamata “città”, ma ai cittadini, oggi, resta solo la paura di chiudere la porta di casa.
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