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«Non guarderemo in faccia nessuno»: non ha usato mezzi termini il procuratore di Gela Salvatore Vella che, già all’indomani della frana che tiene col fiato sospeso Niscemi, aveva annunciato l’apertura di una inchiesta per disastro colposo. Nel corso di un incontro con i giornalisti, il magistrato ha fatto un punto sull’indagine, ancora a carico di ignoti. «Al momento, non ci sono indagati ma escludo che il fascicolo rimarrà così», ha aggiunto, anticipando che giovedì sarà dato incarico a tre consulenti chiamati a ricostruire quanto è accaduto.
«Inizieremo anche a sentire persone e non guarderemo in faccia nessuno – ha osservato il procuratore – ci stiamo muovendo su una notevole mole di documenti, comprese le immagini fornite dall’Agenzia italiana aerospaziale. Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l’evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo». L’inchiesta partirà dunque dal 1997, anno della prima grande frana che mise in ginocchio la città.
«Abbiamo già avuto contatti con la procura di Caltagirone che coordinò un’inchiesta in quel periodo.- ha detto Vella – è inutile nasconderlo, valuteremo il carico che è stato esercitato su quel pianoro, da ciò che è stato costruito e anche dall’acqua». La Procura, dunque, andrà fino in fondo «qualsiasi sarà la responsabilità apicale di chi non ha preso decisioni, lo accerteremo, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti».
Intanto stamattina a Niscemi è tornata a suonare la campanella della scuola: sono riprese le lezioni. Accanto agli alunni gli psicologi dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta. «Per i bambini piccoli il cambiamento improvviso degli spazi e delle abitudini può generare paura e disorientamento, per questo – ha spiegato la psicologa dell’Asp Antonella Campo – lavoriamo attraverso il gioco, le routine e la relazione con gli insegnanti, aiutandoli a sentirsi nuovamente al sicuro e accompagnandoli gradualmente nell’adattamento al nuovo contesto».
Sull’evolversi della situazione, che conta già 1.300 sfollati, è intervenuto il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. «La frana è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando», ha ammesso. Dopo i crolli degli ultimi giorni è sempre più certo che non sarà possibile rientrare nelle case che si trovano nella prima fascia della zona rossa, quella a 50 metri dal precipizio. Una decisione inevitabile confermata dal Governatore Renato Schifani che, occupandosi della sorte di chi non potrà riavere la propria abitazione, si è però detto «contrario alla realizzazione di una new town a Niscemi». Il presidente della Regione oggi ha ricevuto a Palermo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al centro dell’incontro, oltre a Niscemi, l’emergenza che la Sicilia sta vivendo dopo il passaggio del ciclone Harry. «I 100 milioni che sono stati assegnati sono per interventi di prima necessità, lo Stato farà molto ma molto di più», ha detto Tajani. «Sarà fatto un decreto che riguarda gli aiuti da dare alla regione Sicilia, alla regione Calabria, alla regione Sardegna, lo approveremo in tempi rapidi», ha assicurato.
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