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La Polizia penitenziaria ha sventato nei giorni scorsi un tentativo di introdurre droga e telefonini nel carcere di Paola con un drone. Il velivolo è stato intercettato e abbattuto prima che potesse completare l’operazione nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo del perimetro dell’istituto. A bordo del drone sono state rinvenute sostanze stupefacenti, quattro telefoni cellulari e altri oggetti non consentiti. Lo rende noto il Sappe, il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria.
«L’episodio – è scritto in una nota – conferma come l’impiego di droni rappresenti una minaccia crescente per la sicurezza degli istituti penitenziari, richiedendo un costante rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto». Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha espresso “apprezzamento per la professionalità e la prontezza operativa del personale in servizio a Paola», sollecitando al contempo “maggiori risorse e strumenti tecnologici per fronteggiare il fenomeno. Il sequestro del drone costituisce un ulteriore segnale dell’impegno della Polizia penitenziaria nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela della sicurezza dell’istituto, del personale e della collettività».
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