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Un sopralluogo sul campo per fare il punto su un cantiere che intreccia tutela, scavo e nuova accessibilità. Ieri la commissione consiliare si è riunita per verificare gli avanzamenti tra teatro romano e palazzo Maggi, proseguendo il percorso avviato nel luglio 2024 con il progetto comunale candidato al bando Emblematici di Fondazione Cariplo e poi finanziato.
L’obiettivo resta doppio, spiega l’assessore Valter Muchetti: «Brescia ha vinto il bando su due pilastri, rifunzionalizzazione e hub culturali -. Nel frattempo, la Soprintendenza ha scelto di intervenire con un’operazione di scavo: un passaggio necessario, perché per arrivare alla fruizione serviranno poi servizi e infrastrutture adeguate. In questa cornice si inserisce anche l’azione di Fondazione Brescia Musei, orientata a una rifunzionalizzazione del teatro come era in origine».
Palazzo Maggi
Sul fronte tecnico, l’architetto Giampiero Ribolla ha descritto la complessità dell’intreccio degli interventi: lo scavo del teatro è la prima azione partita, interamente sotto la regia della Soprintendenza utile a mettere in luce il manufatto, ma anche studiarlo e datarlo. Il cuore del progetto Cariplo, invece, è palazzo Maggi, pensato come chiave di accesso all’area archeologica: il recupero del piano terra dovrà garantire un passaggio e una serie di camminamenti per un ingresso agevole e totale.
Per palazzo Maggi e area esterna è stata recentemente chiusa la procedura di affidamento dell’incarico: ora si entra nella fase di progettazione esecutiva, con l’obiettivo di arrivare entro fine 2026 all’aggiudicazione dei lavori. L’intervento vale 3 milioni di euro, di cui 1,2 milioni da Cariplo. A dettagliare la parte esterna è stata l’architetta Patrizia Scamoni: è previsto il restauro dell’alzata della media cavea (competenza comunale) e una passeggiata accessibile a tutti tra le strutture archeologiche fino ai piedi delle mura.
Dal complesso di palazzo Maggi-Gambara nascerà anche un ponticello di collegamento verso la passeggiata. Sul cantiere archeologico, i tecnici della Soprintendenza Serina Solano e Ivana Venturini hanno ribadito la natura condivisa del percorso: «Il teatro ha una duplice anima e proprietà, in parte civica e in parte statale. Gli scavi – ripresi dopo gli ultimi del 1995 – sono impostati come scavo stratigrafico, base indispensabile per qualsiasi rifunzionalizzazione».
Solano ha indicato l’orizzonte: entro l’estate 2026 si punta a completare circa metà del teatro, con un approfondimento fino a circa 5 metri sotto l’attuale piano di calpestio; la parte restante sarà oggetto di un lotto successivo.
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