Caro bollette, i gestori di bar e ristoranti studiano soluzioni alternative: «Ma spesso non bastano»

by

in

[analyse_image type=”featured” src=”https://gfx.bresciaoggi.it/image/contentid/policy:1.12917717:1770144542/image.jpg?f=16×9&h=450&w=800&$p$f$h$w=7061f55″]

Se c’è una voce di spesa su cui è praticamente impossibile per ristoratori o titolari di negozi intervenire in maniera diretta quella è proprio il costo delle utenze, elettricità e gas in primis. Il prezzo varia, fluttua, cresce: lo fa a causa di motivazioni geopolitiche come guerre e tensioni crescenti. Contesti in cui lo charme del ristoratore bresciano – che sicuramente eccelle in ospitalità e cucina, non nella risoluzione di controversie internazionali – non può essere d’aiuto.

Soluzioni alternative

Di fronte a margini di guadagno sempre più sottili, se non addirittura inesistenti, in diversi hanno dovuto valutare soluzioni alternative intervenendo su altre voci di bilancio. Dai 10 centesimi in più per il caffè all’efficientamento dei propri elettrodomestici, ognuno prova la sua ricetta.

Ma di fronte ad aumenti importanti come quelli vissuti negli ultimi anni, le soluzioni possono essere ancor più drastiche: «Dal post-Covid ho dovuto tagliare del personale – racconta con dispiacere Bianca, titolare di un pub di via Tosio –. Lavoriamo di più io e mio marito, i titolari. Una volta ci facevamo aiutare, ora non possiamo permettercelo: dalle 9 di mattina alle 22 di sera, siamo sempre e solo noi qui». Ma, a quanto pare, non basta: «Questa è stata la prima decisione, perché non volevamo toccare il prezzo al cliente, ma ad un certo punto non bastava più – prosegue -. E allora è diventato inevitabile, i prezzi sono lievitati leggermente».

E poi c’è la frustrazione di provare soluzioni e vedere che non cambiano più di tanto le cose. Maria Vittoria Menta è la storica titolare del Bar Bacco, in corso Mameli: il locale è piccolo, l’attrezzatura non è certo da grande ristorante. Eppure la bolletta bimestrale supera i 600 euro, nonostante gli accorgimenti adottati. «Per prima cosa ho cambiato la macchina del ghiaccio – spiega la titolare -. Poi è stato il turno dell’illuminazione. Via le lampade alogene, ora ho dei led, che non sono il massimo. Ma comunque non è abbastanza, perché sono passata da 450 euro di bolletta di elettricità agli oltre 600 che pago ora». Insegne spente all’ora di pranzo, luci soffuse: i piccoli gesti sono importanti per l’ambiente, ma la peso del costo dell’energia resta schiacciante. Non sarà una nuova macchina del ghiaccio a liberare chi lavora nel settore dalla morsa. 

[analyse_source url=”https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/caro-bollette-bar-ristoranti-testimonianze-1.12917718″]


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.