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Famiglia nel bosco, quanto costa al Comune di Palmoli: «Spesa di 244 euro al giorno per tenere lontani i figli da Nathan e Catherine»
Il Comune di Palmoli si trova a fare i conti con l’impatto economico della misura di tutela. Oggi le perizie psicologiche sui genitori

PALMOLI Si svolgeranno nel primo pomeriggio all’Aquila le perizie psicologiche, per accertare le competenze genitoriali di Nathan e Catherine affidate alla psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per i minorenni. Un passaggio doloroso per la coppia anglo-australiana, alla quale dal 20 novembre scorso sono stati allontanati i tre figli minori, e che si inserisce in un contesto delicato. Alla vigilia degli accertamenti i genitori tramite i loro legali Danila Solinas e Marco Femminella hanno presentato un esposto contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo, nominata dal giudice curatrice dei diritti dei minori. La segnalazione è stata depositata all’Ordine professionale degli assistenti sociali e all’ente regionale competente per il servizio sociale del Comune di Palmoli.
IL DOCUMENTO
Già oltre un anno fa, la famiglia aveva segnalato l’operato dell’assistente sociale, lamentando che «i contatti, quasi esclusivamente epistolari, si erano contraddistinti per una assoluta inflessibilità» tale da non tenere conto «dei timori e delle differenze anche linguistiche» dei genitori, sostituite da «una rigidità e una durezza che ingenerava nient’altro che paura». Secondo quanto riportato nell’esposto, c’è «la volontà di tratteggiare i genitori come degli sprovveduti negligenti, pericolosi per se stessi e per i loro stessi figli». Una rappresentazione che i difensori ritengono fondata su ricostruzioni parziali e distorsive. Viene evidenziato, in particolare, come in oltre dodici mesi di presa in carico, l’assistente sociale avrebbe incontrato genitori e minori solo cinque volte complessivamente, «di cui tre con entrambi i coniugi, una con il solo padre e tre incontri alla presenza delle forze dell’ordine», circostanza definita «ingiustificata e incomprensibile».
L’atto parla inoltre di affermazioni «ingannevoli ed artificiose» ritenute gravi tanto da aver compromesso «il sereno accertamento degli accadimenti e delle responsabilità conseguenti». In una relazione dell’assistente sociale, si afferma che «tutti i membri della famiglia, in seguito all’assunzione di funghi tossici, manifestavano sintomi di avvelenamento perdendo i sensi». Una ricostruzione che, secondo l’esposto, sarebbe smentita dai referti del Pronto soccorso, dai quali risulta una banale intossicazione alimentare, mai tale da mettere in pericolo la vita dei minori. «Nessuno dei Trevallion ha mai perso i sensi, né è risultato “avvelenato” o in pericolo di vita» scrivono i legali, denunciando una narrazione che avrebbe deviato il corretto accertamento.
Intanto alcune associazioni hanno incaricato due avvocati di Vasto e Roma per svolgere verifiche amministrative sulla struttura, in quanto dai registri pubblici non risulterebbero bilanci e verbali della Fondazione. Verifiche alle quali guardano con interesse anche i difensori della coppia, con l’obiettivo di «assicurarsi che intorno alla famiglia vi sia una gestione totalmente rispettosa delle leggi». Il Comune di Palmoli si trova a fare i conti con l’impatto economico della misura di tutela. «I costi per il mantenimento dei tre minori nella casa famiglia di Vasto – dichiara il sindaco Giuseppe Masciulli – ammontano a 244 euro al giorno, una spesa che grava direttamente sulle casse comunali. Finora l’amministrazione ha potuto contare su alcuni contributi, ma il prolungarsi della situazione rischia di aprire uno scenario critico». A intervenire è anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, che parla di «criticità e contraddizioni importanti» nell’operato dei servizi sociali. Secondo Cantelmi, «gli operatori non sono stati capaci di prendersi cura dell’intera famiglia, non sono riusciti a creare relazioni empatiche ed efficaci, hanno messo in atto comportamenti potenzialmente traumatici e laceranti, non hanno ascoltato i minori e non sono stati in grado di operare una mediazione virtuosa». E aggiunge: «Non è corretto attribuire ai genitori le responsabilità di un evidente fallimento. Ci sono responsabilità significative che andranno chiarite. Inoltre, il tempo del dolore si prolunga per problematiche tecniche legate a una perizia che forse andava disposta molto prima». La prossima settimana da Melbourne, Australia, arriverà a Palmoli Rachael Birmingham, sorella di Catherine per dare conforto e vicinanza alla famiglia.
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