Famiglia nel bosco, Catherine è «devastata». Il piano per tornare insieme

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Famiglia nel bosco, Catherine è «devastata». Il piano per tornare insieme

La proposta degli avvocati: svolgere le lunghe perizie psicologiche nei prossimi mesi tutti riuniti a casa

Famiglia nel bosco, Catherine è «devastata». Il piano per tornare insieme
di Michele Milletti
3 Minuti di Lettura
giovedì 22 gennaio 2026, 07:00 – Ultimo aggiornamento: 11:34
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PALMOLI Catherine Birmingham è «devastata». Lo ha sussurrato al termine dell’incontro a Chieti nello suo studio dei suoi legali Danila Solinas e Marco Femminella. Un lungo confronto per mettere a punto nuove strategie volte a riunire il prima possibile la famiglia nel bosco.
 

LE STRATEGIE 
Un lungo confronto che si è protratto fino alla tarda serata di martedì. Al suo fianco il marito Nathan Trevallion, anche lui «distrutto» dopo oltre due mesi lontano dalla moglie e dai loro tre bambini. Lui a Palmoli nel casolare ormai “abitato” solo dagli animali, lei e i bambini (una femmina di otto anni e due gemelli maschio e femmina di sei) nella casa famiglia di Vasto dopo la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila dello scorso 20 novembre.
La nuova richiesta avanzata dagli avvocati della coppia anglo-australiana è che la famiglia possa vivere insieme durante il lungo periodo richiesto per le perizie psicologiche ordinate dal tribunale e che dovranno essere depositate dalla psichiatra nominata entro 120 giorni. 

Ma ce n’è un’altra, comunque collegata alla precedente. Salvo colpi di scena, infatti, l’indagine psico-diagnostica che sarà decisiva per le future valutazioni dei giudici e dunque anche per riunire oppure no la famiglia (la potestà genitoriale di Nathan e Catherine è sospesa da oltre due mesi) e affidata alla psichiatra Simona Ceccoli inizierà con una settimana di ritardo. Il primo appuntamento nella struttura aquilana in cui lavora la professionista sarebbe infatti dovuto essere domattina con moglie e marito anglo-australiani, ma fino a domenica il mediatore linguistico nominato dal tribunale non può essere presente e dunque ecco spiegato il rallentamento.

La presenza di un interprete è infatti considerata essenziale, e qui ecco la seconda proposta dei legali Solinas e Femminella: mettere a disposizione il mediatore linguistico da loro individuato che affiancherà quello del tribunale, e che ha comunque un profilo importante e di «terzietà» dal momento che la dottoressa Claudia Iannessa alla lista dei consulenti del tribunale di Chieti, per poter iniziare venerdì come previsto ormai da tempo. 

Al momento però, a quanto si apprende, i legali starebbero aspettando risposta. «La nostra è una proposta che può essere d’aiuto a tutti – dice l’avvocato Danila Solinas – per cercare di rimanere nei tempi previsti». La situazione è sicuramente sempre più difficile per Nathan e Catherine costretti anche vivere con il «senso d’abbandono» che i tre bambini inevitabilmente iniziano a manifestare in modo sempre più netto nella casa famiglia di Vasto non solo perché costretti a vedere il padre solo in certi giorni ma anche perché la stessa madre nonostante viva nella stessa struttura ha orari ben definiti nei quali può vedere i piccoli. Che, come tutti i bambini, vorrebbero i genitori sempre vicini e dunque non si riescono a spiegare come soprattutto la madre che vive nella stessa abitazione non possa stare sempre con loro.

Intanto Nathan avrebbe ottenuto la possibilità di vedere moglie e figli un terzo giorno a settimana rispetto ai due concessi finora.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Analyse


2026-03-01 18:09:49

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