Famiglia nel bosco, il Comune arreda la casa: arrivano i mobili. E per i bambini pronti i vaccini

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Famiglia nel bosco, il Comune arreda la casa: arrivano i mobili. E per i bambini pronti i vaccini

La maestra in pensione Lidia Camilla Vallarolo: «I tre bambini comunicano tra loro in inglese, mentre con me parlano in italiano»

Famiglia nel bosco, il Comune arreda la casa: arrivano i mobili. E per i bambini pronti i vaccini
di Sonia Paglia
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giovedì 15 gennaio 2026, 07:00 – Ultimo aggiornamento: 16:45
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PALMOLI Ieri non si sono svolte le attività scolastiche per i tre figli di Nathan e Catherine nella casa-famiglia di Vasto, con la maestra in pensione Lidia Camilla Vallarolo, che si è offerta gratuitamente per insegnare ai piccoli. Oggi si ricomincia con le lezioni. Erano previsti in questa giornata anche i richiami vaccinali, rinviati nei mesi precedenti, perché i bambini avevano avuto alcune patologie.

IL RACCONTO 
Il primo approccio della maestra con i tre minori di martedì scorso è stato basato su manipolazione tattile con materiali, guidata. «I tre bambini comunicano tra loro in inglese – afferma Vallarolo – mentre con me parlano in italiano».

Alla madre, Catherine, che ha la limitazione della responsabilità genitoriale, è stato consentito di assistere, seduta accanto a loro. Era in silenzio, impegnata a lavorare la lana. Ora è definita come collaborativa. Elemento importante per gli equilibri all’interno della casa famiglia, visto che nei giorni scorsi si è parlato di un suo possibile allontanamento. «I piccoli si rivolgevano spesso alla madre per chiedere spiegazioni su ciò che non capivano. Catherine è stata una presenza rassicurante per i tre bambini. Erano preparati per il mio arrivo» continua la maestra che fa parte di un gruppo di insegnanti che svolgono questo servizio nelle carceri e in comunità. L’assistente sociale sta valutando se riconoscere alla maestra, tramite il Comune di Palmoli, una gratificazione economica o un rimborso spese. Decisione che non è ancora stata definita. 

Per quanto riguarda i lavori necessari nel casolare della coppia anglo-australiana, sollevati dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, al momento non è stato presentato alcun progetto di ristrutturazione. Tuttavia, il Comune sta arredando l’immobile situato vicino al campo sportivo, messo a disposizione della famiglia. «Noi abbiamo dato da tempo la nostra disponibilità alla famiglia. Lo arrediamo insieme ad altre case del Comune – afferma il sindaco Giuseppe Masciulli –. Se poi dovesse servire, sarà già pronto». Nathan vive tra il rudere nel bosco, dove accudisce gli animali, e la “casetta di nonna Gemma”, dove va a dormire, offerta dall’imprenditore Armando Carusi fino al mese di marzo.
A proposito di modalità di insegnamento, nella memoria tecnica integrata dai consulenti della difesa guidati dallo psichiatra Tonino Cantelmi, e presentata ai giudici dai legali della famiglia, si afferma come la famiglia «ha costruito un percorso strutturato, fondato sull’istruzione parentale e ispirato al metodo educativo Waldorf-Steiner, declinato in un contesto di vita a stretto contatto con la natura nel bosco» e che la famiglia non vive «in modo improvvisato» nel bosco, ma ha costruito un progetto educativo coerente. Nell’ordinanza del Tribunale vengono invece evidenziati gli «indizi di preoccupante negligenza genitoriale, con particolare riguardo all’istruzione dei figli e alla vita di relazione degli stessi, conseguenti alla mancata frequentazione di istituti scolastici e all’isolamento in cui vivevano» . 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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