Famiglia nel bosco, scatta l’esposto: «E’ sottrazione di minori»

by

in

[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/01/08/9286294_08221058_famiglia_nel_bosco1.jpg”]

Famiglia nel bosco, scatta l’esposto: «E’ sottrazione di minori»

Famiglia nel bosco, scatta l'esposto: «E' sottrazione di minori»
di Sonia Paglia
3 Minuti di Lettura
venerdì 9 gennaio 2026, 07:00
aggiornamentiRoma WeekendNewsletter
Gli eventi del fine settimana, ogni giovedìIscriviti e ricevi le notizie via email

.nl-optin-notext.nl-optinform .testata-bg {
background: #b22222;
}
.nl-optin-notext.nl-optinform .bg-wrap>div .nl-optin-bg {
opacity: 1;
background: #eee;
}

PALMOLI Mentre Catherine, stremata da mesi di battaglie giudiziarie e non più nelle condizioni di lavorare, dopo la sospensione genitoriale continua a documentare ciò che accade ai suoi tre figli all’interno della casa famiglia di Vasto, c’è un nuovo passo da parte di chi sostiene la famiglia. Un esposto indirizzato che approderà sul tavolo delle Procure.
IL DOCUMENTO 
A presentarlo è Leonora Carusi, figlia di Armando, proprietario della “casetta di nonna Gemma”. L’atto è stato depositato ai carabinieri di Ortona ed è indirizzato al procuratore capo dell’Aquila, a quella di Campobasso, al procuratore generale presso la Corte di Cassazione e agli organi istituzionali competenti. Il documento richiama espressamente la normativa nazionale e internazionale che tutela il diritto del minore a crescere nella propria famiglia, chiedendo alla magistratura di verificare l’eventuale sussistenza di reati perseguibili d’ufficio, tra cui la sottrazione di minori e la violenza privata.
Al centro dell’esposto l’allontanamento dei tre figli minori di Nathan e Catherine, la coppia che aveva scelto di vivere in un casolare di montagna seguendo uno stile di vita improntato al contatto con la natura e all’autosufficienza. Una scelta che, per Leonora Carusi, non avrebbe mai messo in discussione il benessere dei bambini, descritti come in buone condizioni di salute e sereni, una serenità che, si legge nel documento, «sarebbe stata osservata direttamente dagli abitanti della zona». 
La vicenda ha raggiunto il suo punto di rottura con il prelevamento dei piccoli dal casolare e il loro collocamento nella casa famiglia di Vasto. Un provvedimento che, secondo l’esposto, sarebbe stato adottato in assenza dei presupposti di «grave e immediato pericolo» previsti dalla legge e, soprattutto, senza l’ascolto obbligatorio dei minori, indicato come passaggio imprescindibile e mai rispettato. Tra le motivazioni per l’allontanamento c’erano le condizioni non adeguate dell’abitazione. Di fronte a quella che viene definita una «scissione tristissima» di un nucleo familiare sereno, la famiglia Carusi ha messo a disposizione della coppia un’abitazione completa di tutte le utenze. Tuttavia, come scrive Carusi, dopo la diffusione mediatica della notizia, le contestazioni nei confronti dei genitori si sarebbero ampliate e modificate, includendo la presunta mancata vaccinazione dei minori e la mancata scolarizzazione. Nell’esposto si sottolinea come l’inadempienza vaccinale, in Italia, comporti esclusivamente una sanzione amministrativa pecuniaria.
Quanto all’istruzione, viene richiamata la piena legittimità dell’homeschooling. Oggi, intanto, è previsto un vertice tra la tutrice, gli assistenti sociali e i responsabili della struttura di Vasto per decidere quale percorso educativo dovranno seguire i bambini. Diverse insegnanti neorurali sono disponibili a garantire l’istruzione in casa famiglia e poi eventualmente a casa. Debora Petrucci, 36 anni, di Rieti, ha annunciato che il prossimo 17 gennaio metterà a disposizione un camper che verrà posizionato davanti alla casa di Nathan, dando vita al presidio fisso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

‘;
outbrainEl.insertAdjacentHTML(“afterBegin”, AdCodeOutbrain);

loadScript(‘//widgets.outbrain.com/outbrain.js’, function(){
// cerco il widget. Necessario se c’è un’altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)
OBR.extern.researchWidget();
});
}

function AnnunciOutbrain(callback) {
var outbrainDiv = document.getElementById(‘outbrainWait’);
// Verifica se l’elemento esiste
if (outbrainDiv) {
// Modifica l’id dell’elemento div
outbrainDiv.id = ‘outbrain’;
}

var load_method = impostazioni_testata.outbrain.load_method || ‘first-interaction’;

var outbrainEl = document.getElementById(‘outbrain’);

CED.log(“outbrain load_method:” + load_method);

if (load_method == ‘when-near-viewport’) {

// outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport
if (typeof callback === “function”) {

// Listen for the scroll event
//document.addEventListener(‘scroll’, onScroll(outbrainEl,callback), false);
CedsWNV.watch(outbrainEl, callback, {
checkInterval: 300,
offset: 500
});

/*devo chiamare la funzione con argomenti e variabili */
}

} else {
// DEFAULT: outbrain parte alla prima interazione o dopo il timeout inattività
_waitOnceFor(load_method, callback);
}
}

AnnunciOutbrain(WidgetOutbrainTag);

[analyse_source url=”http://ilmessaggero.it/abruzzo/famiglia_nel_bosco_palmoli_nathan_catherine_abruzzo-9286294.html”]


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.